Toscana-Emilia: ferrovieri contro la guerra
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Corrispondenza sul volantinaggio di oggi, che ha coinvolto le stazioni di Livorno, Pisa, Firenze e Bologna tra le 6 e le 9 del mattino, nelle fasce di maggiore affluenza pendolare.
Esattamente due anni fa, il 15 aprile 2024, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Leonardo sottoscrivono un accordo per il cosiddetto "dual use" della rete, ovvero per il potenziamento delle infrastrutture civili a scopi bellici, agevolando il trasporto di truppe e armamenti verso i fronti di guerra - nel quadro della "Military Mobility" europea.
I punti chiave della protesta:
- sottrazione di risorse. Mentre si stimano investimenti miliardari per la mobilità militare (fino a 100 miliardi di fabbisogno complessivo in Europa), il trasporto pubblico regionale soffre per soppressioni, ritardi cronici, caro-biglietti e disservizi;
- sicurezza a rischio: i ferrovieri denunciano come la priorità data ai convogli militari lunghi fino a 750m aumenti i rischi per chi lavora e chi abita lungo la ferrovia, in un sistema già colpito da gravi stragi (da Viareggio a Brandizzo) causate da manutenzioni e investimenti insufficienti;
- stazioni militarizzate: scali come Tombolo, La Spezia Marittima e Genova Sampierdarena sono già attrezzati per il transito logistico-militare.
"Lottiamo per una ferrovia sicura, pubblica e di pace."

