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Contro il carcere 1/2 Intervista al fratello di Christian De Cupis

Data di trasmissione
Durata 56m 17s

Christian De Cupis, residente nel quartiere romano di Garbatella, arrestato alla stazione di Roma Termini il 9 novembre 2011, dopo tre giorni, il 12 novembre muore in un letto del reparto per detenuti dell'ospedale Belcolle di Viterbo. Christian, nello stesso 9 novembre aveva denunciato ai sanitari dell'ospedale di Santo Spirito di essere stato sottoposto a pestaggio dagli agenti. Dopo di che lo "strano" trasferimento all'ospedale e al carcere di Viterbo. Inoltre i familiari non vengono avvertiti dell'arresto, né del trasferimento, ma solo a morte avvenuta. Ne parliamo con Claudio, fratello di Christian e con Fabio tra i promotori del "Comitato verità e giustizia per Christian De Cupis".







 









 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 







































 

Contro il carcere 16/11

Data di trasmissione

 Cristian De Cupis, un 36 enne romano fermato il 9 novembre alla

stazione Termini con le accuse di resistenza e oltraggio a pubblico
ufficiale è morto nel reparto detentivo di un ospedale tre giorni dopo.
L'uomo, che viveva nel quartiere romano della Garbatella, è stato ricoverato nella struttura
protetta del nosocomio, per eseguire una Tac,
poi il suo arresto è stato convalidato e il giudice ha disposto i
domiciliari una volta terminato il ricovero.
Un altro caso simile a quello di Stefano Cucchi e tanti altri che entrano vivi e sani nelle celle di sicurezza ed escono morti.
Non aspettiamo che la magistratura individui i responsabili, né che faccia terminare questi omicidi, ma bisogna mobilitarci immadiatamente per impedire che ne accadano ancora. Non restare succubi di fronte alla ideologia della legalità.
Ragionamento sul libro di Vincenzo Ruggiero: "Il delitto, la legge, la pena: la contro-idea abolizionista".