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Non siamo complici delle stragi in mare

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Durata 23m 38s

Non siamo complici delle stragi in mare

L'Italia e la Libia hanno saldato ulteriori relazioni commerciali mentre annegavano decine di persone nel Mediterraneo, ignorando le richieste di soccorso in uno dei mari più militarizzati del mondo.
Non possiamo restare in silenzio.
Mentre si parla di "ritorno alla normalità" tra bar e ristoranti, è ormai "normale" che le persone immigrate, se riescono a raggiungere le coste italiane, vengano rinchiuse in navi-prigione, trasferite in campi di internamento e poi deportate.
In questi giorni si è discussa la proposta di cittadinanza per Patrick Zaki mentre lo Stato italiano continua a intrattenere floridi rapporti commerciali e bellici con il regime di Al Sisi, a negare la cittadinanza alle persone che vivono in questo paese e a deportare le persone nate in Egitto che non hanno un regolare permesso di soggiorno. Non possiamo sopportare questa ipocrisia. Dopo l'ennesima aggressione armata ai danni di immigrati avvenuta a Foggia, dopo l'uccisione di una donna senegalese a Bergamo, fulminata da un colpo di taser inflitto dai carabinieri. Dopo la morte di un ragazzo tunisino a Livorno, a causa della polizia e di un coprifuoco che minaccia ulteriormente la vita delle persone colpite dall'apartheid istituzionale e dal ricatto dei documenti.
Venerdì 30 aprile, ore 18:00
Speaker's corner e presenza in strada.
Appuntamento a Piazza dei Mirti (Centocelle)
Contro le stragi in mare
Contre le navi-quarantena
Per i documenti a tutti e tutte
Per la libertà

Manduria.Se questa è accoglienza

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Il racconto di chi a Manduria ha visto , e vede, la costruzione dei campi così detti di "accoglienza"/cie .

 

-Poco attenti ai divieti intimati, ben nascosti tra gli alberi d’ulivo e i numerosi camion dei vigili del fuoco, tra le pieghe di un tramonto che da queste parti si tinge dei colori della vigna, abbiamo voluto renderci conto della portata reale della partita che si sta giocando in contrada Paione, tra Manduria ed Oria, al confine tra le province di Taranto e Brindisi, nella zona di un ex aeroporto, dismesso ormai da decenni. Quest’area, immersa nella campagna e distante pochi chilometri dalla cittadina brindisina (ma situata sul territorio del comune di Manduria) è stata individuata dal ministero degli Interni come zona idonea per ospitare la prima tendopoli italiana, nella quale confluiranno una parte dei profughi provenienti dal Maghreb.continua qui(...)