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Ponte Radio

Venerdì, dalle 13 alle 15.00 - uno spazio di collegamento tra radio autorganizzate

Libera la scuola, boicotta le banche complici del genocidio palestinese

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Nell'ultimo anno scolastico appena concluso abbiamo assistito al consolidarsi e inasprirsi di tendenze già attive prima del governo Meloni di trasformazione della scuola pubblica in senso repressivo e autoritario. Abbiamo cercato di rintracciare alcuni nodi determinanti che individuiamo nelle Nuove Indicazioni ministeriali per il primo ciclo e per i licei, nella riforma dei tecnici e dei professionali, nell'approvazione del "consenso informato", in un clima generale di repressione del dissenso e del pensiero critico che colpisce studenti e lavoratrici e lavoratori della scuola. Il tema che ha reso estremamente visibile tutto questo è la solidarietà con la resistenza e la popolazione palestinese. Da qui, nella seconda parte, con una compagna di Bds Roma, abbiamo parlato della presenza di Leonardo Spa nelle scuole di Roma in particolare, che non è che uno dei campi dove è visibile la complicità al genocidio di Gaza: presentiamo così l'ultima in ordine di tempo della campagne di boicottaggio lanciata da BDS: Banche complici.

Nella prima parte sentirete le voci di Alessandra Gissi, docente di storia contemporanea a L'Orientale di Napoli e membre della Società Italiana delle Storiche, di una operatrice dell'associazione Scosse, di studenti del Liceo Machiavelli di Firenze, Righi e Caravillani di Roma, di Mamme in piazza per la libertà di dissenso di Torino e dell'Osservatorio contro la militarizzazione e dell'università.

 

Le complicità della violenza detentiva

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Puntata del 26 Giugno 2025 del Ponte Radio, in diretta dagli studi di
Radio Blackout a Torino. Attraverso differenti contributi abbiamo
affrontato alcuni aspetti che definiscono e compongono il sistema di
disciplinamento, punizione e incarcerazione delle persone in Italia. A
partire agli strumenti di cui tale sistema si dota relativamente alle
persone razzializzate in quanto tali, sino a quelli che si abbattono in
genere su quelle fette di popolazione definite criminali, eccedenti – e
che nell’eccedenza vengono monetizzate o marginalizzate -, reiette,
riottose. Dalle aziende responsabili dell’erogazione di servizi nel
centri di prima e seconda accoglienza, nei CPR o in genere insider
dell’umanitarismo nostrano ed esportato, per poi arrivare ad analizzare
il ruolo della sanità gestita dalle Aziende Sanitarie Locali (ALS),
finanche la realtà spesso occultata della privatizzazione della gestione
sanitaria all’interno dei luoghi detentivi penali, amministrativi e
semidetentivi.

Lo abbiamo fatto partendo dal lancio de “lamappadelrazzismo.com“, una
mappatura d’inchiesta del razzismo in Italia e nei nostri contesti,
realizzata da diversi compagni e compagne che in giro per l’Italia
lottano contro tale forma di sfruttamento, detenzione ed espulsione
delle persone. Passando per il racconto della storia di Sanitalia SPA,
azienda che attualmente gestisce il CPR di Torino, abbiamo poi
presentato una carrellata di quelle che negli anni sono state le azioni
che hanno colpito coloro che partecipano al business delle espulsioni.
In seguito, è stata proposta un’analisi delle prerogative delle ALS e
dei medici privati pagati dagli enti gestori all’interno dei centri di
detenzione amministrativa, per infine ragionare su come funziona e che
tipo di strumento è la sanità all’interno delle carceri penali.
Quest’ultima parte è stata costruita grazie a contributi di alcune
persone che il carcere lo hanno vissuto il che ci permette di avere una
visione quanto più vivida possibile.

Buon ascolto

Provando a resistere alle grandi fauci delle galere e del razzismo Statale

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Viaggio nella cronostoria della genesi del libro Next stop Modena 2020 di Claudio Cipriano. Nuovo bollettino murale scovabile negli angoli Napulegni. Distruzione territoriale di Castelvolturno e criminale decisione di costruirci un CPR. Storie di resistenza migrante sul litorale domizio. Parola ad Alfredo.

Due ore d'aria

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Alfredo e il 41bis, il nuovo decreto sicurezza, le torture nel carcere di Foggia, la storia di Sunjay e l'intervista a Samah Jabr psichiatra palestinese.
Sono i contributi di Mezz'ora d'aria che vi propone Radio Spore. Mezz'ora d'aria è una trasmissione che si occupa di carcere, repressione, psichiatria, cpr sulle frequenze di Radio Città Fujiko a Bologna.

