Sono proseguite anche la scorsa settimana le proteste nelle principali università pubbliche di Madrid, per reclamare lo stanziamento di maggiori fondi e l'adozione di forme di gestione più democratica. Sono annunciate nuove mobilitazioni per l'anno prossimo.
Mercoledì e giovedì scorso le università pubbliche di Madrid, e non solo, si sono fermate per uno sciopero che chiedeva alla comunità autonoma madrilena di porre fine alla politica di tagli nei confronti dell'istruzione superiore pubblica.
La nostra corrispondenza con Laura, ricercatrice italiana di stanza a Madrid
Il 26 e il 27 novembre lavoratori, studenti e docenti delle sei università pubbliche di Madrid (Complutense, Rey Juan Carlos, Carlos III, Autónoma, Politécnica e Alcalá de Henares) sono chiamati a uno sciopero generale dietro lo slogan “Se non c’è tregua per le università pubbliche, non ci sarà pace per chi ci soffoca”.
Lo sciopero è indetto dalla Coordinadora en defensa de las Universidades públicas en Madrid (Cupuma), per “un’università pubblica, libera e critica al servizio della società” e per denunciare l'insufficienza dei finanziamenti che minaccia non solo il futuro ma anche il presente delle università pubbliche.
La nostra corrispondenza con Laura, ricercatrice presso la Complutense.
La giunta regionale di Madrid, retta da un'esponente della destra, per reagire all'innalzamento dei contagi da covid-19 ha decretato uno stato di lockdown parziale, che interessa solo alcuni quartieri popolari e con una forte componente di abitanti di origine straniera, mentre alle zone più agiate viene garantita la libertà di movimento e di assembramento. Un confinamento classista istituito da un personaggio come Isabel Diaz Ayuso, presidente della comunità autonoma di Madrid, che in passato si è più volte opposta alle misure indicate di contenimento del virus indicate dal governo, ritenute troppo drastiche. L'importante, evidentemente, è che a essere confinati non siano i suoi elettori.
Sabato 16 marzo a Madrid si è svolta una grande manifestazione, per chiedere la libertà dei leader catalani in prigione e la fine del processo in corso al Tribunal Supremo.
Si tratta della più grande manifestazione di questo tipo mai avvenuta a Madrid, a partecipare soggetti e individualità provenienti non solo dalla Catalogna ma da tutto lo Stato spagnolo
Il 7 luglio 2016 durante la festa di Sanfirmin a Pamplona cinque uomini tra cui un militare e un uomo della Guardia Civil stuprano una ragazza di diciotto, realizzano un video dello stupro e lo fanno circolare con il nome La Manada, cioè il branco. I cinque vengono sottoposti a un processo conclusosi ad aprile che non ha riconosciuto lo stupro (la ragazza non avrebbe resistito in modo abbastanza visibile!) ma solo una violenza più generica. La rabbia verso questa sentenza ha portato migliaia di donne in piazza in una mobilitazione che si è allargata ancora di più da venerdì quando gli stupratori sono usciti dal carcere. Venerdì a conclusione del corteo a Madrid è stata occupata plaza di Puerta del Sol e altre piazze in altre città, la mobilitazione infatti è molto grande, diffusa e sta mettendo in discussione l'intero sistema patriarcale nelle sue varie forme di sfruttamento e violenza. Sentiamo una compagna dalla piazza di Madrid
Giovedì scorso, nel corso dell'ennesima operazione della polizia contro il commercio ambulante, un venditore senegalese di 35 anni, da 15 anni residente nella capitale dello Stato spagnolo ma ancora privo di documentazione, è stato stroncato da un infarto. Immediate le manifestazioni e la pesante repressione da parte delle forze dell'ordine, conclusasi con il pestaggio di un ragazzo che manifestava pacificamente.
Una storia che ricorda da vicino quanto avvenuto nella nostra città l'anno scorso (la potete trovare qui) durante un blitz della polizia municipale diretto dall'allora vicecomandante Antonino Di Maggio, da poco promosso dalla giunta Raggi alla guida dei vigili urbani della capitale.
Ci racconta tutto il nostro corrispondente da Madrid
A Madrid il segretario del PSOE Sanchez prova a formare un governo, ma sembra difficile trovare i voti necessari per giungere ad una coalizione di governo sufficentemente salda.
Gli ultimi aggiornamenti ce li fornisce Victor, uno dei nostri corrispondenti da Barcellona.
E' culminato con la manifestazione nazionale di ieri a Madrid il mese di mobilitazioni nazionale contro le politiche governative. Assenti i partiti politici e i sindacati, l'imponente manifestazione è stata attaccata nella serata dalla polizia. Pronta e determanta la risposta del manifestanti.