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tecnologia

Collettiva

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Puntata 35 di EM, ultima della stagione. Ricapitoliamo, in una collettiva di saluti, gli argomenti trattati nella stagione. Cominciamo da "Estrattivismo dei Dati" e a seguire "Emergenza0".

Poi un nostro pensiero su Carlo Giuliani, a 25 anni dalla sua uccisione in Piazza Alimonda.

Proseguiamo ripercorrendo alcuni episodi significativi avvenuti durante i giorni del g8 e seguendo un filo che parte da Genova e arriva fino ai nostri giorni. Perché la storia della tecnologia degli ultimi 25 anni è anche la storia di un progressivo spostamento del potere: dalla rete distribuita delle origini, alle piattaforme di concentrazione del capitalismo dei dati, dagli spazi autogestiti, alle Big Tech. Una storia cominciata con la repressione degli spazi digitali e continuata con un lungo ed insesorabile processo di omologazione e controllo.

Chiudiamo con gli argomenti trattati nei cicli "LIbera Scienza in Libero Stato" e "AntropoLogica". La carrellata è stato un buon modo di presentare gli argomenti di cui trattiamo ad Entropia Massima, tutti insieme. Ottimo anche come riassuntone per chi se ne è perso qualcuno!

Il prezzo dell'IA

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Dopo l'aumento del prezzo dei dischi a stato solido, è arrivato anche quello delle RAM: prezzi circa raddoppiati in un solo anno, e anche questa volta è colpa del boom dell'IA: l'enorme domanda di hardware fatta da una manciata di aziende ha completamente cambiato il settore. Non perdiamo l'occasione, però, per accumulare più dettagli del necessario e capire un po' meglio come funziona questo settore, quali sono le aziende che lo compongono, come si sono comportate in passato e cosa ci possiamo aspettare per il futuro.

Lo svolgimento contemporaneo della finale dei mondiali di calcio ci permette di parlare dei recenti sequestri di siti per violazione di copyright. I sequestri sono stati effettuati dal governo statunitense e segnano un ulteriore inasprimento del controllo su Internet, in quanto si tratta di siti che sono stati rimossi globalmente da Internet. Un effetto, per capirci, molto più forte di quelli fatti dal Piracy Shield. Questo provvedimento - non senza precedenti ma comunque significativo - è un ulteriore tassello in un internet in cui le garanzie di quello che una volta si chiamava cyberspazio vengono sistematicamente smantellate.

Non è un'Internet per uman*

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Internet è sempre più un ambiente per bot: i dati di Cloudflare indicano che il 57% delle richieste di pagine Web provengono da Bot. Ma quando, come e perché è successo? E cosa c'entra questo con il maggior controllo operato dalle grandi aziende?

Per chi ha la passione delle telenovele, il mondo dell'IA fa per voi. In questo episodio, il governo Usa proibisce ad Anthropic di esportare i suoi gioielli, a causa di una soffiata mediata da Amazon, che del resto ha interessi con OpenAI. E se invece il governo l'avesse fatto proprio perché è in combutta con Anthropic, seguendo la nota strategia in cui si millantano strumenti "troppo potenti" senza mai esibirli? Nel frattempo Anthropic se la prende con Alibaba.

Ue: ritorna il tentativo di approvare la legge sul controllo delle chat con la scusa della lotta alla pedofilia. La legge, già nota come ChatControl era già stata respinta dal Parlamento europeo.

Carrellata di notiziole: l'FCC vuole dei telefoni più "sicuri", Meta invece vuole (continuare a fare) degli occhiali che facciano riconoscimento facciale... e molte altre!

Concludiamo con lo scontro tra l'ATAC e il cambiamento climatico (qui inteso nel senso dell'avvicendarsi delle stagioni).

Lavorare per la macchina

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In questa puntata parliamo dell'impatto del lavoro di moderazione sui lavoratori e sul tessuto urbano di Barcellona. Proseguiamo parlando del programma di costruzione di nuovi data center e delle relative proteste, in Lombardia e In California.

