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Reggae

"Noise & Emptiness"

Data di trasmissione

La puntata è dedicata al cantante, produttore e polistrumentista britannico Joe Yorke, figura di spicco della scena reggae e dub contemporanea, celebre per la sua distintiva voce in falsetto e per uno stile che fonde radici rocksteady e roots con influenze folk, soul e punk.

In apertura, ascoltiamo la sua voce al naturale, accompagnata solo dalla chitarra, con “Babylon” e “Murder at Midnight” – quest’ultima scritta a quattro mani con Eeyun Purkins, con cui avrà una collaborazione continuativa nelle produzioni e nella band di Bristol The Co-operators (Waggle Dance Records).

Come ci racconta lui stesso nell’intervista rilasciata sul web, fu proprio Purkins a suggerirgli di usare la stessa voce in falsetto spesa per i cori, per il primo singolo in scaletta “Tonight”.

Joe racconta anche dei primi contatti con il reggae, della curiosità per il rastafarianesimo e di come la visita al famigerato Carnevale di Notting Hill a Londra, da adolescente, lo abbia introdotto per la prima volta alla musica roots suonata con i sound system. Di fianco, la passione per il punk, lo ska, la musica contemporanea, ma anche quella degli anni ’50 e ’60.

Yorke dipinge una visione “retro‑futuristica”, radicata nella nostalgia ma sempre protesa verso il futuro, fondendo i diversi generi in qualcosa di unicamente suo.

Prima di tuffarci nelle sue produzioni, ascoltiamo la cover di “Smalltown Boy” dei Bronski Beat prodotta dai Gentleman’s Dub Club.

“Living Dead” e “All Nite Skankin’”, dal 10" prodotto dall’italiana Warriar Charge Records, tracciano molte delle linee che percorrono la sua discografia, nei suoni, nello stile, ma anche nelle tematiche militanti di denuncia e di amore per le balere circondate dai sound system.
Continuiamo con la solenne “Judgement Tree”, e “Gentrification”, nella quale affronta in modo diretto il tema dell’espulsione delle classi popolari e dei migranti dai quartieri storici delle città.

Amore e dedizione per la musica sono i temi dell’ipnotica “Night & Day”, primo titolo della serie Rhythm 45 per l’etichetta Rhythm Steady, di proprietà dello stesso Yorke.

“End of The Day” vede l’incontro tra due realtà tra le più interessanti del reggae contemporaneo, ovvero gli svizzeri The 18th Parallel della Fruits Records e il nostro duo Yorke–Purkins.

Torniamo alla Rhythm Steady label con “Noise & Emptiness”, primo album e capolavoro di Joe Yorke, dove viene celebrata la tradizione classica roots & dub con suoni puliti e moderni.
Le liriche seguono la tradizione “conscious”, con temi sociali, spirituali e politici, mentre la voce lascia spazio ampio agli strumentali e alle sezioni dub, sottolineando il rapporto tra rumore e silenzio che dà il nome al concept.

Ascoltiamo “Downtown”, che riprende il singolo “Ride On”, il cui incipit in qualche modo cita “Kinky Reggae” di Bob Marley.
Con il secondo estratto, “Pressure” con il feat di Pupajim, introduciamo anche la collaborazione con il collettivo bretone Stand High Patrol, pionieri del “dubadub style”, produttori dei prossimi singoli in scaletta.
Nell’incalzante groove rocksteady di “Quicksand”, le tematiche di fragilità umana si sposano con l’estetica dub di casa Stand High, che sboccia nella seguente “Midnight Rock”, giocata sull’idea di mezzanotte come momento di unità e di tensione: nel dancehall tutti ballano insieme, ma fuori dalla pista tornano le divisioni sociali e le responsabilità individuali.

In chiusura di puntata, l’atmosfera si distende nuovamente e le tematiche di unità e stabilità emotiva si adagiano in “Rocksteady”, un classico one drop arricchito dalle riconoscibili cifre del duo di dj/producer L’Entourloop.

"Despot"

Data di trasmissione

Inizio di puntata in stile Motown da casa Daptone Records con "All About Me" di Jalen Ngonda, seguita -inna dubplate style- da "Uptown Top Ranking" di Eva Lazarus, estratto dalla raccolta "Soundsystem Champions 2" di Mungo's Hi Fi.

Si prosegue con alcune brand new del 2025, che ammiccano alla -golden era- del reggae anni ’70 e alla -digital age- degli anni ’80.

Dal "Rootsman Riddim", prodotto da Escape Roots e uscito per Superchip Music, ascoltiamo l’ispirata "Weapon Of Choice" di YT, prima di dare spazio alla Roll & Record, con "Up There" del veterano Jolly Steward e "Troubled World" di Tenor Youthman, e alla  Fruits Records con "More Work To Be Done" di Young Kulcha, seguita da "My Son" di Earl 17, entrambi accompagnati dalla band svizzera The 18th Parallel. A seguire ancora liriche consapevoli e quantomai attuali con "Despot" di Sis Defenda, dal progetto Jah Catalyst di Tim Oldfield aka Don Fe.

