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ANAN YAEESH

Nakba e repressione

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Cominciamo questo ponte radio con un intervento di Basem Kharma,ricercatore in storia contemporanea presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, che ci aiuta a ricostruire cosa  significa la Nakba per le persone palestinesi. Ripercorre come è cominciato il colonialismo di insediamento dello Stato di Israele. La Nakba non è un momento storico staccato dal presente, ma l' apice di un processo di espulsione, colonizzazione che inizia prima del 1948 e continua ancora oggi. Ciò che cambia non è l'intenzione dell'occupazione ma le modalità, più o meno violente. 


Con una compagna dei giovani palestinesi ripercorriamo il ruolo attivo che l'Italia ha avuto nel reprimere la solidarietà con la lotta del popolo palestinese. In particolare vediamo come nei tribunali italiani siano state presentate prove dello shin bet ed escluse testimonianze che avrebbero potuto provare il colonialismo israeliano. Parliamo dei palestinesi arrestati in Italia, dell'operazione "Domino" a Genova , con l'accusa di finanziare la resistenza palestinese, in particolare Hamas.  Tutti questi casi fanno parte di un progetto coerente, per tagliare legami con la resistenza e la solidarietà alla popolazione palestinese. 


Sentiamo l'avvocato Rossi Albertini per approfondire il caso di Ahmad Salem, e fare un punto sugli altri processi aperti nei confronti dei palestinesi in Italia. Concludiamo con alcune riflessioni sui nuovi decreti sicurezza, sull'utilizzo del 41bis, sull'introduzione di nuovi reati, più poteri alla polizia, che concorrono ad alimentare un clima di paura e pericolo. 


Una compagna del Comitato Solidarietà Ulm5 Berlino, ci aggiorna sulla seconda udienza di questo processo farsa. Cinque giovani attivistx con base a Berlino sono statx arrestatx l'8 settembre dello scorso anno in relazione a un'azione presso la Elbit System di Ulm, in Germania, che aveva come obiettivo interrompere il flusso di armi verso Israele. La Elbit System fornisce infatti l'86 per cento delle armi e della tecnologia di sorveglianza all'esercito di Israele che le ha usate e le usa per il genocidio della popolazione palestinese. Gli Ulm già da sei mesi sono in arresto in un regime molto duro e rischiano una condanna a cinque anni e forti violazioni dei loro diritti umani. Il processo è iniziato lunedì 27 aprile, a Stoccarda, con la prima udienza che è stata sospesa senza che sia stato possibile portare avanti la lettura dei capi d'accusa a causa delle critiche alle condizioni de detenzione fatte dalla difesa. 

Al tribunale de L'Aquila in camera di giudizio per Anan Alì e Mansour

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Alle 9, 30 inizia il presidio davanti al Tribunale de L'Aquila dove oggi si attente la sentenza del processo a Anan, Mansour e Alì. Il compagno al telefono ci comunica che già i giudici si sono ritirati e si attende la sentenza per dopo le 12. Intanto il presidio si ingrossa con arrivi da Roma e da molte altre città, con i consueti ritardi dovuti ai "controlli" ai caselli autostradali. 

Nel secondo audio una maggiore articolazione delle presenze al presidio

Iniziative al fianco della Palestina

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A partire da questa mattina, venerdì 9 gennaio, con il presidio sotto la sede dell'antiterrorismo in via Giulia 52, per denunciare la persecuzione di persone palestinesi in Italia, iniziative in tutta Italia nei prossimi giorni.

Lo sciopero della fame de* attivisti e attiviste di Palestine Action in Uk; denuncia dell'lto commissariato Onu per quanto succede a Gerusalemme e Cisgiordania; appello per il campo di calcio di Aida Camp sotto minaccia israeliana di abbattimento; nell'ambito vicenda dell'ex Ilva, emerge il fondo speculativo Usa, Flacks Group, legato a un movimento sionista.

