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Brasile epidemia fuori controllo, repressione e movimenti sociali

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Il focus della pandemia di coronavirus si confermano le Americhe. Il Brasile in particolare supera le 80mila vittime per Covid, portandosi al secondo posto tra i paesi più colpiti dopo gli Usa, con oltre 2 milioni di contagi.
Diverse fonti locali avvertono però che il numero di test effettuati è ancora gravemente insufficiente, quindi i numeri reali potrebbero essere molto più elevati e tra le situazioni che destano più preoccupazione c’è quella di persone che vivono soprattutto nelle aree più remote della foresta amazzonica.
Cresce e si allarga però anche il movimento contro le spinte autoritarie del presidente Bolsonaro. Da giugno ci sono state una serie di manifestazioni antigovernative – da São Paulo a Rio de Janeiro, da Belo Horizonte a Salvador – convocate da gruppi antifascisti legati al tifo organizzato e dai movimenti afrobrasiliani.
Perché se il Covid-19 fa paura, spaventa ancora di più l’escalation autoritaria del governo Bolsonaro, responsabile di una crisi che è insieme sanitaria, economica, politica, ambientale e sociale. Ne parliamo con una compagna, redattrice di Radio Città Aperta.

Brasile: la pandemia non si ferma, proteste contro Bolsonaro in tutto il Paese

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Il Ministero della Salute del Brasile ha riferito di 1.280 decessi in più rispetto a ieri nel paese, per un totale di 59.594 decessi da Covid-19. Lo stato di San Paolo ha fatto registrare una cifra record di morti, con 365 nelle ultime 24 ore e 6.235 nuovi positivi.

Nei scorsi giorni si sono svolte diverse manifestazioni di piazza contro il presidente Bolsonaro. Rio de Janeiro e San Paolo sono state l'epicentro delle proteste andate in scena domenica in varie città del paese. In strada movimenti sociali e partiti dell'opposizione. Insieme per difendere i diritti delle minoranze, dai popoli indigeni alla comunità Lgbt.

Bolsonaro è sotto accusa anche per la gestione dell'emergenza sanitaria causata dal coronavirus. Stando alle cifre fornite dal governo il Brasile è il secondo paese al mondo dopo gli Stati Uniti per numero di contagi, più di un milione e trecentomila, mentre le vittime finora sono state circa 57mila. Le manifestazioni contro il presidente brasiliano si sono svolte anche in vari paesi europei, dal Regno Unito alla Germania, dall'Austria alla Svizzera.

Un aggiornamento dal Brasile con Livio, nostro corrispondente da Rio de Janeiro.

Brasile: picco di pandemia da Covid-19 e le politiche folli di Bolsonaro

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Monta in Brasile la protesta contro il presidente Jair Bolsonaro per la gestione del coronavirus. Il Paese è il secondo più colpito dopo gli Stati Uniti con oltre 35omila contagi e quasi 23mila morti, mentre il presidente continua a negare la pandemia e a farsi ritrarre mentre viola le norme anti-contagio. Drammatica la situazione degli indigeni dell'Amazzonia, con la città di Manhaus sopraffatta dall'emergenza sanitaria. Lo scenario politico è molto teso sia sul piano interno, con dissapori anche all'interno del governo Bolsonaro, sia sul piano internazionale, con il divieto di ingresso per cittadini brasiliani negli Stati Uniti e la tensione con il Venezuela dopo l'arrivo di una petroliera iraniana.

Sullo sfondo la repressione poliziesca e le iniziative dei movimenti sociali per organizzarsi e provare ad affrontare dal basso sia la pandemia che le politiche folli di Bolsonaro.

Ne parliamo con Livio, nostro corrispondente da San Paolo in Brasile.

Brasile: aggiornamenti su Bolsonaro, contagi e proteste nel Paese

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In Brasile sono 189 i morti in 24 ore: il totale dei deceduti è arrivato a 5.205. I contagi confermati sono 68mila di cui 4.400  nelle ultime 24 ore.

L’incremento quotidiano è stato del 5,8%, mentre nello stato di Amazonas si scavano fosse comuni, con i numeri ufficiali ampiamente sottostimati, anche per questioni di carattere politico.

Intanto Bolsonaro continua a negare la pandemia, mentre il suo governo perde pezzi importanti .

Ne parliamo con Livio, nostro corrispondente da Rio de Janeiro.

Brasile: Bolsonaro ai tempi del Coronavirus

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Il Presidente del Brasile, Bolsonaro, è finito nella bufera per alcune dichiarazioni pubbliche che incitano la popolazione a violare le norme di isolamento per il coronavirus. La situazione in Brasile si annuncia esplosiva, con un Governo che antepone le necessità economiche alla salute collettiva e un contesto socio-sanitario già deficitario in partenza. Sullo sfondo, lo scontro in politica interna e il ruolo di Bolsonaro sullo scacchiere internazionale.

Ne parliamo con Livio, compagno che vive a Rio de Janeiro.

Marielle Franco presente: la lotta femminista in Brasile

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Venerdi 7 all'università Roma 3 aula 10 alle 17 NUDM presenta La Marea Femminista non ha confini

Tra le ospiti Mônica Benício, attivista per i diritti lgbtqi e compagna di Marielle Franco e Fernanda Chavez, giornalista e collaboratrice di Marielle Franco che oggi abbiamo intervistato in radio su come sta proseguendo la lotta femminista dopo l'uccisione di Marielle Franco e l'elezione del fascista Bolsonaro come Presidente del Brasile.

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Marielle Franco è stata uccisa nel quartiere Estacio di Rio de Janeiro la notte tra il 14 e il 15 marzo. Nell’agguato ha perso la vita anche il suo autista mentre un addetto stampa è rimasto ferito.

Marielle aveva 38 anni ed era un’attivista per i diritti umani.

In prima linea nel denunciare gli abusi della polizia e le esecuzioni extragiudiziali, nel 2016 era stata eletta nel consiglio comunale di Rio de Janeiro.

Come membro della Commissione statale per i diritti umani di Rio de Janeiro, Marielle ha lavorato instancabilmente per difendere i diritti delle donne nere, dei giovani nelle favelas, delle persone Lgbti e di altre comunità emarginate.

Due settimane prima del suo omicidio era stata relatrice per una commissione speciale che il consiglio comunale ha creato per monitorare l’intervento federale in corso a Rio de Janeiro e la militarizzazione della sicurezza pubblica.

Il suo omicidio è un altro esempio dei pericoli che i difensori dei diritti umani devono affrontare in Brasile.

Il governo brasiliano non può lasciare che i difensori dei diritti umani vengano uccisi impunemente. Chiedi anche tu giustizia per Marielle Franco!

Bolsonaro, un Trump per il Latinoamerica?

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Con Massimo Canevacci, docente di antropologia, proviamo a tracciare un'analisi del Brasile a due giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali, che hanno visto l'indiscutibile vittoria del candidato di estrema destra Jair Bolsonaro. Trumpinho, come è stato ribattezzato Bolsonaro, rappresenta una figura estremamente pericolosa, legata all'esercito e alla chiesa evangelica, sullo sfondo di cambiamenti epocali all'interno del più grande e contraddittorio paese dell'America latina.