Il compianto Sandeeno ci riporta alla spiritualità con una "Giving Thanks & Praise" che ha già qualche anno, ma che esce ora sull’etichetta francese Samuel Records, con lo zampino di Roberto Sanchez.

Al giro di boa lo sguardo cambia e le sonorità si fanno più minimali e rarefatte.

In scaletta la versione di Quindactiv di "Gwaan", tratta dall’EP sperimentale uscito per la neonata Cinta Gara Records, dove l’omonimo brano del catalano Sr. Wilson, prodotto insieme a Geliks, è declinato in più chiavi, e "Nature Taking Over" feat. Pupa Jim & Ras Tinny dello young veteran Alpha Steppa, che anticipa l’album "Crowned Eagle".

Ci soffermiamo ora su una voce emergente dall’isola di Giamaica, che viaggia prima negli Stati Uniti dalla Green Lion Crew per la ganja tune "I Smoke Pot" prodotta a quattro mani con Boostive, e attraversa poi l’oceano fino alla francese Bat Records per "Strongest Soldier",  nella quale si confronta con i Dub Shepherds sulla strumentale iconica di L. Thompson "I Love Marijuana".

Ritorniamo sull’isola nello studio di Winta James, produttore chiave del reggae contemporaneo, e ascoltiamo "At We Feet", terzo singolo estratto dall’album "The Art of Acceptance" di Protoj,  e prima collaborazione con Damian “Jr Gong” Marley.
Uno dei nomi che ha influenzato questa scena -Reggae Revival-  è  Ini Kamoze, che ritroviamo nel nuovo singolo degli Inna Vision "Keep Distance".

Nelle ultime due tracce, tra gli altri, ascoltiamo la voce di Eesah, un altro artista giamaicano di spicco nella scena contemporanea roots-reggae e dancehall.
La prima, "Badda We Badda", prodotta da Derrick Sound, è cantata con Brother Culture.
La seconda, che chiude la puntata, è "Muffin Kings", prodotta da L’Entourloop per Evidence Music, dove lo ritroviamo insieme a  icone della storia della dancehall come Hollow Point, Danny English, Echo Minott, Bunny General & Triston Palma.

Dubheart man

Data di trasmissione

Sedicesima puntata, della Stagione 25/26, di Militant Dub area sul 87.9 di Radio Onda Rossa.

In format tridente dub, e per iniziare il 2026, abbiamo proposto una puntata con tanta informazione durante la prima metà e ospiti della casa e musica per la seconda ora.

Per cominciare, con Samer abbiamo commentato il recente sequestro del presidente del Venezuela, Nicolàs Maduro, da parte delle forze armate degli Stati Uniti e abbiamo ricordato la storia di ingerenze degli USA nel territorio venezuelano, come l'odierna ingerenze dello Stato genocida d'Israele nelle politiche repressive italiane contro il movimento solidale con la Palestina. Poi, Bob ci ha commentato il dossier annuale dell'Associazione Antigone sulla situazione nell carceri italiane e la politica di sportwashing che porta avanti Israele.

Nella seconda metà della puntata abbiamo parlato con i fratelli Fax e Pit, outta Lion's Way Sound System, della terza edizione della serata a sostegno di Scarceranda che si è svolta a Strike il 10 gennaio. Grazie alle loro selections strictly vinyl abbiamo avuto tante good vibes, da subito dopo la prima tripletta del nostro Barabbas fino alla fine della puntata.

Buon ascolto!

 

La Playlist:

BARABBAS INTRO:
The Officinalis - A little beat of sunshine
The Regulators - Mannish water
Burning Spear - Dry & heavy
.
LION'S WAY SELECTIONZ:
Big Youth - Screaming Target
Burning Spear - Travelling
Barrington Levy - Blackheart Man
.
Winston Mc Anuff - Fear
The Officials - Babylonians
Naggo Morris - Su Su Pan Rasta
.
Dennis Brown - No more wars
Tony Tuff - Tell the youths
Earth Disciples - Forward inna Awah
.
Barry Brown - Ital rock
Travor Junior - I and I time
Desi Roots - Warning
Cornell Campbell - Two timer
Barry Brown - Cool pon yu corner
Derrick Parker - Black people
Charlie Chaplin - Borrowed time

 

The last dub before Christmas

Data di trasmissione

Quindicesima puntata -e l'ultima del 2025-, della Stagione 25/26, di Militant Dub Area sul 87.9 di Radio Onda Rosa.

