Il Segretario di Stato USA Marco Rubio ha ribadito in recenti interventi televisivi ad agosto 2026 che Cuba rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza nazionale americana. Ha affermato che Cuba ha «infiltrato l’America», che ci sono «accademici e giornalisti» che simpatizzano con l’isola, ha denunciato presunte campagne di spionaggio e reti di influenza occulta dell'Avana per destabilizzare la politica interna degli Stati Uniti; un discorso che sembra uscito dal periodo più buio del maccartismo. Contemporaneamente si fa sempre più stringente il blocco degli aiuti a Cuba, portare alla fame la popolazione privandola di tutti i beni di prima necessità è ormai un'arma della guerra economica e non solo che l'amministrazione di Trump sta portando avanti.
Ne parliamo con Mauro dell'Associazione di Solidarietà con Cuba - La Villetta Onlus di Bologna
Torniamo a parlare della situazione a Cuba, stritolata dalla morsa del blocco trumpiano che sta determinando condizioni di vita sempre più difficili per la popolazione a causa della completa mancanza di beni indispensabili alla sopravvivenza, dalle scorte alimentari, al carburante, alle forniture di energia, ai medicinali. A ciò si aggiunge il fatto che il 20 giugno il Parlamento Europeo ha approvato una vergognosa mozione che accoglie completamente le indicazioni statunitensi, condannando il governo cubano come unico responsabile della situazione. Unica notizia positiva, in questo quadro è l'approvazione degli aiuti a Cuba da parte del World Food Programme, nonostante le forti pressioni contrarie del governo USA: Concludiamo la corrispondenza parlando delle mobilitazioni previste nel corso dell'estate in solidarietà con la popolazione cubana, per dire con forza insieme che Cuba non è sola.
Partendo dal tentativo di annientamento e sottomissione del meraviglioso e umano popolo cubano, ci allarghiamo su tutte le forme di violenza sistemica nel mondo fino ad arrivare a casa nostra. È antiumano quello che è accaduto alla bambina di 6 anni portata via dalla scuola e da sua madre sospettata di alienazione parentale per essere riconsegnata dal Tribunale dei minori al padre violento (già condannato per lesioni aggravate nei confronti della madre).
Insieme a Miller evidenziamo quanto sia necessario come adulti accettare sfide e provocazioni nella crescita adolescenziale non abdicando al nostro faticoso ruolo di adulti.
Sentiamo un compagno dello Spazio Sociale Ex Cinquantuno
per parlare della rivoluzione cubana, della situazione attuale e presentare un'iniziativa di solidarietà internazionalista, ossia una raccolta di farmaci che intendono aiutare la popolazione cubana sottoposta alle sanzioni Usa.
Dalle 16 di domenica 17 in via Aurelio Bacciarini 12
In studio, con due compagni da poco rientrati da Cuba, parliamo della situazione nell'isola, a fronte dell'embargo e delle minacce trumpiane, sempre più stringenti. Nonostante tutto questo, la popolazione cubana dimostra un profondo spirito di resilienza e cerca di risolvere le difficoltà legate alla carenza di carburante, di elettricità e di beni essenziali, soprattutto a L'Avana, dove la solidarietà popolare è molto forte: gli ospedali, pur mancando di medicinali e di attrezzature, continuano ad essere aperti, così come i musei, sia pure con orario ridotto. Le diverse espressioni dello stato sociale, nonostante le difficoltà legate all'embargo, sono assai ben percepibili. La situazione attuale rappresenta, però, uno dei momenti peggiori che Cuba abbia vissuto sino ad oggi: la popolazione resiste, ma si attende una prossima aggressione militare statunitense, per fronteggiare la quale i Comitati di Difesa Rivoluzionari si sono attivati, addestrando le persone nei quartieri. L'attività più pressante che, al momento, gli USA stanno portando avanti è la guerra mediatica, a cui è necessario rispondere colpo su colpo con un minuzioso lavoro di controinformazione e con la concreta solidarietà internazionale.
In questo redazionale abbiamo avuto come ospiti telefonici a Mauro Bo, Presidente dell'Associazione di Solidarietà con Cuba La Villetta di Bologna, e Marco Papacci, Presidente dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Con loro abbiamo parlato di come è la situazione sociale ed economica attuale nell'isola come conseguenza dell'aggravamento del blocco economico imposto dagli Stati Uniti. Entrambi hanno spiegato l'importanza della solidarietà internazionalista con Cuba e hanno convocato alla manifestazione nazionale che si terrà il sabato 11 aprile a Roma per denunciare il criminale blocco economico e per dire che "Cuba non è una minaccia".
