La sequela di decreti cosiddetti "svuota carcere" hanno diminuito il sovraffollamento, ma hanno lasciato inalterato il meccanismo proprio del carcere che devasta e annichilisce le persone. Infine la buffonata del risarcimento per detenuti/e costretti in condizioni degradanti.
Grazie a TRE decreti svuota-carceri, poi trasformati in legge, la popolazione carceraria è passata dalle quasi 70mila presenze del 2009-2010 alle attuali 56.590, mentre la capienza carceraria ad oggi risulta essere tra i 44 e 45.000 posti. Se l'emergenza sovraffollamento può sembrare in via di risoluzione, stupisce come il dibattito degli ultimi anni sul carcere non sia stato in grado di capire la sofferenza, la deportazione, lo sradicamento imposto a un gran numero di cittadini e non abbia aperto una discussione sull'assurdità del concetto di punizione e sanzione.
Si tratta di far uscire dal carcere oltre 3.000 persone detenute illegittimamente, in quanto condannate per la legge Fini-Giovanardi dichiarata incostituzionale. Il governo non trova il tempo di un decreto urgente. Chiusura degli OPG procrastinata ad aprile 2015, intanto la legge 30 maggio 2014, n.81 li reputa "inadatti" alla cura. Le evasioni aumentano? Bella notizia, ma sono ancora troppo poche.
Scade oggi 28 maggio l'ultimatum della Corte europea per adeguare lo stato delle carceri italiane alle norme e ai criteri della Convenzione europea. Tutti ne discutono: politici, giuristi, avvocati, giornalisti... ma si è sfuggiti ancora una volta alla discussione sulla natura del carcere oggi: a cosa serve?, e perché a partire dagli anni '90 le presenze in carcere sono aumentate enormemente?
Riformato il sistema sanzionatorio. Un'occasione perduta, delle innovazioni come "messa alla prova", domiciliari, lavori socialmente utili, non ne beneficieranno le/i "recidivi" che sono la gran parte delle persone che frequentano il carcere.
Lettera della compagna di un detenuto suicida: "La tua anima troppo stanca dalle sbarre, via è volata... LIBERA FINALMENTE". Altre lettere. Intervista a un compagno statunitense sulla realtà carceraria col più alto indice di carcerazione.
E' riformbile il sistema penale? Parrebbe di no, stante i tanti fallimenti che da tanti decenni contano i tentativi di "addolcire la pena", "umanizzarla". Se pena vuol dire sofferenza è impensabile rinserire e rieducare qualcuno, ossia migliorarlo, per mezzo della somministrazioe di sofferenza. Come se si potesse stabilire un grado di sofferenza "umanamente accettabile". E' più sensato porsi nell'ottica di un cambiamento totale del paradigma della sanzione.
Tutti parlano di carcere, è assente la voce dei detenuti e delle detenute. Saluti a Chiara (No-Tav) dalla manifestazione di Torino. Continua la vergogna degli Opg, i manicomi criminali. Il carcere è di classe?
Sulle proteste in carcere dal 5 al 20 Aprile del "coordinamento detenuti": riflessioni e cronaca.
Il ministro della giustizia Orlando va alla Commissione giustizia del Senato per discutere di Amnistia e indulto (che non si faranno) ma anche di abrogare la Legge Cirielli (sulla recidiva) e riscrivere la Fini-Giovanardi (sulle sostanze); queste sono le leggi che tengono in carcere il maggior numero di detenuti e detenute. Inoltre dovranno riscrivere la Bossi-Fini e approvare il Ddl sulla "custodia cautelare". Intanto il 28 maggio (termine dato dalla Corte europea per sistemare le carceri) si avvicina.
Dal 5 al 20 aprile sono state proclamate, dal coordinamento detenuti, alcune giornate di protesta nelle carceri. Gli obiettivi sono: Amnistia generalizzata, abolizione dell'ergastolo, abolizione dei regimi differenziati, 41bis, 14bis e alta sorveglianza, scarcerazione dei detenuti malati, miglioramento delle condizioni interne. La corte di Appello di Roma ha stabilito che ai detenuti/e lavoranti deve essere applicato il Contratto Collettivo della categoria in cui rientra il lavoro che svolgono.