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Le nuove indicazioni nazionali: tra ideologia e irrealtà

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Apriamo la trasmissione con la corrispondenza di un compagno del collettivo "Scuole per la Palestina" che analizza le criticità del disegno di legge Romeo "sull'antisemitismo", un apparato repressivo della solidarietà al popolo palestinese. Iniziativa di autoformazione e dibattito per conoscere e organizzarsi nelle scuole, per difendere le libertà costituzionali, domani mercoledì, 13 MAGGIO, ORE 17:30 nei giardini di piazza Vittorio. Il 23 maggio ci sarà un secondo appuntamento.

Approfondiamo poi alcuni scandalosi aspetti delle cosiddette "Nuove indicazioni nazionali dei licei", che come recita il sito del Mim "il Ministro Valditara ha fortemente voluto ... e che adotterà ufficialmente solo al termine del percorso di ascolto della comunità scolastica": si parte dall'incipit, ovvero la pedante spiegazione dell'etimologia della parola liceo, per arrivare all'intelligenza artificiale. Classismo e ideologia alla base delle linee, a partire dalla necessità dell'uso di una lingua còlta - il tutto declinato rigorosamente al maschile per "semplificare il linguaggio" (!) - la "prossemica del rispetto", dove la norma è sinonimo di libertà. Lo studio della Storia è motivato in modo imbarazzante dagli esperti della disciplina, guidati da Ernesto Galli della Loggia ("La centralità della storia dell'Italia e dell'Occidente non è un ripiegamento provinciale: è riconoscimento dell'eredità universale che quella tradizione ha consegnato al mondo moderno — la statualità, i diritti della persona, i fondamenti della ricerca scientifica"). Lo studio della lingua italiana - "bene identitario" da salvaguardare come il made in italy - e della letteratura replicano la maggiore pecca dell'impianto delle Linee, ovvero l'assenza del contesto reale delle scuole.