Con la poesia "A chi èsita" in cui Brecht, nonostante il "buio" che cresce, invita a non giustificare l'inerzia ma a trasformare la speranza in resistenza...parliamo dei soprusi in Cisgiordania e Cuba... Poi, con Blos, continuiamo a parlare di adolescenza.
Aggiornamento da Cuba e lancio dell'iniziativa di domenica
Rompiamo il blocco mediatico e la guerra cognitiva.
Lottiamo contro le minacce di una aggressione militare dell'imperialismo a Cuba.
Domenica 22 - ore 16:00
iniziativa di controinformazione
Si connettono tra loro:
CSOA Ipò - Via Capo d'Acqua 2, Marino
Baccelli Net - Via Orciano pisano 9, Trullo, Roma
Zazie - Via Ettore Giovenale 16, Roma
Ex-Snia - Via Prenestina 173-175, Roma
Parteciperanno:
un rappresentante dell'Ambasciata della Repubblica di Cuba.
In collegamento,
dal Venezuela Geraldina Colotti, giornalista
da Cuba Michele, internazionalista
Per tutti quelli che non si trovassero a Roma e/o non potessero andare in nessuno dei 4 spazi sociali per partecipare all' iniziativa, questo è il link del canale YouTube Europa por Cuba dal quale potrete seguire la diretta dell' iniziativa.
In una corrispondenza con un compagno da Cuba, approfondiamo la situazione nell'isola che, in questi giorni, sta affrontando sfide gigantesche a causa dell'inasprimento del bloqueo criminale da parte dell'amministrazione Trump. Il governo rivoluzionario sta attuando misure eccezionali per riorganizzare tutti i settori della vita economica e sociale; è stato necessario ristrutturare le attività scolastiche e sanitarie: gli ospedali stanno concentrando lo sfruttamento del flusso energetico disponibile per la salvaguardia delle situazioni più complicate, che comportano il rischio di vita. Nel frattempo, si stanno costruendo parchi fotovoltaici per assicurare l'approvvigionamento quotidiano e la completa sovranità energetica dell'isola. Il discorso si sposta quindi su quanto accaduto in Venezuela il 3 gennaio 2026, che ha segnato uno spartiacque enorme, che ha profondamente scosso il popolo cubano. Enormi mobilitazioni spontanee, che hanno coinvolto decine di migliaia di persone, si sono svolte in occasione del rientro a Cuba delle salme dei compagni caduti in Venezuela e nei giorni successivi. Tutti gli sforzi si stanno concentrando sull'obiettivo di difendere il paese e la rivoluzione. In chiusura l'invito di rompere il silenzio mediatico e le false notizie ascoltando e leggendo i mezzi di informazione cubani.
Con Silvia Baraldini ricostruiamo la storia dell'attivista rivoluzionaria afro americana, recentemente scomparsa a Cuba dopo 45 anni di esilio.
Il 2 maggio 1973, l'attivista della Black Panther Assata Olugbala Shakur (fsn) Joanne Deborah Chesimard, fu fermata dalla polizia di Stato del New Jersey, colpita due volte e poi accusata di omicidio di un agente di polizia. Assata ha trascorso sei anni e mezzo in prigione in circostanze brutali prima di essere liberata dall'ala di massima sicurezza del Clinton Correctional Facility for Women nel New Jersey nel 1979 e trovare asilo politico a Cuba.
Con Silvia Baraldini ricostruiamo l'evasione di Assata, il clima politico della sua militanza e il suo lascito.
Assata: Con le sue stesse parole
Mi chiamo Assata ("colei che lotta") Olugbala ("per il popolo") Shakur ("il grato"), e sono una schiava fuggita del XX secolo. A causa della persecuzione del governo, non ho altra scelta che fuggire dalla repressione politica, dal razzismo e dalla violenza che dominano la politica del governo degli Stati Uniti nei confronti delle persone di colore. Sono una ex prigioniera politica e vivo in esilio a Cuba dal 1984. Sono stata un'attivista politica per la maggior parte della mia vita, e sebbene il governo degli Stati Uniti abbia fatto tutto ciò che era in suo potere per criminalizzarmi, non sono una criminale, né lo sono mai stata. Negli anni '60, ho partecipato a varie lotte: il movimento di liberazione dei neri, il movimento per i diritti degli studenti e il movimento per porre fine alla guerra in Vietnam. Mi sono unita al Black Panther Party. Nel 1969 il Black Panther Party era diventato l'organizzazione numero uno presa di mira dal programma COINTELPRO dell'FBI, perché il Black Panther Party chiedeva la liberazione totale dei neri, J. Edgar Hoover l'ha definita "la più grande minaccia per la sicurezza interna del paese" e ha promesso di distruggerla con i suoi leader e attiviste. Assata è stata la persona più ricercata dagli Stati Uniti D'America.