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Videoconferenze tra sviste e burloni

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Continuiamo a parlare dell'app di videoconferenze exploit di questa crisi, cioè Zoom, che sta ricevendo critiche diffuse per vari bug e feature che mettono a rischio la privacy di chi lo usa. Se alcuni sono proprio degli errori pacchiani, altre sono caratteristiche che mostrano l'origine aziendale di un prodotto che non era certo pensato per diffondersi così velocemente e repentinamente per tutti i tipi di conversazione. Tra le altre cose favorendo il fenomeno dello Zoombombing (connettersi ad una videoconferenza per mandare messaggi inappropriati) che, per quanto derivi direttamente dal modo di funzionare del programma, è stato considerato tanto grave da mobilitare l'FBI con una serie di capi di imputazione che non appaiono, a prima vista, del tutto pertinenti. 
A proposito di comportamento durante le videoconferenze, trasmettiamo un pezzo da "Stakkastakka" sul sexting, utile da ascoltare in questi tempi di basso contatto fisico.
Continuiamo a parlare (male) di aziende che si occupano di spiare gli altri, con qualche notizia su ciò che resta di Hacking Team e sulle liti tra Facebook e NSO (compagnia di cybersecurity/spyware israeliana), e delle velleità saudite di controllo sui propri cittadini all'estero. 
Chiudiamo con un altro contributo da "Stakkastakka" su una fuga di notizie che ha messo in luce i crimini commessi dall'esercito cileno e con la notizia dell'iniziativa "National Emergency Library" dell'Internet Archive per garantire l'accesso alla conoscenza in questo periodo in cui l'accesso alle biblioteche non è possibile, e delle reazioni degli editori americani.