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Roma: su Genova2001 a Comune Prenestina

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Il comunicato di indizione dell'iniziativa di oggi di Comune Prenestina su Genova2001

 

Dal 2001 sono passati 25 anni, 25 anni dalle cariche a Napoli e a Genova, dalle torture nella caserma di Bolzaneto, dalla macelleria messicana alla Diaz, dalla morte di Carlo Giuliani. Molti-e di noi, che adesso siamo studenti o giovani lavoratori e lavoratrici, non erano neanche nati-e eppure tutte le persone che negli ultimi 25 anni si sono affacciate, anche per poco, alla militanza hanno sentito parlare di quelle giornate che hanno fatto da spartiacque tra generazioni, modalità, teorie e strutture politiche. Sono stati eventi di cui compagni e compagne portano ancora le cicatrici fisiche e psicologiche e per i quali anche vent'anni dopo alcuni-e erano ancora inseguiti-e dalla repressione dello Stato.

Della giustizia borghese poco ci importa ed ancor meno ci fidiamo, ma il fatto che per le violenze e le umiliazioni perpetrate alla scuola Diaz e a Bolzaneto pochissimi tra poliziotti o carabinieri siano stati condannati o abbiano scontato anni di carcere, a partire dai superiori che sapevano e hanno coperto per arrivare a chi successivamente ha fatto anche carriera, dovrebbe far ricredere qualche sincero democratico sulla valutazione che ha dell'istituzione della polizia e sulla sua reale funzione, anche considerando che invece lo Stato non ha certo lesinato in fatto di anni quando si è trattato di darli a compagni e compagne. Con il desiderio e la necessità di approfondire e studiare quei giorni così rilevanti per il Movimento, in particolare italiano, abbiamo deciso di creare un momento di discussione, mercoledì 15 luglio dalle 17:30, su quegli eventi con Vincenzo Miliucci, organizzatore nazionale del contro

vertice del Genoa Social Forum.

A seguito ci sarà aperitivo di autofinanziamento.

La Comune Prenestina

a via Prenestina 320-bis, fermate metro C Teano, tram

5-14-19 Prenestina/Irpinia

Dalle 17:30 la formazione e alle 21:00 proiezione della

partita più aperitivo!

Genova2001 22 anni dopo

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Nel 22 anniversario dell'omicidio di Carlo Giuliani, torniamo a parlare di Genova 2001 dopo 22 anni dando la parola a Heidi e Elena Giuliani e a compagni e compagne del Comitato piazza Carlo Giuliani.

Chiudiamo con una corrispondenza con una compagna del Comitato di sostegno a Vincenzo per sottolineare che questo ventiduesimo anniversario è il primo in cui non ci sono più compagni e compagne che stanno scontando pene ormai del tutto persecutorie.

In attesa della sentenza sulla richiesta di estradizione per Vincenzo

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Una compagna del Comitato di sostegno a Vincenzo riassume la situazione, alla vigilia dell'emissione da parte della Corte d'appello di Lione che deve esprimersi sulla richiesta di estradizione dell'Italia per Vincenzo Vecchi, condannato per le manifestazioni di Genova 2001. La sentenza è attesa per domani venerdì 24 marzo. E proprio domani mattina davanti al tribunale di Milano si terrà una manifestazione al fianco di Vincenzo e Alfredo.

AL FIANCO DI ALFREDO E VINCENZO. PRESIDIO SOLIDALE: VENERDÌ 24 MARZO, ORE 09:30, TRIBUNALE DI MILANO (CORSO DI PORTA VITTORIA).

Venerdì 24 marzo, presso il tribunale di sorveglianza di Milano, si terrà l’udienza per discutere l’istanza di differimento pena nella forma della detenzione domiciliare per Alfredo Cospito. La richiesta del trasferimento ai domiciliari, chiesta dalla difesa per motivi di salute, è un’ulteriore tentativo di preservare la vita del compagno che si trova in sciopero della fame da quasi cinque mesi per protestare contro il regime di tortura del 41 bis a cui è sottoposto e in cui lo stato lo vuole lasciare morire.

Nello stesso giorno, in Francia, la Corte d’appello di Lione si esprimerà in merito all’estradizione in Italia di Vincenzo Vecchi, compagno raggiunto da un mandato d’arresto europeo nell’agosto 2019 per una condanna di oltre 10 anni per la rivolta di Genova 2001.

Le due intricate vicende giudiziarie si intrecciano mettendo a nudo la vera natura della giustizia italiana (ed europea): arbitraria violenza al servizio dei padroni per reprimere e schiacciare chi si ribella e alza la testa.

Se da una parte un compagno viene ricercato per anni e ostinatamente richiesto in patria dall’Italia per scontare una condanna relativa a fatti di piazza accaduti più di 20 anni fa; dall’altra la vicenda di Alfredo mostra chiaramente come lo Stato italiano sia disposto a sotterrare un compagno al 41 bis, e se necessario lasciarcelo morire dentro, con il solo intento di “mostrare i muscoli” e lanciare un chiaro monito a chiunque ancora abbia coraggio di lottare contro questo mondo.

Al fianco di Alfredo e Vincenzo, al fianco di tutti i reclusi e tutte le recluse venerdì mattina saremo davanti al tribunale di Milano per portare la nostra solidarietà e continuare la lotta!

