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Nepal

I pride in Asia

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Nel mese del pride di presentiamo una carrellata di come si manifesta per il pride in Asia, o meglio nella parte del continente che dall'India va verso est. Piccole manifestazioni molto represse in paesi dove il movimento lgbtiq è ancora molto nascosto, manifestazioni oceaniche ed estremamente commerciali ovvero invase, come e più che in occidente dalle grandi multinazionali, feste tradizionali che si trasformano in pride, giornate di lotta o di festa, insomma una grande varietà... lontana dalle attese esotizzanti dell'occidente.

Everest: tetto del mondo e vetrina del privilegio

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Anche quest'anno con il mese di maggio è iniziata la stagione delle scalate dell'Everest, per circa cinquecento ricchi all'anno, spesso assolutamente non preparati, una sorta di status symbol fonte di selfie e brividi che rappresenta il 10 per cento del PIL del Nepal ma che porta con sé molte morti di scalatori ma soprattutto di sherpa e lavoratrici e lavoratori locali oltre a tonnellate di spazzatura sul tetto del mondo.

Dopo la messa in onda della trasmissione abbiamo saputo che c'è già stato il primo morto dello stagione, uno sherpa.

Primavere asiatiche? Corruzione e colonialismo

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A settembre sono esplose proteste nelle strade delle Filippine dopo alluvioni che hanno travolto interi slum, pochi giorni prima forti proteste si sono riversate nelle strade del Nepal, dell'Indonesia e di paesi di America e Asia.

In questa trasmissione cerchiamo di dare un quadro ampio delle rivolte a cui abbiamo assistito dal 2022 a oggi in Asia, tanto che qualcuno parla di primavere asiatiche.

Una matrice comune è sicuramente la corruzione dei governi e le conseguenti povertà e mancanza di stato sociale per le popolazioni ma cerchiamo anche di analizzare come lo sfruttamento coloniale dell'ovest globale sia coinvolto. 

Le mobilitazioni in Nepal, oltre i social network

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Fra il 9 e il 10 settembre sono scoppiate delle violentissime rivolte in Nepal contro il governo, la corruzione e l'ostentazione del lusso. Le immagini delle rivolte hanno fatto il giro del mondo, ministri che scappano nudi per un fiume, altri salvati da elicotteri militari. In occidente, queste proteste, se non sono state del tutto ignorate, sono state per lo più raccontate come moti che hanno visto una generazione molto giovane ribellarsi per la chiusura dei social network. 
In questo redazionale vediamo come quest'aspetto è stato sicuramente importante ma non l'unico, forse neanche il principale. Ci sono almeno altri due livelli da considerare: uno di malcontento dato dalla gestione politica interna e un'altra lente, più geopolitica, che guarda il Nepal all'interno dei movimenti globali e delle dinamiche dell'Asia meridionale. 

Ne parliamo con Emanuele Assini di ASIA ong, che vive da tanti anni in Nepal. 

Ma la storia non era finita?

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Per quanto ci dicano che dopo la caduta del muro il comunismo - almeno come strutture di governo - è finito in Asia  anzi il comunismo riguarda circa un miliardo e 600 milioni di persone, sommando la Cina agli altri paesi comunisti. Oltre a ciò in Asia esistono ancora molti processi rivoluzionari, basati su guerriglie armate, che cercano di creare governi, conquistare territorio, autodeterminare popolazioni. In questa trasmissione abbiamo cercato di mettere insieme notizie sulla situazione degli attuali movimenti armati autonomisti, o di liberazione, che si ispirano al marxismo in molti paesi dell'Asia.

Da Roma a Bangkok torna il 4 giugno parlando di Corea del Sud.