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Saharawi: la guerra dimenticata

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Il conflitto tra Marocco e Fronte Polisario, per il controllo del Sahara Occidentale, è tornato ad infiammare il deserto da circa un anno. Il tutto nel quasi totale silenzio mediatico. La tregua durava dal 1991, dopo 16 anni di battaglia. Le Nazioni Unite avevano creato la Minurso (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale), che doveva vigilare sulla pace e permettere il Referendum per l'autodeterminazione dei saharawi.

Il casus belli, lo scorso 13 novembre 2020 a Guerguerat, al confine Sud con la Mauritania. I civili saharawi hanno bloccato una strada nella Buffer Zone dell'Onu. Mohamed VI, re del Marocco, ha inviato l'esercito. Il Polisario ha dichiarato decaduto il cessate il fuoco.

Ne parliamo con il giornalista Gilberto Mastromatteo

Sahara Occidentale: il Polisario riprende la lotta armata

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Generazioni di saharawi nate e cresciute nei campi profughi, non credono più alla pax ipocrita dell'ONU. Dopo il blocco da parte della popolazione della strada per Guerguerat, l'esercito marocchino è entrato nella fascia smilitarizzata, provocando la reazione del Fronte Polisario.

Ne parliamo con Gilberto Mastromatteo, giornalista e documentarista freelance.

Saharawi: presentazione iniziativa all'ex 51: lo sfruttamento del Sahara Occidentale, la colonia dimenticata

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Sabato 1 Dicembre 2018: ore 18 allo spazio sociale ex 51 in via Bacciarini 12 si parlerà della lotta Saharawi. Popolo che da oltre 40 anni subisce l’invasione e il controllo delle proprie terre da parte del regime marocchino, che non solo porta avanti una repressione quotidiana dei diritti umani, sociali e civili dei Saharawi, ma inoltre sfrutta e depreda le terre e i mari del Sahara Occidentale senza che i legittimi proprietari di tali risorse possano usufruire dei frutti del proprio territorio.

Interverranno:
Anna Lucia Angelillo – Membro di Western Sahara Resurce Watch
Gigi Bello – Desert session- Displays dj set, Sahara Blues & Houl Music
I ragazzi di Roma Tor Vergata, presenti con un banchetto di raccolta fondi a sostegno del Progetto Sanitario

Marocco: condannati attivisti delle proteste popolari del 2016 nel Rif

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Durata 48m 10s

Pesantissime condanne sono state pronunciate dal Tribunale di Casablanca nei confronti di leader e attivisti delle proteste popolari del 2016 nel Rif. Al pronunciamento della sentenza gli imputati hanno boicottato l'udienza.

Con Massimo Lauria, giornalista già autore con Gilberto Mastromatteo di un reportage dal Marocco per Internazionale, riannodiamo i fili delle proteste del Rif, la zona più povera dello Stato marocchino.

In chiusura, qualche segnalazione dalla stampa sul Marocco che potete leggere qui (Saharawi) e qui; infine il reportage di Mastromatteo dalla Turchia.

Per recuperare la precedente trasmissione sul Rif, ascolta qui.

Saharawi: la ferita del Sahara occidentale

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Dopo aver parlato della zone del Rif, continuiamo a parlare del Marocco e, in particolare, dei territori saharawi. Lo facciamo con Bernardo Consiglio, studente in Medicina che ultimamente ha visitato i territori saharawi occupati dal regime marocchino.

Stasera verrà presentato un documentario sul popolo saharawi a Scup, mentre è in costruzione un'altra iniziativa sul tema, prevista a maggio, all'ex51 (Valle Aurelia).

Qui trovate il reportage di Gilberto Mastromatteo (già nostro ospite qui) che abbiamo parzialmente riprodotto.

Le canzoni che abbiamo trasmesso sono di Mariem Hassan, ma di musica saharawi abbiamo già parlato qui e qui.

Libertad y Paz- Presentazione del Cd di musica saharawi, per la liberazione del loro territorio

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Presentazione del Cd di musica saharawi, prodotto da musicisti saharawi con il contributo di alcuni compagni musicisti italiani. I proventi del Cd serviranno a realizzare una sala di incisione nei campi profughi di Tindouf dove sono attendati da decenni le popolazioni saharawi scacciate dal loro territorio dalla colonizzazione marocchina.

Musica e lotta dalla popolazione Saharawi

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Durata 30m 36s

 Nel l960 1’Assemblea Generale dell'ONU riconosce il diritto dei popoli all’autodeterminazione.

A partire dal 1963, anche il Sahara Spagnolo viene incluso nella lista dei territori cui tale principio deve essere applicato. Sotto gli auspici delle Nazioni Unite, la risoluzione del l972 include per la prima volta anche il diritto all’indipendenza.

Nell’agosto 1974, il governo di Madrid informa il Segretario generale dell'ONU dell’intenzione di tenere un referendum, sotto gli auspici delle Nazioni Unite, entro i primi sei mesi dell’anno successivo, e nell’autunno del 1974 procede al primo censimento della popolazione.

Violenta è la reazione del re del Marocco Hassan II, che all’annuncio del referendum vede vanificati i suoi disegni di estensione della sua sovranità anche sul Sahara.

Il re, per bloccare iniziative di indipendenza del popolo Saharawi, annuncia una marcia popolare di occupazione pacifica di 350000 persone. I marciatori reclutati in tutto il paese, ricevono la consegna di una copia del Corano e bandierine verdi, il colore dell’Islam: da qui l'appellativo di “marcia verde” dato all’operazione. In realtà si tratta di una vera invasione nel territorio Saharawi con forze di polizia e militari.

La preoccupazione principale del Polisario diventa la protezione della popolazione civile dagli attacchi dell’esercito marocchino. Migliaia di persone si danno alla fuga attraverso il deserto fino al confine algerino, dove, nei pressi di Tindouf, viene allestita una prima tendopoli di accoglienza. L’esodo di massa avviene sotto i bombardamenti dell’aviazione marocchina.