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La strumentalizzazione dell'attentato al pride di Berlino

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Sabato 25 luglio, verso le 22, un furgone ha investito una trentina di partecipanti del Christopher Street Day, il Pride istituzionale di Berlino e ucciso una donna. Dopo poche ore la polizia ha ucciso Abdul Ballout, un ragazzo di nazionalità tedesca e origine libanese, sotto osservazione da parte delle forze dell'ordine tedesche perché ritenuto un simpatizzante dell'Isis. Questo ha scatenato una narrazione mediatica che ha varcato i confini tedeschi per essere molto presente anche in Italia, una narrazione islamofobica e contro i movimenti lgbtiq che sostengono la causa palestinese, parlando di valori occidentali e dimenticando le vite queer. Fra l'altro, in contemporanea al pride ufficiale, si svolgeva in un altro quartiere di Berlino l'Internationalist Queer Pride,una manifestazione costruita dal basso che sostiene le lotte palestinese e delle persone razzializzate fortemente represso dalle forze dell'ordine.

Ne parliamo con un'esponente della Brigata transfemminista di Berlino e con un'altra compagna della città tedesca

Foto di Zaira Biagini

Tumulto Pride Verona 2026

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Sabato 27 giugno Verona ospiterà Tumulto Pride, il Pride cittadino che nasce dal basso e restituisce spazio e voce a chi spesso viene esclus* dalle narrazioni dominanti. Privo di sponsor, Tumulto Pride è un'iniziativa intersezionale, antifascista e radicata nella comunità. Quest’anno, in un contesto politico sempre più segnato da forze regressive che impongono politiche di chiusura, riarmo e riscrittura del presente e del passato, Tumulto Pride mette al centro la lotta contro i fascismi imperanti. Ne parliamo con un compagno.

I pride in Asia

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Nel mese del pride di presentiamo una carrellata di come si manifesta per il pride in Asia, o meglio nella parte del continente che dall'India va verso est. Piccole manifestazioni molto represse in paesi dove il movimento lgbtiq è ancora molto nascosto, manifestazioni oceaniche ed estremamente commerciali ovvero invase, come e più che in occidente dalle grandi multinazionali, feste tradizionali che si trasformano in pride, giornate di lotta o di festa, insomma una grande varietà... lontana dalle attese esotizzanti dell'occidente.

Verona: sabato 13 Tumulto pride

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Tumulto pride è una manifestazione organizzata dal basso dalla Rete Verona Rainbow sabato 13 settembre: un pride intersezionale, al fianco della lotta palestinese, delle persone migranti con il protagonismo di lesbiche gay trans queer no binary trans.

Il corteo parte sabato 13 alle 16 dalla Stazione di Porta Nuova per arrivare nel quartiere di Veronetta; il giorno precedente, venerdì 12 settembre alle ore 16, al campo sportivo Gigi Piccoli, via Caroto, incontro nazionale.

Ne parliamo con un compagno del Circolo Pink

Pride and Furious

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Torna Greve da Bruxelles con un'episodio all'insegna delle agitazioni della stagione primavera/estate in Belgio. In questo terzo episodio alcune riflessioni sulle mobilitazioni del Pride e le intersezioni con il quotidiano delle comunità marginalizzate. Segue un'analisi sull'inquietante aumento della repression e della violenza poliziesca. In particolare quella inflitta con le vetture di servizio, reminiscenti di metodi familiari anche in Italia. Entrambe i temi offrono uno scorcio sulla causa palestinese come catalizzatrice dei movimenti e come trigger della repressione.     

 

Pride di Budapest: la più grande manifestazione contro Orbàn

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Sabato 28 giugno si è svolto a Budapest il più grande pride della storia ungherese, più di 200.000 persone con una grande presenza internazionale ma soprattutto con una massiccia partecipazione ungherese, di tutti i movimenti sociali che si oppongono alla deriva autocratica di Orbàn. Nonostante le minacce del governo e delle formazioni neonazi la manifestazione ha sfilato tranquillamente, forte dei numeri. Ora si tratta di continuare a tenere accesi i riflettori sull'Ungheria e a intrecciare relazioni internazionaliste. Ne parliamo con Ilaria Todde di EL*C

 

Dall'Italia all'Ungheria: i pride del 28 Giugno 2025

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Oggi 28 Giugno 2025, anniversario dei moti di Stonewall, si verificheranno pride in diverse città italiane tra cui Bologna, Milano, Sassari,Salerno,Napoli, Ragusa, Bolzano. Anche a Budapest oggi è prevista un'importante manifestazione che sfida il divieto di piazza imposto dal primo ministro Viktor Orbàn. Abbiamo avuto due corrispondenze; la prima da una compagna che si trova a Budapest e la seconda da un compagno di Bologna. 

 

SanLo Pride 2025

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Si è aperta ieri la quarta edizione del SanLo Pride, quattro giorni di orgoglio, rivendicazioni e desideri per prenderci le strade, le piazze e gli spazi di San Lorenzo. Il SanLo Pride torna per la sua quarta edizione: un festival autorganizzato, transfemminista e queer che mette al centro i corpi, le relazioni, le storie, le resistenze e le gioie delle soggettività marginalizzate.

No Pride in Genocide

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Nel giorno del Romapride (ore 15 piazza della Repubblica) affrontiamo il tema del sostegno lgbtiq+ alla lotta della popolazione palestione e contro il genocidio, interpellando cordinamenti pride che si sono schierati in merito: anzitutto il Bergamo pride che sfilerà oggi e che in questi giorno è stato sulle cronache nazionali per aver chiesto di non portare in piazza bandiere israeliane, il Palermo pride, indetto per sabato 22 giugno, che ha dichiarato il proprio posizionamento a finco della popolazione palestinese e contro il pinkwashing come il Liguria pride che ha gridato il suo freepalestine già sabato scorso.

Per quanto riguarda Roma il coordinamento pride ha fatto nel proprio documento solo un accennato e discutibile riferimento alla questione ma un appello chiede a tutte/i/* coloro che sfileranno di non restare in silenzio portando nel corteo del Pride le bandiere e i colori della Palestina, cocomeri, i cartelli in solidarietà alla Palestina e contro il genocidio!. Segue il testo dell'appello

#NoPrideInGenocide
Non c’è orgoglio nel genocidio.
Da mesi assistiamo all’escalation genocida contro la popolazione palestinese.
Giugno è per noi persone LGBTIQA+ il mese dei Pride
Ma siamo furios3 perché è sempre più pesante la contraddizione di una festa in cui balliamo accanto alle compagnie che fanno affari con Israele;
alle istituzioni che supportano politicamente bombe, colonialismo e occupazione;
al Coordinamento Roma Pride che in questo momento non dice una parola di solidarietà per
le\i\l3 palestinesi.
Ci sono momenti in cui non si può restare in silenzio.
Per questo vogliamo invitare tutte le persone che parteciperanno il 15
giugno al Roma Pride

A PRENDERE PAROLA, a non restare in silenzio portando nel corteo del Pride le bandiere e i colori della Palestina, cocomeri, i cartelli in solidarietà alla Palestina e contro il genocidio!
Non permettiamo che sia un Pride egoista, vigliacco, fuori dalla storia.
Prendiamo parola, non c'è orgoglio in un genocidio!

#NOPRIDEINGENOCIDE #FREEPALESTINE

Ponte radio sul Pride

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Per PonteRadio trasmetteremo una serie di interviste con Lorenzo Venini, Maura Ranieri e con Gianni Zardini e Paola Cherubini di Pink Refugees, per approfondire il tema della discriminazione per identità di genere e orientamento sessuale nei luoghi di lavoro.