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"Non vi faccio tornare a scuola"

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La trasmissione si apre con Mario Sanguinetti che ricorda l'impegno di Alberto Manzi negli ultimi anni di vita e ricorda il ciclo di conferenze del Cesp su precariato, didattica, situazione politica.

Dopo una riflessione sull'articolo di Milena Gabbanelli sul Corsera del 29 novembre, una lunga corrispondenza dalla Puglia che analizza la situazione della scuola e i provvedimenti del Presidente della regione Michele Emiliano, caratterizzati da un linguaggio populista e paternalista sintetizzato nello slogan "Non vi faccio tornare a scuola".

La scuola ai tempi del virus

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La trasmissione è quasi interamente dedicata ad analizzare i provvedimenti ministeriali tesi a contrastare la diffusione del coronavirus: ci soffermiamo in particolare sull'attivazione di forme di didattica a distanza sottolineandone l'aspetto di impoverimento del diritto allo studio, ad onta della retorica mainstream improntata, questa volta sì, all'efficienza del sistema scolastico anche in situazioni difficili.

In chiusura di trasmissione qualche aggiornamento sui pensionamenti e il conseguente deficit di insegnanti previsto per il prossimo anno scolastico

Roma: mobilitazione alla scuola Massaia di Centocelle

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Una compagna della redazione ci racconta la mobilitazione di genitori ed alunni della scuola Massaia di Centocelle contro la chiusura del complesso.

Dall'anno scolastico 2018/2019, i quasi 500 alunni della scuola Massaia a Centocelle (comprendente classi di primaria, materna e secondaria di primo grado) verranno smistati su tre strutture alternative del territorio. Il Comune ha scelto da tempo la strada dei tagli ai fitti passivi laddove possibile, per ragioni di spending review. E i locali in questione, di proprietà della Curia, costano al Campidoglio circa 320mila euro l'anno, nonostante il vecchio contratto che disciplinava l'accordo tra le parti sia scaduto nel lontano 1997.

I genitori protestano per gli neormi disagi che implicherebbe lo spostamento del plesso scolastico e denunciano l'operazione della giunta pentastellata, di cui molte cifre non corrispondono a verità.