Ovviamente negli Epstein files, tra gli altri, si trovano vicende e uomini che hanno a che fare con l'Asia, dove lo stesso Jeffrey aveva varie "attività": dall'Asia dell'Ovest a Giappone e Filippine passando per India e Cina. Questa trasmissione cerca di tenere insieme ministri e banchieri che si dimettono, scienziati, bambine e ragazze dalla pelle quasi sempre bianca stuprate e sfruttate, il Partito Comunista Cinese, fondi d'investimento, JP Morgan, il traffico di armi e scandali internazionali, del resto quello che vorremmo far emergere è come la classe dirigente che girava intorno a Epstein - la Epstein Class - fosse una realtà globale. Una trasmissione che parla del filo rosso tra bio-geo-politica e criminalità internazionale negli Epstein file in Asia.
In Asia molte zone subiscono fenomeni di subsidenza, in questa trasmissione parliamo del caso della subsidenza del Delta del Mekong che ha acquisito anche tinte geopolitiche, è stato cioè inserito nello scontro Cina - Ovest globale. In questa trasmissione proveremo ad analizzare la subsidenza del Delta del Mekong dal punto di vista geopolitiche e dal punto di vista della realtà effettiva.
Vedremo quindi il problema delle dighe ma anche tutte le altre cause che a livello locale hanno causato la subsidenza; parleremo anche ovviamente delle conseguenze sulla popolazione che vive nell'area del delta.
Gli articoli scientifici su cui si basa questa trasmissione sono:
Per la relazione tra uso del suolo e subsidenza del Delta del Mekong:
La quantità di investimenti e infrastrutture sviluppate dalla Cina in giro per il mondo negli ultimi 20 anni è, in un certo qual modo, di dimensione epocale. In questa trasmissione, affrontiamo il tema delle conseguenze sociali, economiche e culturali che la costruzione di queste infrastrutture ha determinato sulle popolazioni, in particolare su quelle indigene o su quelle che vivono ai margini delle società o, ancora, su quelle che più semplicemente vivono in zone devastate dalle infrastrutture. Ci soffermiamo, soprattutto, sulle proteste che gli investimenti cinesi hanno ingenerato in America Latina, Africa e Asia.
La trasmissione affronta le interdipendenze economiche tra Sud America e Asia, anche nell'ottica di contribuire a spiegare perchè gli Usa siano così preoccupati di perdere la loro sfera d'influenza. Ci concentriamo in particolare sulla Cina, allargando però il discorso anche alla Russia e ad altri paesi asiatici portati in Sud America dal vemto dei Brics.
Gli Usa rimangono di gran lunga il primo partner commerciale del continente ma negli ultimi quindici anni la Cina è entrata in Sud America certamente anch'essa con obiettivi coloniali ma con l'interesse di far crescere le economie locali: la sua strategia è la connettività intermodale costituita da porti, ferrovie, digitale.
Nella trasmissione approfondiamo in particolare le economie di Brasile, Cile e soprattutto Venezuela.
Il 2026 inizia con l'attacco al Venezuela, chiaramente motivato dal petrolio. Cosa si può dire di Taiwan? Quanto incide la produzione di chip sull'isola sugli equilibri geopolitici? Partiamo da lì, passiamo dai costi della RAM, e proviamo a fare qualche ragionamento sul tanto temuto (o auspicato?) scoppio della bolla dell'intelligenza artificiale.
Notiziole:
In Uzbekistan, un leak nel sistema di sorveglianza delle automobili ne mostra il funzionamento e la pervasività
TikTok diventerà a guida Oracle, e le personalità più in vista sono decisamente schierate con il sionismo
L'Europa si accorge di essere alla mercé delle norme statunitensi (in particolare il Cloud Act) sull'accesso ai dati. Sarà la volta buona per sviluppare soluzioni alternative a quelle fornite dalle Big Tech statunitensi?
