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Brasile: aggiornamenti su Bolsonaro, contagi e proteste nel Paese

In Brasile sono 189 i morti in 24 ore: il totale dei deceduti è arrivato a 5.205. I contagi confermati sono 68mila di cui 4.400  nelle ultime 24 ore.

L’incremento quotidiano è stato del 5,8%, mentre nello stato di Amazonas si scavano fosse comuni, con i numeri ufficiali ampiamente sottostimati, anche per questioni di carattere politico.

Intanto Bolsonaro continua a negare la pandemia, mentre il suo governo perde pezzi importanti .

Ne parliamo con Livio, nostro corrispondente da Rio de Janeiro.

Estremo Oriente: tra sparizione di KIm e proteste ad Hong Kong

Con Simone Pieranni, giornalista del Manifesto e esperto di Estremo Oriente, approfondiamo i fatti del giorno in quella regione: la "sparizione" del leader nordcoreano Kim Jong-Un e la ripresa delle proteste ad Hong Kong contro la Cina, sospese per l'arrivo della pandemia da Covd-19.

Coronavirus, nel Bresciano la strage silenziosa delle disabili psichiche

Che l’infezione da SARS-CoV-2 abbia avuto un impatto particolarmente pesante sulle fasce più fragili, vulnerabili della popolazione lo abbiamo visto con le vicende delle Residenze Sanitarie Assistenziali.
Esiste però un altro fronte di vicende ancora più nascoste e che riguardano i focolai, i contagi e i decessi per contagio tra gli ospiti e il personale tra le 3.300 strutture residenziali o semiresidenziali per disabili (RSD) attive nella Penisola, 646 delle quali sono specializzate nella cura dei disabili psichici.

Genova: al porto una nave saudita con materiale bellico

Lo scorso 22 aprile, in piena pandemia, una nave della flotta saudita Bahri ha attracca a Genova con a bordo armi o equipaggiamento militare. La denuncia dei portuali genovesi, da anni in prima linea contro il traffico di armamenti nel loro scalo: «Sembra siano carri armati Ercules 882, prodotti negli Stati uniti. Potrebbero essere diretti in Arabia saudita, Kuwait o Marocco. O forse in Turchia: il prossimo scalo previsto è Iskenderun».

Lombardia: migliaia di aziende e magazzini aperti in deroga

Nonostante il blocco di molte categorie di attività produttive, in Lombardia come nel resto del Paese migliaia di aziende continuano a produrre in deroga. La richiesta di deroga viene effettuata presso le Prefetture territoriali con procedure poco chiare che finora hanno sostanzialmente assunto la forma di un'autocertificazione. Nel frattempo nei magazzini e nelle fabbriche lombarde si continua a morire di Covid-19 senza prevenzione nè dispositivi di sicurezza adeguati.

Ne parliamo con Gino, compagno del Si Cobas Lombardia.