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Presidio antifascista all'Alberone

Data di trasmissione

"L’attuale governo di questo paese - che rappresenta, oltre la coltre di fumo della sua ideologia, i più schietti interessi della borghesia italiana (in linea di continuità con tutti i governi che l’hanno preceduto) - dopo più di un anno di politiche antiproletarie mostra qual è il vero volto del “patriottismo”: strumento di oppressione dei lavoratori e delle lavoratrici per permettere uno sfruttamento privo di ostacoli della forza-lavoro da parte del capitalismo italiano.

Per questo il 7 di gennaio  ha per noi un significato duplice, in una prospettiva rivoluzionaria, internazionalista e di classe: opposizione alle bande di neofascisti che infettano le nostre città con la loro ideologia e la loro prassi reazionaria e opposizione alle politiche economiche e sociali del governo Meloni, che al fascismo ed ai neofascisti dà spazio ufficioso e piattaforme politiche: i due aspetti, come sempre, sono condizioni necessarie e sufficienti l’una dell’altra.

Inoltre, nel contesto dei rinati venti di guerra che soffiano negli ultimi due anni - sui quali questo governo soffia, in concomitanza con il ricompattarsi del blocco NATO - il nostro 7 gennaio vuol essere anche una chiamata per ribadire la nostra opposizione militante ad ogni politica bellica dei nostri governi occidentali, sovranisti e non: il sovranismo, il fascismo così come tutte le ideologie che sventola la borghesia hanno ragion d’essere come strumenti di addormentamento ideologico e giustificazione delle future carneficine in cui verrà sacrificato il proletariato sull’altare del profitto.

Lottare contro il capitalismo e il fascismo (che del capitalismo è il braccio armato non ufficiale) vuole dire esprimere il bisogno materiale di una rinascita delle condizioni che rendano una rottura possibile in Italia, in Europa e nel resto del mondo"