Ospite della puntata Stefano Portelli autore dell'articolo "Dove l’ombra cupa scende. Lavorare per la macchina nel distretto tecnologico di Barcellona" su Napolimonitor.it e della traduzione della Fanzine Lavorare per la macchina di HORACIO ESPINOSA ZEPEDA. La Fanzine racconta il vissuto dei lavoratori della moderazione di contenuti per conto di Meta- La fanzine è realizzata anche grazie alla collaborazione con Data Worker’s Inquiry di cui abbiamo parlato più volte dai microfoni di Le Dita Nella Presa. Con l'occasione abbiamo ricordato anche le iniziative organizzate dalla rete francese Le nuage était sous nos pieds . Un avvertimento: nella fanzine, e dunque nell'audio che ascolterete, ci sono riferimenti a video violenti, al suicidio e altre sofferenze psicologiche.

La puntata prosegue dando conto dell'espansione dei Data Center in Lombardia dove la richiesta spropositata di energia ha scatenato le proteste di cittadini e istituzioni locali.

In California, sempre a causa della costruzione di nuovi data center, in Nevada, la NV Energy ha comunicato alle comunità del Lago Tahoe. circa 50.000 persone, l'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica dal prossimo anno.

Chiudiamo la puntata con i prossimi appuntamenti, ma questi andate a vederli su roma.convoca.la

  

 

Estrattivismo dei dati

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Puntata 26 di EM, sesta del ciclo Estrattivismo dei Dati, parliamo di intelligenza artificiale, università, conoscenza e infrastrutture.

Nella prima parte ospitiamo un rappresentante dell’Osservatorio collaborativo Artificial Intelligence e Digital Humanities, Andrea Bolioli, per presentare l'osservatorio appena nato e discutere di ricerca, open source, alfabetizzazione critica e del ruolo delle Digital Humanities in un ecosistema sempre più dominato dall’hype tecnologico.

Nella seconda parte parliamo della lettera aperta contro l’adozione acritica dell’IA nella scuola e nell’università: formazione o addestramento? Pensiero o dipendenza? Conoscenza o automazione del sapere? Con noi Maria Chiara Pievatolo, Ordinaria di Filosofia Politica a Scienze Politiche, Università di Pisa.

Una puntata su ciò che l’IA sta trasformando davvero: non solo tecnologia, ma il rapporto tra esseri umani, conoscenza e potere.

 

Credenze che scricchiolano

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Apriamo con un racconto di alcune recenti vulnerabilità nel kernel linux. Più dei bug in sé, ci interessa raccontare di come il processo di divulgazione dei bug tenda a diventare sempre più veloce, e questo mette in difficoltà gli ecosistemi di software libero.

Ci spostiamo in Francia, con un paio di notizie contrapposte: da una parte il processo contro Elon Musk; dall'altra l'intenzione sempre più chiara di colpire la crittografia end-to-end. Cerchiamo di inserire queste notizie all'interno di un quadro più ampio, che include anche lo sbilanciamento di potere verso le grandi aziende statunitensi. In quest'ottica, diamo un'occhiata al manifesto della "Repubblica Tecnologica" di Thiel.

Concludiamo con la notizia di reCaptcha, che in alcuni casi richiede alle utenti Android di avere installati i Google Play Services per poter superare la prova. Questo vuol dire che chi sceglie di non usare i servizi di Google potrebbe non riuscire a visitare alcuni siti.

Dual use, sorveglianza e repressione: dal copyright al nucleare

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Iniziamo la puntata con un paio di notizie riguardo al copyright: in Spagna un meccanismo simile al Piracy Shield - ma ancora meno accurato - sembra produrre così tanti effetti collaterali che si parla di intervenire legalmente per limitare la sua applicazione. In Francia, una sentenza del Consiglio di Stato si esprime contro Hadopi, il sistema "anti-pirateria" che dal 2009 ingiunge multe a chi scarica file illegalmente, chiedendo l'annullamento di questo sistema di sorveglianza.

