La trasmissione curata da Radio Onda Rossa nell'ambito del ciclo sulla decolonialità è costituita di due parti:
- Woke? magari! Dove si cerca di riannodare i fili del surreale dibattito che in agosto si è aperto sul woke in Italia.
- Parte dell'incontro che si è svolto al csoa ex snia, nell'ambito di Eat up! Cibo di strada dal mondo, lo scorso settembre con Abundia, attivista transfemminista nahuatl e apache, attiva negli Autonomous Kitchen Councils
Questo approfondimento aggiorna il ciclo di trasmissioni trasmesso da Radio Onda Rossa da novembre 2024 intitolato Non si può più dire niente.
Durante il mese di agosto, il tragico caso in Uk del professore di Cambridge Jason Arday e una dichiarazione di Alexandria Ocasio-Cortez non solo hanno riaperto il discorso nel mondo anglosassone ma hanno anche innestato un dibattito a dir poco surreale sui giornali italiani, soprattutto all'interno del Campo largo. Cerchiamo di riannodare i fili di questo dibattito, ripercorrendo alcuni interventi sui giornali con l'intento di smontare le falsità e i pericoli che cela.
Presentiamo con Sara Garbagnoli e Massimo Prearo la loro lettura/performance "WOKE! contro la nuova grammatica reazionaria", con la complicità di Nicole De Leo, Djarah Kan, Porpora Marcasciano, Vera Gheno, una produzione Sherocco. Appuntamento al Festival della radio domenica 5 ottobre alle ore 21, centro sociale La Torre.
Perché le donne, le persone LGBTQIA+, le persone razzializzate sono diventate il nemico numero uno di un’ondata autoritaria che, da Trump a Meloni, passando per Milei e Putin, ha fatto della segregazione sociale e della discriminazione un programma di governo? Come è nata e si è diffusa una nuova grammatica reazionaria che utilizza etichette deformanti come “gender”, “wokismo”, “sostituzione etnica” o “reemigrazione” per stigmatizzare le minoranze, le lotte e le teorie femministe, LGBTQIA+ e antirazziste? Attraverso le voci di persone impegnate nella ricerca, nell’arte, nella cultura e nell’attivismo, WOKE! racconta l’attacco ai diritti e alle democrazie di questo nuovo fronte transnazionale attraverso archivi visuali e testuali per fornire chiavi di lettura del nostro presente e elementi per costruire collettivamente una nuova resistenza.
In un'epoca ricca di affermazioni catastrofiche sulla caduta dell'occidente, andiamo a rispolverare un panico morale vintage: la 'red scare' statunitense degli anni 1947-1957. Lo facciamo parlando dell'aspetto della propaganda anticomunista preferito di Strelka: i film brutti. Una puntata che vi farà guardare le predizioni distopiche sugli Stati Uniti comunisti e dire 'this, but unironically'.
Concludiamo il ciclo di trasmissioni su Woke e Cancel Culture con una puntata a microfoni aperti. Presentiamo delle interviste raccolte durante iniziative di movimento e diamo voce a tante persone che ci dicono la loro sul rapporto tra arte, spazio pubblico, colonialismo, libertà di espressione, priorità delle lotte, vittimismo e molto altro.
Quinta puntata del ciclo su woke e cancel culture "Non si può più dire niente"
Nella puntata di oggi parliamo di decolonialità e di come le retoriche su woke e cancel culture non siano altro che un ulteriore modo per preservare razzismo sistemico e suprematismo bianco.
Ne parliamo con: Rachele Borghi, professora di Geografia all’Università Sorbona di Parigi, geografa queer, pornosecchiona transfemminista e autrice del libro Decolonialità e privilegio. Pratiche femministe e critica al sistema-mondo (Meltemi, 2020); con un'esponente dell'associazione culturale e sportiva Questa è Roma e con Mary Valeriano, una delle mediatrici del Progetto Amir di Firenze.
I testi citati durante la puntata sono: Maranza di tutto il mondo, unitevi! Per un'alleanza dei barbari nelle periferie di Houria Bouteldja (Derive e Approdi, 2024) e Il manuale della femminista guastafeste di Sara Ahmed (Fandango, 2024)
- Quarta puntata: Esiste un'egemonia culturale woke? qui
Il gran finale del ciclo sarà uno spazio a microfoni aperti in cui ci confronteremo con voi sui temi trattati nei redazionali e su come woke e cancel culture riguardino da vicino anche noi e le nostre collettività. L'appuntamento è per sabato 15 marzo h 11:00