ILVA: cronaca di una cassa integrazione annunciata
Con un lavoratore dell'Arcelor Mittal di Taranto (ex ILVA) parliamo della situazione occupazionale e ambientale dopo gli accordi con governo e sindacati
Con un lavoratore dell'Arcelor Mittal di Taranto (ex ILVA) parliamo della situazione occupazionale e ambientale dopo gli accordi con governo e sindacati
Con un compagno di Taranto parliamo della manifestazione di oggi che si concluderà davanti ai cancelli dell'Ilva
Il 4 Maggio a Taranto si terrà una manifestazione nazionale per la chiusura e la bonifica degli impianti dell'Ilva, ne parliamo insieme ad un compagno di Taranto.
"Arriva un momento in cui il funzionamento della macchina diventa cosi odioso, ti fa stare cosi male dentro, che non puoi più parteciparvi, neppure passivamente. Non resta che mettere i nostri corpi tra le ruote degli ingranaggi, sulle leve, sull'apparato, fermare tutto. E far capire a chi sta guidando la macchina, a quelli che ne sono i padroni, che finché non saremo liberi non potremo permettere alla macchina di funzionare." (Mario Savio)
Con un lavoratore delle acciaierie di Taranto discutiamo dell'accordo Ilva
Cosa si cela dietro il cosiddetto "addendum ambientale", che secondo Di Maio dovrebbe tutelare la salute e gli interessi di lavoratori e cittadini tarantini? In sintesi, un cumulo di promesse confuse e contraddittorie destinate a non realizzarsi mai. Ne parliamo con una compagna dello SLAI Cobas
Prima corrispondenza con uno studente del Liceo Scientifico Newton di Roma con cui parliamo dell’Alternanza Scuola-Lavoro. Per tutti i quinti e alcuni quarti del loro liceo era stata previsto un progetto di alternanza in un call center. Attraverso la mobilitazione, con picchetti e occupazione, sono riusciti a impedire l’approvazione di questo progetto e a mettere per iscritto che in futuro i progetti di alternanza dovranno essere discussi dalla commissione paritetica.
Seconda corrispondenza con un delegato FIOM dell’impianto ILVA di Genova con cui discutiamo della vertenza in atto contro la cordata industriale che sta tentando di acquistare il colosso dell’acciaio e che prevede circa 4mila esuberi a livello nazionale di cui 600 a nel capoluogo ligure, stravolgendo l’accordo raggiunto nel 2005 tra sindacati e futuri acquirenti.
Terzo giorno di occupazione all’Ilva di Genova contro i licenziamenti decisi dal gruppo industriale: 4mila in tutto il Paese, di cui 600 a Genova, su un organico di 1.499. Stamattina i lavoratori sono scesi in corteo per le strade del capoluogo ligure, fino ad arrivare sotto la Regione per un incontro. Gli operai sono poi tornati in fabbrica per proseguire l’occupazione, almeno fino domani - giovedì 9 - quando a Roma, Fim e Uilm siederanno al tavolo, dove la Fiom ci sarà ma solo come uditrice: la richiesta è quella di un tavolo ad hoc su Genova, ripartendo dall’accordo di programma siglato nel 2005 ma mai rispettato.
Dall'occupazione, ai nostri microfoni Bruno Montanaro, segretario Fiom di Genova.
Corrispondenze con Taranto (ILVA) e Perugia (Perugina)