Con un decreto legge, concordato con la troika, il governo di Samaras ha chiuso la Tv di Stato greca Ert. Oltre 2800 lavoratori licenziati e il segnale chiaro di un controllo stringente sul paese da parte degli organismi sovranazionali, ora anche sull'informazione, in via di totale privatizzazione.
Un redazionale con una compagna appena tornata dalla Grecia sulle misure di austerity, le forme di resistenza, Alba dorata e la repressione della polizia. (52'55'')
Gli abitanti dei villaggi della Calcidica, nel nord est della Grecia, da anni si oppongono alla riapertura e allo sfruttamento delle miniere d'oro che provoca l'inquinamento delle falde acquifere e il disboscamento di una delle zone più belle della Grecia, dove le comunità vivono grazie al turismo, all'allevamento e all'agricoltura e dove la montagna produce risorse quali acqua e legna che soddisfano il fabbisogno di tutto il paese.
Questo sfruttamento sta provocando una completa alterazione dell'ecosistema.
Grecia: Nuovo sciopero generale contro gli ulteriori sacrifici chiesti dalla Troika e approvati dal governo in carica. La polizia fa arresti preventivi e chiude sedi di movimento mentre i nazisti di Alba Dorata si accaniscono contro i migranti.
Grecia: Iannis ci racconta la lotta degli abitanti della Calcidica che si oppongono da anni al progetto di sfruttamento minerario della loro terra da parte della multinazionale canadese European Goldfields, che significherà la distruzione di migliaia di ettari di boschi e l'inquinamento irreversibile delle falde acquifere dell'intera regione.
Corrispondenza telefonica con Fulvio Massarelli, redattore di Infoaut. Il movimento greco si confronta con i tagli e le privatizzazioni imposte dalla Troika. Oltre le manifestazioni di piazza e gli scioperi, i compagni sperimentano l'autogestione e la riappropriazione come efficaci pratiche di lotta.
Conversazione con un compagno greco sulle prossime elezioni in Grecia, sul programma di Syriza in merito ai sacrifici imposti dall'UE, inoltre sulla possibilità che si trovi in testa nelle elezioni e sulle ripercussioni nella società e negli altri paesi europei.
A pochi giorni dal suicidio politico di Dimitris Krystotoulas, un compagno da Atene ci racconta qual'è la situazione in preparazione di una grande manifestazione per il 1° maggio.
Riceviamo e pubblichiamo l'appello degli e delle archeologi greci, contro la cessione di un pezzo della loro storia:
I monumenti non parlano, siamo noi che parliamo per loro!
Hanno resistito ai bombardamenti dell’esercito turco. Hanno subito il saccheggio del colonialismo inglese e di quello nazista. Ed ora rischiano di scomparire per l’avidità delle banche.
Micene, Olimpia, il Partenone, i musei e tutti monumenti greci sono preda di furti e della speculazione internazionale. Dopo aver ridotto alla fame la popolazione greca, il FMI e la BCE hanno imposto al governo di Atene di dimezzare i fondi del servizio archeologico nazionale, licenziare la metà del personale e ridurre i salari dei dipendenti.
Facciamo appello ai cittadini e cittadine del mondo che in questi giorni hanno solidarizzato con la lotta del popolo greco affinché difendano il patrimonio culturale e la memoria storica. Il destino dei popoli europei è comune e l’autoritarismo che sta schiacciando la nostra popolazione, la sua dignità e i suoi monumenti, si sta affermando in tutta Europa.
I monumenti non parlano, siamo noi che parliamo per loro!
Inviate una mail di protesta al primo ministro greco, o al ministro della cultura, oppure un fax al seguente indirizzo: 0030 210 9098603