Si torna a parlare di leggi speciali per restringere gli spazi di agibilità dei movimenti di protesta. Si tira fuori la Legge Reale, proponendone una bis. Una legge che ha dato libertà di uccidere ale forze dell'ordine. Una legge che nei primi 15 anni di applicazione ha provocato 254 morti e 371 feriti.
In Carcere si tortura: il caso del carcere di Asti e della "squadretta" di guardie picchiatori.
A 21 anni, il 7 aprile 1976 moriva Mario Salvi, compagno di Primavalle ucciso dalla polizia nel corso di una manifestazione di fronte al Ministero di Grazia e Giustizia contro l'arresto dell'anarchico Giovanni Marini. Un intreccio di storie, quelle che legano la morte di Mario Salvi a quella di altri compagni, quando lo Stato ricorse ad ogni mezzo per fermare l'ascesa irresistibile del movimento, dall'uso spregiudicato delle armi da fuoco contro i manifestanti allo stragismo. Domani a Primavalle un presidio e un'iniziativa ricorderanno Mario, la vicenda di Marini e la morte recente di Mastrogiovanni, avvenuta in seguito ad un TSO.
Dibattito, in diretta dallo studio, scaturito dalla disponibilità mostrata da alcuni intellettuali e militanti vicini al Movimento del ‘77 ad intervenire in televisione e sui giornali. Si discute dei mandati di cattura e del provvedimento di soggiorno obbligato emessi il giorno prima per alcuni membri dei Comitati Autonomi Operai. Si pone l’attenzione sullo stato del movimento, sui cambiamenti in atto nelle posizioni politiche delle aree interne ad esso, specie in relazione agli episodi di violenza, dopo la morte di Roberto Crescenzio, l'uccisione del giornalista Carlo Casalegno a Torino e l’omicidio dei giovani attivisti del Fronte della Gioventù in via Acca Larenzia a Roma. L'intervento introduttivo è letto da Osvaldo Miniero, redattore di Radio Onda Rossa, cui seguono gli altri, tra i quali quello di Luca Meldolesi, militante di Lotta Continua.
Un tema affrontato riguarda il Dossier sulla violenza eversiva a Roma, prodotto dalla Federazione romana del Partito Comunista Italiano e consegnato alla questura. In tale documento, rinominato dai membri dei gruppi extra-parlamentari "dossier dell'infamia", erano stati indicati i nomi di molti militanti del Movimento del ‘77. La trasmissione si conclude con la lettura di un comunicato di Magistratura Democratica contro il provvedimento di soggiorno obbligato previsto dalla Legge Reale (Legge 152/1975).