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Cuba sotto assedio

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In una corrispondenza con un compagno da Cuba, approfondiamo la situazione nell'isola che, in questi giorni, sta affrontando sfide gigantesche a causa dell'inasprimento del bloqueo criminale da parte dell'amministrazione Trump. Il governo rivoluzionario sta attuando misure eccezionali per riorganizzare tutti i settori della vita economica e sociale; è stato necessario ristrutturare le attività scolastiche e sanitarie: gli ospedali stanno concentrando lo sfruttamento del flusso energetico disponibile per la salvaguardia delle situazioni più complicate, che comportano il rischio di vita. Nel frattempo, si stanno costruendo parchi fotovoltaici per assicurare l'approvvigionamento quotidiano e la completa sovranità energetica dell'isola. Il discorso si sposta quindi su quanto accaduto in Venezuela il 3 gennaio 2026, che ha segnato uno spartiacque enorme, che ha profondamente scosso il popolo cubano. Enormi mobilitazioni spontanee, che hanno coinvolto decine di migliaia di persone, si sono svolte in occasione del rientro a Cuba delle salme dei compagni caduti in Venezuela e nei giorni successivi. Tutti gli sforzi si stanno concentrando sull'obiettivo di difendere il paese e la rivoluzione. In chiusura l'invito di rompere il silenzio mediatico e le false notizie ascoltando e leggendo i mezzi di informazione cubani.

L'ICE e Trump

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Con Silvia Baraldini e un'intervista allo storico Mark Bray parliamo della storia dell'ICE e di come questo corpo federale stia lavorando per Trump e e la reimigrazione. Sono state già espulse 500mila persone non solo nei loro paesi d'origine ma in dodici paesi che hanno deciso per volontà e per ricatto di accogliere queste persone.

Arriviamo anche a parlare di Epstein e dei file che vedono un gruppo di maschi potenti gestire il potere, l'economia, la politica e il corpo di ragazzine. Siamo governate da un mondo di pedofili che si riunivano nell'isola di Epstein. 

La brutalità delle politiche trumpiane tra guerra interna ed estera

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In studio con Silvia Baraldini riflettiamo sulle molteplici implicazioni della politica interna ed estera della seconda amministrazione Trump: politiche migratorie e raid dell'ICE con relative mobilitazioni di protesta; manifestazioni pro-Gaza e repressione all'interno delle Università; sostegno a Israele nel genocidio a Gaza e frizioni tra componenti MAGA e NeoCon nell'attacco all'Iran. Donald Trump, però, non costituisce un'eccezione ma rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso, che ha visto il conflitto razziale e le discriminazioni negli USA come il sintomo più evidente delle crisi cicliche del sistema capitalista.

SGNL from outer space

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Ripartiamo dall'ultima nostra puntata, ovvero dall'uso di un Signal modificato da parte dell'amministrazione Trump. Ora sono usciti alcuni dettagli sull'hack grazie al quale si sono scoperte molte informazioni, e i dettagli mostrano un'inettitudine inaspettata.

Andiamo a vedere il programma dell'Hackmeeting (30 Maggio - 2 Giugno) a Cagliari.

Un report curato da State Watch e La quadrature du net dettaglia l'uso dei sistemi digitali, inclusi quelli di polizia predittiva, da parte delle polizie francesi.

Entriamo nel terreno delle notiziole:

  • furto di identità
  • multe e vicissitudini varie per alcune delle grandi aziende della tecnologia statunitensi
  • Whatsapp vince la causa contro NSO relativa all'(ab)uso dei server di Whatsapp per l'installazione di Pegasus
  • Trump chiude di tutto un po': dal database degli eventi climatici estremi, all'accesso internet nelle scuole pubbliche... in compenso dà il via libera all'IA per sostituire gli impiegati licenziati.

 

L'aria che tira nelle università statunitensi

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Poporpora Marcasciano, appena rientrata dagli Usa dove ha presentato in tre Università degli Stati di New York, New Jersey e Pennsylvania l'edizione in inglese di Antologaia, Antologaia queering the seventies. A radical trans memoir, testimonia il clima di preoccupazione e ansia che ha potuto sentire nel corpo docente e studentesco degli atenei americani, in particolare in relazione ai "rastrellamenti" di studenti di altri paesi, la caccia alle streghe, un nuovo clima maccartista.
Allarghiamo poi il discorso ai decreti esecutivi di Trump che riguardano la vita delle persone trans.

Da Roma a Bangkok. Approfondimenti sull'Asia - La geopolitica dei Passport Bros

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In questa puntata approfondiamo il tema dei Passport Bros, giovani uomini occidentali che si trasferiscono in altri paesi, in particolare del sud-est asiatico, per cercare donne che considerano più femminili, al fine di costruire relazioni a lungo termine e crearsi una famiglia. Arriviamo alla conclusione che si tratta di un fenomeno basato su una visione razzista e coloniale, che è in grado di rafforzare il sostegno alle politiche delle destre, in particolare di Trump, al di fuori dell’ovest globale.

English or inglès?

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Qualche settimana fa, con l'ennesimo ordine esecutivo di questo scorcio di presidenza, Donald Trump ha stabilito che l'inglese sarà da considerarsi lingua ufficiale degli USA. Una novità, dal momento che fino ad ora gli Stati Uniti d'America non avevano una lingua ufficiale, a differenza della metà degli Stati che compongono la federazione.

Una misura che non avrà grosse conseguenze pratiche ma che si profila come l'ennesimo tassello nella costruzione di un paese sempre più chiuso e sciovinista.

Ne abbiamo parlato con la nostra corrispondente da Alma Ata, che ha studiato per diversi anni linguistica in California, e che in coda alla corrispondenza ci fornisce una serie di interessanti notizie sull'Asia centrale.

Columbia Uni: Repressione di studenti che hanno manifestato per GAZA

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Entrano agenti nelle residenze studentesche, dopo l'arresto di Mahmoud Khalil, accusato di essere leader della protesta (a cui sono seguiti altri arresti dopo la registrazione dell'audio) espulsioni, addirittura annullamento dei titoli conseguiti... La famosa università di New york, ora minacciata di essere definanziata, diventa il simbolo della repressione del dissenso

C'è un'egemonia culturale woke?

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Nella quarta puntata del ciclo Non si può più dire niente abbiamo affronato il tema del mondo culturale in relazione a woke e cancel culture andando a esaminare l'accusa ricorrente di un'egemonia culturale che intenderebbe cancellare la cultura e la storia. Abbiamo parlato di studio dei classici con Alice Burgno, autrice di Tutte storie di maschi bianchi morti, di monumenti messi in discussione o abbattuti con Lisa Parola autrice di Giù i monumenti? Una questione aperta, di accademia Usa e in particolare dei decreti esecutivi trumpiani sulla ricerca e di università e scuola italiane. Abbiamo così verificato che la censura viene dall'alto è bianca, maschia, eterosessuale e ricca.

Il ciclo Non si può più dire niente torna giovedì 6 marzo, ore 18.15 trattando le tematiche del suprematismo bianco, del razzismo, della decolonialità.