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Terremoto l'Aquila: la procura indaga sulla Casa dello Studente?

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"Non vorrei anticipare, ma... anche la Casa dello Studente potrebbe presto ritrovarsi nella stessa situazione", così ha detto ai microfoni di Radio Onda Rossa un attivista dell'Aquila, riferendosi agli arresti effettuati oggi nel capoluogo abruzzese in seguito alle indagini per la corruzione nella ricostruzione di due importanti chiese devastate dal terremoto del 2009. Il crollo della Casa dello Studente aveva ucciso 8 persone, e aveva contribuito, suo malgrado, a sollevare lo scandalo delle responsabilità dei costruttori nella tragedia. Nello stato di emergenza del post-terremoto, la regione Lombardia, in un'operazione guidata dall'allora presidente Roberto Formigoni, noto ciellino, aveva fornito sostanziosi finanziamenti per la costruzione "lampo" di una nuova struttura per gli studenti, questa volta ospitata dalla curia locale, che ne acquisirà il possesso definitivo in capo a qualche anno. Apparentemente, la manovra sarebbe soggetta a numerose irregolarità, non da ultimo il fatto che, tramite soldi pubblici (quelli della Regione Lombardia), è stata edificata una struttura di utilità pubblica che però è controllata da privati (dalla curia), per di più su di un terreno originariamente non edificabile. La giunta Lombarda aveva speso circa 7,5 milioni di euro per la nuova casa dello studente, divenuta nel frattempo “Residenza universitaria San Carlo Borromeo” sotto l'egida del parroco Don Luigi Maria Epicoco. Nonostante gli appelli ad un'inclusione della residenza nel regime del diritto allo studio pubblico, ad oggi, la “nuova” casa dello studente è rimasta sotto il completo controllo della curia locale. L'interesse della procura, dato per certo nel 2009 e nel 2010, sembrava essersi poi concluso nel nulla.

L'aquila: quarta e ultima udienza del processo contro il militare Francesco Tuccia.

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Durata 12m 13s

Si è svolta oggi a L'aquila la quarta e ultima udienza del processo che vedeva imputato di stupro, lesioni aggravate e tentato omicidio il militare Francesco Tuccia.
Questo processo si è svolto a porte chiuse e femministe, lesbiche, compagne hanno presidiato quel tribunale ogni volta per dire che la violenza riguarda tutte.
Durante l'udenza di oggi hanno parlato i periti di parte dello stupratore e lui stesso, poi sono state tenute le requisitorie, infine il PM ha chiesto una condanna a 14 anni. La sentenza invece ha condannato francesco tuccia, militare in servizio a L'aquila per l'operazione strade sicure a 8 anni e 50.000 euro. Il processo oggi è stato molto pesante, le requisitorie della difesa basate su l''imcredibile tesi della insussistenza della pena, dal momento che la ragazza massacrata dal Tuccia e abbandonata sulla neve, che riporta lesioni permanenti, sarebbe stata consenziente. Inoltre questi avvocati hanno anche puntato il ditro contro una campagna mediatica che hanno definito violenta cioè la presenza di compagne, femministe, lesbiche che hanno portato solidarietà alla ragazza. All'emissione della sentenza slogan contro lo stupratore assassino e i suoi avvocati.

Maratona 8 marzo: dall'Aquila alla ValSusa lo stato arresta e stupra. Libere tutte!

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Durata 1h 36m 46s

Redazionale su lotte, repressione e militarizzazione insieme alle compagne Madri per Roma città Aperta, No Tav, Centro antiviolenza de L’Aquila, donne No dal Molin.

All'interno della speciale 24ore radiofonica del Martedì autogestito da femministe e lesbiche di Radio OndaRossa.

L'Aquila: nuova occupazione

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Durata 4m 34s

Effettuata oggi una nuova occupazione all'Aquila proprio vicino alla zona rossa. Un grosso edificio per una città che continua a voler vivere.

Questo il comunicato.

 

UN NUOVO SPAZIO RESTITUITO ALLA CITTA'! RIPRENDIMOCI IL FUTURO SE NON ORA QUANDO

Oggi 22 Gennaio 2011 Abbiamo deciso di aprire lo stabile in viale duca degli Abruzzi 4. Un edificio in buone condizioni ma inspiegabilmente in disuso dal 6 Aprile 2009.
In questo momento lo stiamo occupando per renderlo da subito uno spazio a disposizione del territorio. Qui vogliamo realizzare nell'immediato servizi e attività. Qui vogliamo costruire uno spazio che da subito svolga la funzione di laboratorio sociale, culturale, artistico e politico. Qualcosa di cui la città ha disperatamente bisogno per ripartire davvero in comune.

Abbiamo deciso di farlo autonomamente perché non possiamo continuare ad aspettare che il tessuto sociale di questa città seguiti inesorabilmente a lacerarsi a causa dell'immobilismo delle amministrazioni e all'affarismo di questa politica.

Dopo aver ricevuto dalle istituzioni solo vane promesse non ci fidiamo più. Questa volta ci siamo fidati del nostro istinto seguendo l'esigenza che ormai abbiamo fortissima di esserci, fare, desiderare, incontrarci, conoscerci, vivere.
Non possiamo più permetterci di trattenere le energie fresche e nuove che abbiamo a disposizione. Non possiamo più aspettare!
Era il momento di farlo. E l'abbiamo fatto. perché non vogliamo andarcene da questa città.

Cosa vogliamo fare
Stiamo aprendo da subito un'aula studio, una biblioteca, una sala multimediale, una mensa, una sala cinema, la sede sede una web radio, una palestra popolare, un urban center per ospitare materiali e dibattiti sulla ricostruzione. Ma è solo l'inizio! Abbiamo bisogno delle idee, dei progetti e dei sogni di tutti, per realizzare progetti concreti che nascano dai reali bisogni della collettività. Dacci una mano ad aprire questo spazio polifunzionale nel centro della città.

Chi siamo
Siamo cittadini senza città e diritti; siamo giovani che vogliono lottare senza arrendersi per ricostruire il proprio futuro; siamo studenti e studentesse che pretendono di tornare a studiare in una città che li accolga meglio di prima e che non si riduca a un centro commerciale. Siamo uomini e donne che trovano la loro forza e la loro unità nel bisogno di avere spazi di socialità, luoghi di confronto e di costruzione di vita reale.

L'Aquila, considerazioni di fine corteo

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Partecipatissimo nonostante la pioggia battente, il corteo aquilano è terminato da almeno un'ora. La giornata di mobilitazione continua. Le considerazioni sul corteo insieme ad un attivista di 3e32. La lotta degli aquilani, in connessione con gli altri territori d'Italia, è solo all'inizio...

 

Durata: 8'02''

20 Novembre: L'Aquila chiama Italia

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Durata 4m 26s

Dopo 1 anno e mezzo di scandali, speculazioni politiche ed economiche L’Aquila chiama Italia Perché i cittadini possano finalmente partecipare alla scelte che riguardano la loro vita. L’Aquila chiama Italia Perché tutto il Paese ha la responsabilità storica di non far morire una delle maggiori città d’arte L’Aquila chiama Italia Perché ci stanno TOGLIENDO IL FUTURO.