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Viva Palestina libera!

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Quinta puntata di Militant Dub Area sul 87.9 di Radio Onda Rossa, dedicata al ricordo della Nakba e alla resistenza del popolo palestinese.

Subito dopo alcune riflessioni sulle tante e numerose manifestazioni di solidarietà con la causa palestinese che si sono svolte in tutta Italia, abbiamo ascoltato alcune testimonianze di una giovane palestinese ad Haifa che ci ha raccontato le aggressioni da parte dei coloni israeliani e delle forse di occupazione dello Stato di Israele. Con Rania Hammad, della Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, abbiamo parlato di ciò che significa la Nakba per le generazioni più giovani e di come vivono i palestinesi sotto l'occupazione israeliana.

Per aprire la seconda ora della puntata, nella rubrica Sound System Music, abbiamo parlato con Roberto di Old Hard Bread, delle particolari nuove realeses pubblicate durante la pandemia e ne abbiamo ascoltato alcune.

Come sempre, siamo arrivati alla fine della puntata con le selections a cura di Daniele e Paolo.

Buon ascolto!

 

La Playlist:

Al Mukawama - Al Mukawama

Al Mukawama - Flowers of Filastin

Pablo Moses - Ready aim fire

Tenor Youthman - Warmonger

DAM - Ihda'

Twinkle Rootz ft. Vivian Jones - War (Sound System Music)

Papa Buju - Special for Old Hard Bread (Sound System Music)

Dhoko - Cosmic Love

Nish Wadada - Wicked Man

Puraman - Flames of love

Lee. Scratch Perry - Panic in Babylon

Earl 16 - Trials and Tribulation

Pura Jim - Business of war

Mystical Powa - Free Palestine

     

Israele, mito e realtà. Il movimento sionista e la Nakba palestinese 70 anni dopo

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Israele, mito e realtà – Il movimento sionista e la Nakba palestinese 70 anni dopo (Edizioni Alegre, pp. 223, euro 15)

Presentiamo il libro assieme a Chiara Cruciati (Nena News, il manifesto), di cui è co-autrice assieme a Michele Giorgio (inviato a Gerusalemme de il manifesto).

In coda un aggiornamento su Giulio Regeni.

Nella seconda corrispondenza, una compagna ci aggiorna sulla situazione a Gaza.

Presidio a Montecitorio contro la strage a Gaza

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Nella prima corrispondenza sentiamo una compagna che ci ricorda del presidio a Montecitorio per fermare la strage di palestinesi che Israele sta portando avanti in questi giorni e da anni.

Nella seconda ascoltiamo una voce dalla piazza.

Di seguito l'appello:


APPELLO DELLA RETE ROMANA DI SOLIDARIETÀ AL POPOLO PALESTINESE

CONTRO L’ENNESIMA STRAGE DI PALESTINESI PERPETRATA A GAZA DA ISRALE
DOMANI 15 MAGGIO, ALE ORE 17.30, MANIFESTAZIONE IN PIAZZA MONTECITORIO

Oggi 14 maggio, mentre Israele e Stati Uniti festeggiavano il trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme, a Gaza le forze israeliane, seminavano la morte tra le centinaia di migliaia di Palestinesi, tra cui molti anziani, donne e bambini, che pacificamente protestavano per il diritto al ritorno, per la fine dell’assedio e contro il trasferimento dell’ambasciata USA a Gerusalemme.
Quando gruppi di manifestanti si sono avvicinati alla recinzione, armati solo di aquiloni e pneumatici, I soldati israeliani, l’artiglieria e i droni hanno cominciato a sparare pesantemente e senza interruzione non solo contro di loro, ma anche contro la folla che si trovava lontana dalla barriera, facendo una strage. Sul terreno sono rimasti 55 civili palestinesi uccisi, tra cui 6 minorenni e un disabile su sedia rotelle, oltre 2.700 feriti, tra cui 203 bambini, 78 donne, 8 giornalisti e 11 paramedici. Almeno 150 i feriti gravi, perché il fuoco israeliano ha voluto colpire testa, collo e torace. (Ministero della Salute)
Ospedali da campo, ambulanze, personale medico e sanitario sono stati deliberatamente presi di mira impedendo loro di avvicinarsi ai feriti. Gli ospedali, già provati dall’assedio, dalle guerre precedenti e dal carico di feriti delle ultime settimane, oltre 8000, sono al collasso e non riescono più a far fronte alle nuove necessità.
La responsabilità prima di questi crimini contro l’umanità è di Israele e degli Stati Uniti, che ne sono lo sponsor principale, ma anche dell’Unione Europea e di ciascuno dei suoi paesi che continuano a garantire l’impunità di Israele, nonostante le sterili condanne.
E’ inaccettabile il silenzio dei nostri politici di fronte ai continui massacri perpetrati da Israele.
Israele va fermato: lo dobbiamo ai palestinesi che continuano a morire.
Domani sarà il giorno della Nakba, che ricorda quando, 70 anni fa, decine di migliaia di Palestinesi vennero uccisi e oltre 800.000 furono costretti a lasciare la loro terra e le loro case. Sulle rovine della Palestina sorse Israele che domani, 15 maggio, festeggerà la sua nascita. Sarà anche il giorno in cui inizia il mese di Ramadan, sacro ai Musulmani: di fronte all’accavallarsi di queste ricorrenze cariche di dolore e sofferenza la frustrazione, la rabbia e le proteste dei Palestinesi non cesseranno.
Chiediamo alle associazioni e a tutte le persone di coscienza che hanno a cuore la libertà, la giustizia e la sorte dei popoli oppressi di trovarsi oggi alle 17.30 davanti a Montecitorio, per chiedere con forza il rispetto e l’applicazione delle innumerevoli risoluzioni ONU di condanna di Israele, perché si ponga finalmente fine alla sua impunità, perché cessino l’occupazione e l’assedio di Gaza, perché a tutti i Palestinesi siano garantiti uguali diritti, perché sia riconosciuto il diritto al ritorno.

Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

Manifestazione nazionale per la Palestina e #CambiaGiro

Data di trasmissione
Durata 50m 48s

Redazionale sulla Palestina (con telefonata di un ascoltatore).

Ecco i prossimi appuntamenti:

» 3 maggio, ore 17 - ASSEMBLEA CITTADINA - Pratone della Città Universitaria (Sapienza, Roma);
» 4-6 maggio - PARTENZA DEL GIRO D’ITALIA da Gerusalemme e da Israele. Azioni di sensibilizzazione;
» 12 maggio, ore 15 - MANIFESTAZIONE NAZIONALE - Piazza dell’Esquilino, Roma.
In occasione del 70esimo anniversario della Nakba, o catastrofe palestinese che continua tutt’oggi.

Medio Oriente: le manifestazioni per la Nakba e la repressione in Siria

Data di trasmissione
Durata 1h 38m 45s

37 anni dopo la guerra del Kippur il confine siro/israeliano torna al centro della scena politica: per merito dei profughi palestinesi e della loro voglia di tornare a casa. Il 15 maggio la giornata della Nakba è stata scandita da una serie di manifestazioni nei punti di frontiera, davanti ai confini tracciati dallo Stato d'Israele con le guerre e l'occupazione: per esigere con forza il diritto al ritorno.

Riflessioni in studio e corrispondenza da Londra con un attivista siriano, intervenuto per raccontare ciò che avviene nel suo paese, dove il regime di al-Assad è impegnato da marzo in una dura repressione nei confronti di chi scende in piazza.