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Ilva

Taranto in piazza divisa tra lavoro e salute

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Per i Cobas l'ILVA deve chiudere ma è ovvio che c'è gente che vuole continuare a lavorare e sulle divisioni c'è chi ci specula. C'è già un progetto per Taranto? Farla diventare centro Nato del Mediterraneo oppure portarci le grandi navi. Invece bisognerebbe Bloccare tutto. 

Un corteo quello di oggi a Taranto opposto a quello di chi lavora all'ILVA. Ma bisogna opporsi a chi vuole che taranto si divida chi vuole l'ilva e chi no. 

Ambiente svenduto a Potenza

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Parte oggi a Potenza il processo ‘Ambiente Svenduto’, sul disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva. Ai nostri microfoni i rappresentanti di varie realtà lucane che hanno convocato un sit-in di fronte al tribunale.

Un altro operaio morto all'ILVA di Taranto

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Ennesima morte all'ILVA di Taranto, questa volta è toccata a Loris Costantino, 36 anni, precipitato da una passerella alta dieci metri.

Le considerazioni di Ernesto, dello SLAI Cobas di Taranto.

Uno maggio Taranto Libero e Pensante

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Dieci anni fa, nel 2013, nel cuore di una città ferita dall’inquinamento industriale, nasceva Uno Maggio Taranto Libero e Pensante. Non un semplice concerto, ma una voce di resistenza, un palco libero dove artisti, cittadini e attivisti si incontrano per denunciare una realtà ingiusta.

Quando l’emergenza ILVA raggiungeva il culmine, un gruppo di cittadini e lavoratori tarantini ha deciso di alzare la voce. Senza sponsor, senza finanziamenti istituzionali, con la sola forza della comunità, ha creato un evento che è diventato un simbolo di lotta, speranza e solidarietà.

Con Fido Guido, cantante e musicista tarantino, presentiamo la Decima Edizione dell'Uno Maggio Taranto Libero e Pensante, nato per iniziativa del "Comitato dei cittadini e dei lavoratori liberi e pensanti", come risposta dal basso alla crisi non solo ambientale, ma anche economica e sociale che opprime la città.

Taranto, chiudere tutto adesso

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I fratelli Riva, che hanno gestito il polo siderurgico di Taranto fino a circa dieci anni fa, sono stati condannati in primo grado a venti e ventidue anni di carcere con accuse pesantissime, che vanno dall'associazione a delinquere all'avvelenamento di sostanze alimentari. Ma a Taranto si è continuato a morire di inquinamento anche negli ultimi dieci e l'unica soluzione per salvare la città è la chiusura e la bonifica di un sito che non ha solo avvelenato Taranto ma ha fatto sentire il suo influsso anche a decine di chilometri di distanza.

Salvatore, della confederazione COBAS tarantina, ci racconta l'andamento delle mobilitazioni in città e la necessità di una forte spinta dal basso per arrivare a fare chiudere gli impianti

Taranto, nuvole nere all'orizzonte

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A Taranto la vertenza sull'ex ILVA prosegue e l'ArcelorMittal ormai ha fatto capire esplicitamente di voler abbandonare lo stabilimento. Difficile capire chi potrebbe accollarsi un impianto con poche prospettive e che perde due milioni di euro al giorno. Intanto in città si respira un clima pesante e l'unità, raggiunta faticosamente pochi anni fa, fra ragioni del lavoro e dell'ambiente è tutta da ricostruire adesso.