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Ostia: in migliaia al corteo contro la violenza mafiosa e fascista

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Durata 12m 30s

Dopo le elezioni amministrative del X Municipio, dove ha stravinto l'astensionismo, e l'aggressione di Roberto Spada ai danni di un giornalista della trasmissione "Nemo" di Rai2, sabato 11 novembre ad Ostia è sceso in piazza un corteo per ribadire – come recitava lo striscione di apertura della manifestazione – le proprie parole d'ordine: "Casa, lavoro e dignità: no alla violenza fascista e mafiosa".

Al corteo non hanno partecipato né il Partito Democratico né le forze di centrodestra impegnate nel ballottaggio del 19 novembre. Casapound ha invece ribadito che il corteo "non serviva a niente".

Nonostante le contraddizioni della piazza, che ha visto una massiccia partecipazione della dirigenza grillina laziale e nazionale, e vista l’altissima astensione al primo turno, ogni persona scesa a manifestare è preziosa, purché si apri un processo aperto di ricomposizione delle forze sociali sul territorio.

Il corteo ha vissuto momenti di tensione con i giornalisti, pronti a strumentalizzare ogni episodio. Arrivati davanti al Teatro del Lido, gli organizzatori della manifestazione hanno deciso di fermarsi e aprire un'assemblea pubblica, mentre la sindaca Virginia Raggi ha voluto terminare – come da programma – il corteo a piazza Gasparri, quartiere dove è avvenuta l'aggressione di Roberto Spada.

Nella corrispondenza ascoltiamo le conclusioni di un pezzo di corteo che ha deciso di concludere con un'assemblea in piazza.

Nell'immagine una foto dal corteo di ieri.

Quando l'ingiustizia si fa legge, ribellarsi è necessario...

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I NOMI DELLE COSE

la trasmissione della coordinamenta femminista e lesbica

tutti i mercoledì dalle 20.00 alle 21.00

sugli 87.9 di Radio Onda Rossa

Durante l’estate rimanderemo, sempre nel nostro orario,

le trax che possono essere di base per un confronto, raggruppate per argomenti.

Quando l’ingiustizia si fa legge, ribellarsi è necessario…/ 17 agosto 2014

trax del 12/03/2014

Immagine rimossa.

 

La vostra legalità è violenza

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Durante l’estate rimanderemo, sempre nel nostro orario,

le trax che possono essere di base per un confronto, raggruppate per argomenti.

La vostra legalità è violenza/ mercoledì 2 luglio 2014

 

trax del 20/11/2013

 

Immagine rimossa.

 

“Il femminismo è rompere la legalità  in cui ci vogliono imbrigliare”

 

 

Contro il carcere: Che succede della legge Fini-Giovanardi? Ancora su Repressione, legalità, conflitto.

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La legge Fini Giovanardi sulle droghe è stata dichiarata incostituzionale. Cosa succede per chi è caduto sotto la mannaia di quella legge. Due casi: chi è stato condannato definitivamente e chi invece è imputato o in un grado di processo. Continuiamo a mettere il naso dentro il rapporto Repressione, legalità e conflitto.

Contro il carcere 16/11

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 Cristian De Cupis, un 36 enne romano fermato il 9 novembre alla

stazione Termini con le accuse di resistenza e oltraggio a pubblico
ufficiale è morto nel reparto detentivo di un ospedale tre giorni dopo.
L'uomo, che viveva nel quartiere romano della Garbatella, è stato ricoverato nella struttura
protetta del nosocomio, per eseguire una Tac,
poi il suo arresto è stato convalidato e il giudice ha disposto i
domiciliari una volta terminato il ricovero.
Un altro caso simile a quello di Stefano Cucchi e tanti altri che entrano vivi e sani nelle celle di sicurezza ed escono morti.
Non aspettiamo che la magistratura individui i responsabili, né che faccia terminare questi omicidi, ma bisogna mobilitarci immadiatamente per impedire che ne accadano ancora. Non restare succubi di fronte alla ideologia della legalità.
Ragionamento sul libro di Vincenzo Ruggiero: "Il delitto, la legge, la pena: la contro-idea abolizionista".