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Torniamo a parlare di tecnologia (e coronavirus...)

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Nonostante le promesse di smetterla di parlare di statistiche (come abbiamo fatto qui e qui) e virus, tutto quello che siamo riusciti a fare è stato spostare il discorso su argomenti di tecnologia connessi all'emergenza.
 
Cominciamo parlando dell'app per videoconferenze Zoom, che negli ultimi giorni si è diffusa come una delle scelte preferite per incontri, meeting, assemblee, ecc. Nonostante Zoom proclami di essere estremamente attenta alla privacy degli utenti, la sua app per iOS forniva a Facebook dati sugli utenti e connessioni, anche se il login non avveniva da Facebook e anche se l'utente non aveva proprio un account Facebook. Restando sull'argomento riportiamo anche qualche interessante "feature" della versione premium di Zoom, probabilmente utile per i datori di lavoro interessati a controllare i propri impiegati.
 
Passiamo poi a parlare delle app di monitoraggio della popolazione in chiave anti-covid19: analizziamo l'app prodotta dal governo di Singapore, che nei limiti di un app per il monitoraggio della popolazione si presenta decisamente meno invasiva di tante altre app attualmente in uso in vari paesi, e che il governo di Singapore dichiara che diventerà Open Source.
 
Riportiamo anche il caso della app Iraniana, che invece è chiaramente una app di monitoraggio della popolazione malamente spacciata come necessaria nella lotta al covid19.
 
Nell'ambito delle cose spacciate per anti-coronavirus, discutiamo dei malware che sfruttano l'ossessione per la raccolta di informazioni sul contagio per infettare i pc, e della confusione tra virus biologico e informatico che evidentemente colpisce molti, sia tra gli utenti che tra gli "esperti". Guardiamo più nel dettaglio il caso di uno di questi malware che usa una tecnica semplice ma interessante che unisce alcuni passaggi "tecnici" a della cara vecchia ingegneria sociale.