L'antitrust italiana sanziona Apple per delle regole sull'App Store riguardanti la privacy; e ordina a Meta di ammettere anche chatbot concorrenti su WhatsApp
Quando in Occidente si parla di Asia spesso prosperano stereotipi e pregiudizi, non è da meno il tema della natalità, del calo demografico, degli allarmi sull'estinzione. Proviamo ad andare un po' più in profondità, analizzando le diversità di un continente che va dalla Turchia al Giappone e dove, come altrove, troviamo che quando le donne raggiungono l'indipendenza economica iniziano a fare meno figli: che abbia a che vedere con le relazioni di genere?
Dopo la parata militare di questo settembre che ha visto sfilare in Piazza Tienanmen l’Esercito Popolare di Liberazione con oltre 10’000 soldati e centinaia di veicoli e aerei in occasione dell'ottantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, parata che ha impressionato il mondo o meglio l'ovest globale, proviamo a dare un'occhiata a di cosa parliamo quando facciamo riferimento alle forze armate cinesi.
In una puntata tormentata dai problemi tecnici, rivanghiamo tutti i grandi classici delle dita nella presa: le statistiche fatte male - oggi su energia e rinnovabili - la sorveglianza di stato e i nuovi modelli di business: che siano in stile cinese, sud-est asiatico o... svizzero!
Specchio specchio delle mie brame, chi è il più rinnovabile del reame? Sarà la Svezia? Il Portogallo? L'india? Dipende da come lo guardi!
La Cina passa dall'avere un sistema di sorveglianza molto evoluto ad esportarlo, raccontiamo il caso del Pakistan.
Notiziole varie: truffe online, stretta sulla privacy in svizzera, evoluzioni del sistema tecnologico russo.
Insieme a Dario di Conzo, docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’orientale di Napoli e assegnista di ricerca alla scuola normale, ripercorriamo alcuni eventi di rilevanza internazionale che hanno avuto luogo in Cina in queste settimane.
Dallo Shanghai Cooperation Organization (SCO), di cui l'ultimo vertice si è tenuto a Tianjin il 31 agosto e l'1 settembre 2025, alla parata militare che è andata in scena a Pechino ier, 3 settembre, per celebrare l'80° anniversario della fine della guerra col Giappone. Alla parata hanno fatto notizie in particolare le presenze di Putin, Kim Jong-un, Pezeshkian (Iran), Díaz-Canel (Cuba), Min Aung Hlaing (Myanmar) e di delegazioni di Indonesia, Turchia, Brasile, Brunei.
Ragioniamo del ruolo che la Cina ha costruito in questi anni sullo scacchiere geopolitico internazionale, contrapponendo una narrazione forte e una crescita economica esponenziale all'occidente, e in particolare agli USA.
Nelle sue dichiarazioni di ieri, il segretario del partito comunista cinese e presidente della repubblica popolare Xi Jing Ping ha parlato di "guerra e pace", di un bivio in una fase internazionale dove si è tornato a parlare a varie latitudini di una deterrenza da costruire con armi ed eserciti, aumentando il numero delle testate nucleari, messe in bella mostra ieri a Pechino con vettori in grado di lanciarle a 15.000 km di distanza.
Una pace che per andare di passo con il disarmo va imposta a partire da rapporti di forza impoosti dalle popolazioni. Chi paga il prezzo più alto in termini di vite come stiamo vedendo a Gaza, ma anche in termini di economie di guerra che già da anni subiamo anche alle nostre latitudini.
Da pochi giorni scaramucce militari che da mesi impegnavano eserciti della he della Cambogia sul confine sono diventate un vero e proprio conflitto armato. I media occidentali spiegano il tutto con la volontà di entrambe le parte di avere nei propri confini il tempio di Preah Vihear. Cercando di approfondire la questione, possiamo vedere che, come spesso succede, le cause profonde risalgono ai confini artificiali segnati dalle potenze coloniali europee, in questo caso la Francia, inoltre il conflitto è da inquadrare nella gestione del potere di due famiglie che di fatto dominano i due paesi da decenni, la famiglia Hun in Cambogia e la famiglia Shinawatra in Thailandia che è in competizione con i militari.
Oggi 28 luglio a Kuala Lumpur il primo colloquio di pace