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Fermare la didattica per riflettere

Data di trasmissione

Nella prima parte della trasmissione si presenta l'appello redatto da un gruppo di docenti del Liceo Amaldi che propone il blocco della didattica per due ore per rompere l'indifferenza verso le morti nel Mediterraneo e le violenze istituzionali verso le persone migranti.

Presenta l'appello uno degli insegnanti che l'hanno proposto, nel commentarlo si parla di attacchi fascisti alle scuole, della retorica delle foibe che si vuole imporre nelle scuole e del caso del servizio di neuropsichiatria infantile di Bolzano che in un modulo distribuito alle scuole chiede di specificare la "razza" del ragazzo o della ragazza per cui si richiede il servizio.

Nella seconda parte della trasmissione si parla del nuovo esame di maturità.

Segue il testo dell'appello dei e delle docenti del Liceo Amaldi:

Care colleghe e cari colleghi, cari studenti e lavoratrici della scuola, gentile preside, questo breve testo si rivolge all'intera comunità scolastica. Siamo scossi e preoccupati. Ancora centinaia di morti nel Mediterraneo, ancora migranti costretti a restare in nave dopo un viaggio tragico, mentre a Castelnuovo di Porto si consuma una delle pagine più buie della nostra storia recente. Richiedenti asilo o migranti con protezione umanitaria sgomberati con l'esercito da un Cara con un preavviso di 48 ore, alcuni finiti in strada per effetto del nuovo decreto sicurezza, altri trasferiti di forza, costretti ad abbandonare il luogo che li aveva accolti, persone ancora una volta sradicate, bambini strappati alle loro classi, persone malate allontanate dai loro luoghi di cura. Si può continuare nella nostra routine didattica di fronte a quanto sta accadendo? Chiediamo all'intera comunità scolastica di dare un segnale di preoccupazione e riflessione trasformando le prime due ore di lezione di mercoledì 30 in uno sciopero alla rovescia: fermare la didattica per ragionare e riflettere insieme agli studenti di quanto sta accadendo, leggere i giornali, apprendere e commentare il dibattito di queste tragiche giornate. Ognuno lo faccia come vuole, ma fermiamoci a riflettere per rompere l'indifferenza e la rassegnazione. La scuola è anche e soprattutto questo.