Con la ciurma ridotta a Samer e Mariano, abbiamo proposto una puntata con un annalisi dello sgombero dell'Askatasuna, riproponendo alcune testimonianze, direttamente da Torino, andate in onda sulle frequenze ROR la mattina del giovedì 18 dicembre.

Nella seconda metà abbiamo ascoltato tanta musica grazie alle selections del nostro Samer.

Buon ascolto!

 

La Playlist:

Yellow Man - Santa Clous never comes to ghetto
Eek a Mouse - The night before Christmas
John Holt - Happy X-mas (war is over)

Dennis Brown - Easy take it easy
Jhonny Clarke - Judge not a man
Nucleus Roots - State of mind

Yami Bolo - Be still in Babylon
Barry Issac & Dougie Conscious - Political stormtrooper
Shako Lee - None a Jah Jah children
Mystical Powa - Warriors
Yehoud I - Brother
The Toyes - Smoke Two joints
The Disciples feat. Roberto Sanchez - Tell the children (disco mix)
 

Dub Heart

Data di trasmissione

Quattordicesima puntata, della Stagione 25/26, di Militant Dub Area sul 87.9 di Radio Onda Rossa.

Con la ciurma in tre, abbiamo proposto una puntata con informazione e fresh releases. Nella prima metà, Samer ci ha ricordato un nuovo anniversario della presa del cantiere di Venaus, nella Val di Susa. Poi ci ha riferito alcune notizie dalla Russia e sulla situazione dei campi profughi a Gaza. Invece, il nostro Bob ha commentato alcuni fatti recenti dello sport solidale con la Palestina e ha anche ricordato la strage di Piazza Fontana.

Durante la seconda ora abbiamo ascoltato tanta musica. Prima, con la presentazione di Black Heart, la nuova produzione dei Trees con Ras Santo in voce e un testo di full consciousness. Dopo, con la presentazione di due tracce del Volume 2 dei Bob Marley dubplates series, produzione recente dei Dynamic Stepper. E per finire, come è consuetudine, il nostro caro Barabbas ci ha regalato le sue selections per chiudere in belleza.

Buon ascolto!

 

La Playlist:

The Bandulus - Don't work
The Officinalis - Silver moon in Positano
The Juks - Mystic brew
.
Stevie wonder - Master Blaster
I Neurologici - Bologna
Easy Stars All Stars - Time
.
Welton Irie - Mr. Hornsman
Nicodemus - Boeman connection
Sister Nancy - Transport connection
.                                                                                                                                                                                                                                                      Trees feat. Ras Santo - Black Heart 
Dynamic Stepper Bob Marley dubplates series vol. 2 - Sun is Shining
Dynamic Stepper Bob Marley dubplates series vol. 2 - War
.
Jah Roots - King's music
Paul Saint Hilaire - One o'clock rock
Brizion - November Dub
Dj Saeg ft. Tino - Rockas to Rockas
Sir Racha Sound System feat. General TG - Unity style
YT meets Iration Steppas - What's wrong
Dubamorphose feat. Mi hai pirvan & Youthie - Romani skank (Original Mix)

Fondamentale#22 With Epilepsy Boyz

Data di trasmissione
Durata

All roads lead to RM so, per il passaggio del produttore dei Ragazzi Epilettici abbiamo improvvisato una session negli studi di ROR. 

Dalla Lucania: Ars e Sbrasbez, due membri dell'Epilepsy Family. 

Ars, rapper classe 2003, inizia sin da piccolo a scrivere testi ma l'incontro con Sbra stringe un forte sodalizio che lo spinge a collaborare con quest'ultimo nella "Leggerezza dell'astio" e a collaborare per il suo album da solista "La rottura".

Sbrasbez, produttore e beatmaker classe 2005. Il suo progetto nasce nel 2022 e pubblica ufficialmente il suo primo singolo con Ars nel 2023, "Ventuno Stili". Da lì si inaugura ufficialmente la presenza di Ars e Sbrasbez nel collettivo "Epilepsy" fondato da Tonio nello stesso anno.

Dub and friends for life

Data di trasmissione

Tredicesima puntata, della Stagione 25/26, di Militant Dub Area sul 87.9 di Radio Onda Rossa.

Con Samer, Barabbas e Bob abbiamo proposto, durante la prima ora, una puntata con informazione dell'Italia e di ciò che continua a succedere in Palestina sotto l'occupazione israeliana. Abbiamo anche commentato la manifestazione popolare che si è tenuta al Parco Sangalli, a Torpignattara, per impedire la presenza fascista che pretendeva di fare la sua propaganda politica.

Nella sconda metà abbiamo avuto come ospite nello Studio 2 di Via dei Volsci a Michael Exodus. Con lui abbiamo presentato alcune tunes del Volume 3 di "Riddims & Friends for Life", proggetto musicale collettivo per tenere viva la memoria di Andrea Presicce, aka No Finger Nails, e aiutare alla raccolta di fondi per la ricerca contro il cancro. Per chiuedere, il nostro ospite, ci ha regalato le sue selections con tante novità.