Presentazione di Scarceranda a Napoli per Anan, Ali e Mansour

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In comunicazione telefonica con Giulia, del Centro Culturale Handala Ali, abbiamo parlato della presentazione della Scarceranda 2026 al Santafede Libirata di Napoli, il venerdì 9 gennaio, e di come si stanno organizzando per raggiungere i Tribunali dell'Aquila, il 16 gennaio, per l'ultima udienza del processo contro Anan, Ali e Mansour.

Melfi e Rossano calabro: per la Palestina, con Anan e Salem

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Una mattinata in solidarietà con la Palestina, in attesa del corteo delle 14:30 da Piazza Vittorio.

Ospitiamo una corrispondenza con un'avvocata che sta seguendo da vicino la vicenda di Anan Yaesh sotto processo a l'Aquila, accusato di fatti avvenuti a Tulkarem durante la seconda intifada, per aggiornamenti in vista della sentenza del 19 Dicembre.

Successivamente ci mettiamo in contatto con Rossano Calabro dove si sta svolgendo un presidio per Salem, un compagno richiedente asilo accusato di incitamento al terrorismo per dei video trovati dalla digos sul suo telefono celulare.

Chiudiamo con una corrispondenza dal corteo a Melfi in solidarietà con Anan trasferito da L'aquila il mese scorso.

 

Libertà per Anan Yaeesh

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Il 19 dicembre, presso il Tribunale penale de L'Aquila, potrebbe chiudersi con una condanna il processo farsa sui prigionieri politici Anan, Ali e Mansour, che rischiano rispettivamente 12, 9 e 7 anni di carcere: molti di più rispetto a quelli che Anan ha scontato per fatti relativi alla seconda intifada.

Questo processo di evidente natura politica rischia di creare un pericoloso precedente per chiunque sia solidale con la causa palestinese e per chiunque si opponga alle politiche guerrafondaie del governo italiano, NATO e UE.

Per questo, il sabato 13 dicembre si scenderà in piazza a Melfi al fianco di Anan e della Resistenza Palestinese, al fianco di chi si oppone alla guerra e al genocidio.

In comunicazione telefonica con un compagno della Rete per la Palestina di Basilicata abbiamo fatto un riassunto della vicenda di Anan e di come è stata organizata questa giornata di solidarietà.

L'Aquila: Udienza per Anan, provocazioni israeliane

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Questa mattina si è tenuta l'ennesima udienza del processo ad Anan Yaeesh, ancora in carcere a Melfi. La prima corrispondenza realizzata quando è iniziato il presidio sotto il tribunale de L'Aquila il nostro interlocutore sottolinea una presenza di forze dell'ordine strabordante; nella seconda parte dell'audio la seconda corrispondenza realizzata intorno alle 11 quando era ormai chiaro che in aula non era presente nessun ambasciatore e nessun addetto all'ambasciata d'Israele come invece era stato annunciato. Altresì era iniziata una sceneggiata insipiente per realizzare un collegamento con l'interno dell'ambasciata e precisamente da un locale dove campeggiava la bandiera di Israele: una delle provocazioni e irregolarità che hanno caratterizzato l'udienza.

L'aula era comunque piena di persone a sostegno di Anan che poteva partecipare solo in video.

Melfi: la resistenza non si arresta, Sabato presidio per Anan

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Come parte della campagna Free Anan, il sabato 15 novembre alle ore 15:00, ci sarà un presidio davanti al carcere di Melfi per esprimere solidarietà ad Anan Yaeesh. 

Con un compagno solidale della Basilicata abbiamo parlato del presidio e della situazione di Anan, detenuto nel carcere di Melfi per esercitare il diritto alla resistenza. 

Anan libero: la resistenza non si arresta

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In comunicazione telefonica con Francesco, della Rete per la Palestina di Basilicata, abbiamo parlato delle condizioni di detenzione di Anan Yaeesh, processato in Italia a richiesta dello Stato sionista d'Israele per esercitare il diritto alla resistenza, nella carcere di Melfi e del presidio in solidarietà con Anan che si terrà la domenica 26 ottobre davanti al carcere dove è detenuto.