Giudici francesi non decidono ancora sull'estradizione di Vincenzo Vecchi

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Oggi, martedì 29 novembre, in Francia, i giudici di cassazione dovevano esprimersi rispetto a quanto difesa e accusa avevano espresso nell’udienza di ottobre del caso che riguarda la richiesta dello Stato italiano di estradare Vincenzo Vecchi: tutti gli incartamenti sono stati inviati alla Corte d’appello di Lione perché riformuli il giudizio d’appello. Una situazione ancora pericolosa per la libertà di Vincenzo, che, ricordiamo è stato condannato in Italia a 13 e 4 anni, pene spropositate rispetto ai presunti fatti imputati, per la partecipazione a Genova2001 e a una manifestazione antifascista.

Ne parliamo con un compagno del Comitato di sostegno per Vincenzo


 

Genova2001: per Vincenzo non è ancora finita, Luca finalmente uscirà

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La buona notizia è che finalmente, dopo tanti anni e tanto peregrinare da un carcere all'altro Luca uscirà a giorni dal carcere anche se poi bisogna aspettarsi i dispositivi della sorveglianza speciale; per Vincenzo invece ancora si aspetta il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea in merito alla richiesta di estradizione dello stato italiano, le aspettative non sono rosee ma continua la mobilitazione: appuntamento a Milano, domenica 18 settembre dalle ore 16 al Cox18 di via Conchetta, 18 per costruire una mobilitazione per l'8 ottobre.

Ne parliamo con un compagno di Supporto legale

Carlo Giuliani ragazzo

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Da Pillola Rossa

"L’analisi di foto nuove di P.zza Alimonda (ma conosciute dai magistrati) fa emergere una sconvolgente verità: intorno alle ore 17.30 del 20 Luglio 2001, in presenza di ufficiali di grado elevato della polizia e dei carabinieri, qualcuno infierisce su Carlo Giuliani ferito invece di aiutarlo, senza sapere se sia vivo o morto. Una versione assurda e puerile risale la linea di comando e viene validata in Questura intorno alle 18.00: Carlo sarebbe morto a causa di un sasso. Dura un attimo, l’evidenza la spazza via. Ma quando i primi soccorritori tolgono il passamontagna scoprono una profonda ferita in fronte che viene certamente prodotta mentre la piazza è sotto il controllo delle forze dell’ordine. Inspiegabilmente il passamontagna è integro, e non dovrebbe. Un atto orribile si compie in quella piazza dopo il ferimento. E’ questo orrore che si voleva coprire con l’archiviazione? Spaccare intenzionalmente la testa ad un moribondo invece di soccorrerlo è ancora reato in questo paese?"

Partiamo da quel sasso per raccontare ancora l'omicidio di Carlo Giuliani e lo facciamo con un compagno che si trovava a Piazza Alimonda quel 20 luglio del 2001. L'accanimento sul corpo di Carlo Giuliani lo hanno visto in molti, strappato ai compagni che aspettavano l'ambulanza, sul corpo di Carlo vengono dati tre forti colpi con una pietra. E lo facciamo con la testimonianza di Haidi Giuliani che quel corpo "le hanno consigliato di cremarlo" ma la prima domanda che si pone è perchè Carlo ha una fasciatura in testa?

Ancora da Pillola rossa

"Quando Lauro urla sei stato tu col tuo sasso non è uscito di senno. Ha un problema grave da risolvere, da giustificare, e non è solo la morte di un manifestante, che anzi dal suo punto di vista (e da quello dei giudici) è persino legittima.
Lui non vuole coprire il colpo di pistola allo zigomo con il sasso. Lui deve giustificare la ferita in fronte con il sasso. Una ferita di cui non avrebbe dovuto sapere, visto che non erano ancora arrivati i soccorsi e un passamontagna integro la ricopriva.
Quello che accade dopo è molto più grave ed inaccettabile dello sparo in faccia ad un ragazzo. E’ incredibile al punto da generare anche una scusa incredibile, ma impellente.
Sparare e uccidere è accettabile dal punto di vista di Lauro, quello che succede dopo non lo è più, deve essere accollato a qualcuno, e capita al primo manifestante che ha la forza di rompere quel silenzio irreale con un grido: ASSASSINO!"

 

 

Genova: intervista ad un'insegnante della Diaz

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Questa sera 21 luglio alle h 21.00 si terrà un presidio in Via Cesare Battisti nell'atrio della scuola Diaz. Nel 2001 ben 93 persone furono picchiate mentre si trovavano inermi dentro i sacchi a pelo. Oggi alcune di loro sono volute rientrare in quella scuola dopo 20 anni. 

Ne parliamo con un'insegnante della scuola Diaz.

Genova2001: Luca è rinchiuso di nuovo in carcere

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A 20 anni dal G8 di Genova, a 9 anni dalla sentenza di Cassazione Luca Finotti viene di nuovo rinchiuso in carcere. era in una comunità per scontare il residuo della pena che gli era stata comminata per i fatti di Genova2001 ora il magistrato ha revocato il permesso e è di nuovo in carcere. Genova non è finita: ancora tre compagni alla prese con le conseguenze della sentenza della Cassazione.

Per donazioni per sostenere Luca: https://www.supportolegale.org/donazioni/

Per contattarlo direttamente scrivete a: “Luca Finotti – Casa circondariale di Cremona – Via Palosca, 2, 26100 Cremona CR”