Buon ascolto!

battere e levare

Data di trasmissione

25 o'clock si incrocia durante una sera di novembre con una altra voce/stile di radio ondarossa: 1/3 di "le faremo sapere..." nonché promotore di altre mirabili imprese nell’etere radiofonico.
l'accordo prevede di percorrere, alternandosi, stili, tempi e luoghi lontani dal mainstream. il minimo comune denominatore le pulsazioni e le fughe atte a far agitare le ribelli zampette.
questo il risultato.

"The Harder They Fall"

Data di trasmissione
Durata

La puntata è dedicata a James Chambers aka Jimmy Cliff, superstar mondiale della musica Reggae e Pop venuta a mancare il 24 novembre scorso a Kingston all'età di 81 anni. 
Jimmy diventa eroe del popolo, e leggenda nella sua Giamaica, anche come protagonista del film "The Harder they Come" di Perry Henzell, citato come metafora di resistenza nel testo di "Guns of Brixton" dei The Clash, che ascoltiamo come cover proprio dalla sua voce.

"You see, he feels like Ivan
Born under the Brixton sun
His game is called survivin'
At the end of the harder they come"

L'intro acustica della puntata comprende anche "You Can Get It If You Really Want", e si conclude con una suggestiva interpretazione della canzone "Reggae Music", con la quale Jimmy risponde all'intervista KCRW radio nel 2012, per raccontare il parallelismo tra la storia di questa musica e il suo percorso artistico. 
A questo punto parte anche il nostro viaggio nella sua carriera, con lo ska degli anni 60 e le hits "Hurricane Hattie", "Miss Jamaica" e "Kings of Kings", registrate alla Beverly records di Leslie Kong. 
I primi successi internazionali arrivano poi con l'album "Hard Road to Travel", e il seguente "Wonderful World, Beautiful People", dai quali ascoltiamo le title tracks.
Entriamo quindi negli anni 70 con "Vietnam", e la soundtrack di "The Harder They Come", dalla quale ascoltiamo l'edit di "You Can Get It If You Really Want", scritta da Jimmy Cliff, ma famosa anche per la cover di Desmond Dekker. 
Prima di raggiungere gli anni 80, ci concediamo un brano più riflessivo, ovvero "Sitting in Limbo", che ci accompagna alla traccia più vicina al reggae e al rubadub della playlist, "Give The People What They Want" dall'album omonimo.
Negli anni 80 il Reggae è ormai conosciuto a livello mondiale, e Jimmi lo consacra al Pop con "Reggae Night", che "sgrassiamo" con il b side e la militante "Roots Radical".
Chiudiamo in acustico queta piccola monografia che ci ha parlato di resilienza, orgoglio, speranza e militanza, con la ballata fondamentale "Many Rivers To Cross".


 

Peace in Dub

Data di trasmissione

Undicesima puntata, della Stagione 25/26, di Militant Dub Area sul 87.9 di Radio Onda Rossa.

Finalmente in tre nello Studio 2 di Via dei Volsci, abbiamo proposto una puntata con informazione e qualche fresh release. Prima Samer ha commentato alcune notizie sulla repressione ai movimenti solidali con la Palestina e sul genocidio del popolo palestinese che lo Stato sionista d'Israele continua a portare avanti. Poi, Bob ci ha riportato alcune notizie di solidarietà con la causa palestinese nel mondo dello sport e qualche commento del corteo transfemminista del 22 novembre contro la violenza patriarcale.

Nella seconda metà abbiamo presentato due nuove produzioni del producer giapponese Mighty Massa in collaborazione con Johnny Osbourne e Judah Eskender Tafari. Per chiudere in belleza come sempre, il nostro caro Barabbas ci ha proposto le sue selections.

Buon ascolto!

 

La Playlist:

John Holt - Anywhere you want to go
The Skatalites - Ska a la parisienne
Phoenix City All stars - Seven days too Long
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Michael Prophet & Joseph Cotton - Rasta knowledge
Courtney Melody - Son of a man
Jah Batta - Informa (Watch it)
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Ras Angels - Babylon burning
Naggo Morris - False Rasta
Creole - Jah creation
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Johnny Osbourne - Freedom Ska
Judah Eskender Tafari - Peace in Ska
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Junior Roy - Jah Jah high side
Linval Thompson - Ain't no sunshine
Peter Youthman - Dancehall thing
Hughie Izachaar - War again
Vivian Jones - Leonard Orwell
Al Campbell - Path of the rigtheous
Willie Williams - Home Sweet Home
Hitman & Fiza - Braveheart
Rider Shafique & Natty Campbell - Babylon a fall