Proseguiamo con delle notizie di lotte contro le aziende che producono sistemi dual-use, a cominciare da Metravib: da una parte produce innovativi sistemi di analisi del rumore, dall'altra sistemi militari di supporto ai veicoli blindati detti Centauro; passando per Soframe che nel 2022 ha rinnovato il "parco blindati" della polizia francese, utilizzato di recente per la repressione a Bure (nella regione della Meuse): qui si combatte da decenni contro un immenso progetto di seppellimento delle scorie nucleari, mentre questo tipo di energia si continua a proporre come "pulita" per i datacenter. 

C'è chi resiste anche con sabotaggi (qui un rarissimo esemplare contemporaneo di articolo da Indymedia, Lille) e manifestazioni di solidarietà allo sgombero di una stazione occupata a Bure, dal sud-ovest della Francia (a Malvési uno dei principali centri di trattamento dell'uranio), ricordando l'appello del 2025: accogli la primavera, brucia una Tesla (da Indymedia, Nantes) !

Estrattivismo dei dati

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Puntata 23 di EM, quinta del ciclo Estrattivismo dei dati, parliamo di tre storie diverse, con un unico filo conduttore: il potere che stiamo consegnando alle macchine e alle infrastrutture che le governano.

Nella prima parte partiamo da Kill Chain: l’automazione militare, le catene decisionali opache e il modo in cui la tecnologia può distribuire la responsabilità fino a farla sparire (il caso del sistema Maven e l'uccisione di 175 bambini in Iran).

Nella seconda entriamo nel mondo degli AI Agents: sistemi presentati come autonomi e intelligenti, che aprono scenari inquietanti in cui l'essere umano diventa una loro interfaccia (Human API) da utilizzare esattamente come altre interfacce software, per procedere autonomamente nello svolgimento di compiti complessi. Strumenti in realtà ancora pieni di limiti pratici, fragilità operative e promesse spesso molto più grandi dei risultati reali.

Nella terza guardiamo a ciò che accade fuori dai laboratori e dai boardroom: la crescente rivolta contro l’AI, che a Londra ha visto scendere in piazza migliaia di persone per protestare contro Google, Meta, OpenAI e contro un modello che concentra ricchezza, dati e potere.

Una puntata su guerra, automazione, propaganda tecnologica e conflitto sociale.

Perdere il senso del tempo

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Apriamo commentando l'articolo del Tempo che alimenta lo spauracchio delle tecnologie alternative ed autogestite usate dai pericolosi cyberattivisti, e arriva a scomodare persino i remailer, tecnologia che avevamo dimenticato perfino noi. Facciamocela raccontare.

Parlando di cose serie, l'Europa ha secretato i dati sui data center con il pretesto di tutelare i segreti commerciali.

Torniamo su un argomento che abbiamo toccato anche qualche puntata fa, ovvero le importanti sentenze contro Meta e Youtube. Oggi diamo conto di un articolo pubblicato da Valigia Blu che, riprendendo articoli di altri analisti, critica la sentenza e gli effetti che produrrà. L'argomentazione non ci convince, ma ne diamo comunque lettura perché ci dà lo spunto per alcune riflessioni.

I social media non sono invulnerabili

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Partiamo con un racconto, e un'analisi, di due sentenze a danno di Meta e Google che indicano che queste piattaforme usano la creazione di dipendenza come strumento fondamentale, e che questo crea danni reali alle sue utenti. Daranno il via ad un gran numero di cause simili? E se sì, quali conseguenze potrebbero avere?

Finché l'argomento del dibattito rimarrà confinato alle conseguenze su chi è minorenne - invece di riconoscere che queste piattaforme sono dannose per l'intera società - il rischio è che questo costituisca un'ulteriore spinta verso verifiche dell'età sempre più stringenti. A tal proposito, parliamo delle leggi in California e Brasile che introducono la verifica dell'età a livello di sistema operativo.

Concludiamo con alcune gravi vulnerabilità recenti trovate su iOS e su Telegram.

Comunicazione di servizio: le dita nella presa non andrà in onda il 5 Aprile.