No CPR No Frontiere

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Nella prima parte abbiamo intervistato un compagno del collettivo No CPR No Frontiere FVG ed abbiamo affrontato il problema del CPR di Gradisca d'Isonzo.
Nella seconda parte abbiamo intervistato dei collettivi spagnoli tra cui l'Asamblea Anticarcelaria Transfeminista Madriz, che sono ad un presidio fuori al parlamento spagnolo e portano avanti la campagna LUCHA CONTRA LA DESATENCIÓN SANITARIA EN LAS CÁRCELES.

Grida oltre le mura

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Ascoltiamo il contributo di assemblee e gruppi anticarcerari attivi all'esterno dele mura delle carceri di Venezia, Forlì e Trieste.
Parliamo di costruzione di nuove carceri, come a San Vito al Tagliamento in provincia di Pordenone. L'edilizia carceraria muta,
l'imperativo è l'aumento rapido della capacità delle patrie galere, compresi i lager per migranti. Una compagna dal trentino ci parla del progetto di costruirne uno in quella regione e del progetto particolarmente oppressivo di Castel Volturno. Parliamo infine di
un'importante voce da dentro con una compagna della rete di solidarietà per la pubblicazione di Next Stop Modena, una testimonianza del massacro al Sant'Anna di Modena scritto da Claudio Cipriani, all'epoca
appunto detenuto nel carcere modenese.
Per aggiornamenti: https://nextstopmodena2020.noblogs.org/

Nakba e repressione

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Cominciamo questo ponte radio con un intervento di Basem Kharma,ricercatore in storia contemporanea presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, che ci aiuta a ricostruire cosa  significa la Nakba per le persone palestinesi. Ripercorre come è cominciato il colonialismo di insediamento dello Stato di Israele. La Nakba non è un momento storico staccato dal presente, ma l' apice di un processo di espulsione, colonizzazione che inizia prima del 1948 e continua ancora oggi. Ciò che cambia non è l'intenzione dell'occupazione ma le modalità, più o meno violente. 


Con una compagna dei giovani palestinesi ripercorriamo il ruolo attivo che l'Italia ha avuto nel reprimere la solidarietà con la lotta del popolo palestinese. In particolare vediamo come nei tribunali italiani siano state presentate prove dello shin bet ed escluse testimonianze che avrebbero potuto provare il colonialismo israeliano. Parliamo dei palestinesi arrestati in Italia, dell'operazione "Domino" a Genova , con l'accusa di finanziare la resistenza palestinese, in particolare Hamas.  Tutti questi casi fanno parte di un progetto coerente, per tagliare legami con la resistenza e la solidarietà alla popolazione palestinese. 


Sentiamo l'avvocato Rossi Albertini per approfondire il caso di Ahmad Salem, e fare un punto sugli altri processi aperti nei confronti dei palestinesi in Italia. Concludiamo con alcune riflessioni sui nuovi decreti sicurezza, sull'utilizzo del 41bis, sull'introduzione di nuovi reati, più poteri alla polizia, che concorrono ad alimentare un clima di paura e pericolo. 


Una compagna del Comitato Solidarietà Ulm5 Berlino, ci aggiorna sulla seconda udienza di questo processo farsa. Cinque giovani attivistx con base a Berlino sono statx arrestatx l'8 settembre dello scorso anno in relazione a un'azione presso la Elbit System di Ulm, in Germania, che aveva come obiettivo interrompere il flusso di armi verso Israele. La Elbit System fornisce infatti l'86 per cento delle armi e della tecnologia di sorveglianza all'esercito di Israele che le ha usate e le usa per il genocidio della popolazione palestinese. Gli Ulm già da sei mesi sono in arresto in un regime molto duro e rischiano una condanna a cinque anni e forti violazioni dei loro diritti umani. Il processo è iniziato lunedì 27 aprile, a Stoccarda, con la prima udienza che è stata sospesa senza che sia stato possibile portare avanti la lettura dei capi d'accusa a causa delle critiche alle condizioni de detenzione fatte dalla difesa. 

Una smodata domanda di energia

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Quando si parla di crisi energetica si dà per ovvia un'infinita domanda energetica a supporto di stili di vita sempre più insostenibili.
Ma questa domanda è davvero così ineluttabile?
Proviamo a indagare nel profonodo l'impatto devastante che le tecnologie hanno sulla richiesta energetica mondiale e la responsabilità delle nostre scelte riguardo al disastroso scenario in cui ci troviamo.

A cura di Radio Wombat.
 

Crisi energetica petrolifera e umana

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La congiuntura internazionale spinge l'uomo occidentale a chiedersi come riuscirà a partire per le sue vacanze estive. Il caro carburante sembra l'unico problema, mentre in Libano, a Gaza e in Iran si continua a morire sotto le bombe e di fame. Ivan Illich e il suo saggio "Elogio della bicicletta" ci aiutano a capire come l'energia sia un elemento di struttrazione delle disiguaglianze sociali. Ad essere in crisi però non è solo il petrolio, ma anche l' energia umana: e allora adipe o rivolta?