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Nuova legge sugli affitti in Catalogna

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Il parlamento regionale catalano ha approvato una legge che regolamenta  il mercato degli affitti e che, a differenza da quanto avviene a livello statale, introduce una serie di novità importanti. Ne abbiamo parlato con il nostro corrispondente da Barcellona, Victor Serri, che firma anche il seguente articolo apparso sul sito www.barcinomag.net

 

Da oggi, la casa non sarà piú a prezzo di mercato. La proposta di legge portata avanti dal Sindicat de Llogaters (il sindacato degli affittuari) alla fine è diventata realtà grazie ai voti di JuntsXCatalunya (JxCat), Esquerra Republicana de Catalunya (ERC), la Candidatura d’Unitat Popular (CUP) e i comuns.

Ancora una volta il Parlamento catalano, a maggioranza indipendentista, approva una legge innovatrice sul piano sociale. Era già successo nel 2017 con la legge per la regolamentazione del Cannabis, dell’uguaglianza tra uomo e donna, e per la legge anti sfratti. Tutte queste però, vennero ricorse e bloccate dal Tribunale Costituzionale. Oggi, con questa nuova legge, il Parlament cerca di risolvere la crisi abitativa che continua ormai dal 2008.

 

La legge non sarà valida per tutta la Catalogna, ma solo per 60 comuni con piú di 20.000 abitanti che hanno maggiori aumenti dell’affitto (a causa di turistificazione e gentrification). Parliamo principalmente dei comuni dell’Area Metropolitana di Barcellona, dove, secondo dati dell’Observatori Metropolità de l’Habitatge (trad. Osservatorio Metropolitano della Casa), le famiglie investono piú del 45% delle proprie entrate nel pagamento dell’affitto.

La nuova legislazione non avrà un effetto retroattivo e solo riguarderà i nuovi contratti, i quali non potranno superare le quote medie fissate nel registro. Inoltre i contratti che verranno rinnovati non potranno utilizzare i prezzi anteriori: dipenderà dall’indice e dalla legge. Non solo: verrà anche introdotto un regime sanzionatorio per chi non rispetti la legge, come era richiesto dal Sindicat de Llogaters. Per questo verrà modificata la legge sul Diritto alla Casa aggiungendo una serie d’infrazioni che i proprietari immobiliari potrebbero compiere.

Indipendentisti contro gli unionisti

Anche se la questione dell’indipendenza della Catalogna no sembra avere a che vedere, guardando il risultato del voto si è visto chiaramente la riproduzione di due blocchi. Da una parte gli unionisti, come Populare, Ciutadans e Socialisti, dall’altre il blocco indipendentista/sovranista, composto da JxCAT, ERC, CUP e i Comuns (il partito legato ad Ada Colau a Barcellona e a Podemos nello stato spagnolo). L’opposizione a questa legge ha dato spazio a interventi molto duri: se da una parte i Populares affermavano che imporre una regolamentazione degli affitti equivalesse alla distruzione della proprietà privata, dall’altra i Socialisti hanno ricordato che per loro tutta la legge è incostituzionale. Cosa che sembra presagire l’ennesimo ricorso al Tribunale Costituzionale. A sorpresa, anche quattro deputati del PDeCat hanno rotto la disciplina di voto, allontanandosi dalla coalizione di JxCat, votando contro.

Il blocco e l’accordo

Inizialmente, la proposta di legge venne accettata da tutti i gruppi parlamentari che oggi l’hanno votata. Ma poche settimane dopo JxCat aveva presentato una serie di cambi alla legge, che modificavano profondamente la sua natura, secondo l’opinione del Sindicat de Llogaters. Settimane di pressioni e proposte, fino ad arrivare a una quadra. Non tutti i locatori dovranno seguire la legge, ma se hanno entrate tra 1.300 e 1.900 euro per unità familiare ne saranno esenti (sempre e quando la famiglia affittuaria non guadagni meno di valori tra i 2.140 e 3.200 euro). Un modo per permettere a chi ha pochi guadagni ma ha una casa in eredità di poterla affittare a un prezzo di mercato e poter quadrar meglio il proprio bilancio. una piccolissima fetta della popolazione.

California: ottenuta una moratoria contro gli sfratti

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Avevamo già parlato delle leggi contro il caro affitti negli Stati Uniti. La legge approvata in California, in particolare, prevede il divieto di aumentare gli affitti di un interesse superiore al 5% sopra l'inflazione, e il divieto di sfrattare senza giusta causa. Questa legge entra però in vigore da Gennaio 2020, quindi molti padroni di casa hanno mandato ordini di sfratto per eludere la legge. Una mobilitazione ha portato all'approvazione di leggi comunali che bloccano gli sfratti fino a Gennaio.

Affitti sempre più cari. La controguida all'abitare

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Per il terzo anno consecutivo aumentano gli affitti che raggiungono in molte città costi proibitivi tali da costringere tantissimi studenti ad enormi sacrifici o ad abbandonare gli studi. Secondo il rapporto di Immobiliare.it, gli affitti aumentano mediamente del 4% rispetto allo scorso anno per una media di 416 euro al mese per una singola e 302 euro al mese per una doppia. I prezzi salgono però alle stelle nelle grandi città, raggiungendo cifre davvero proibitive: a Milano per una singola servono 518 euro al mese e a Roma 439, prezzi che però possono superare anche i 600 euro se ci si vuole avvicinare al centro o alle zone universitarie. Non esistono politiche pubbliche per agevolare gli studenti universitari, le case proposte sono spesso fatiscenti e i contratti sono inadeguati rispetto alle esigenze degli studenti.

Per consultarla:
https://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/affitti2

Conferenza stampa contro il blocco dei progetti di autorecupero

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Mercoledì mattina la cooperativa Inventare l'abitare ha indetto una conferenza stampa per denunciare gli ostacoli posti dal Comune di Roma alla concretizzazione dei progetti di autorecupero avviati nel 2001. Annunciate prossime iniziative.

 

http://www.indipendenti.eu/blog/?p=26964