Palestina: i prossimi appuntamenti
Un aggiornamento sui prossimi appuntamenti per la palestina e contro il genocidio in corso
Un aggiornamento sui prossimi appuntamenti per la palestina e contro il genocidio in corso
Lettura delle lettere dal carcere del palestinese Ahmad Salem
Ahmad Salem, 24enne palestinese cresciuto in uno dei più grandi campi profughi palestinesi, Al-Baddawi, ha lasciato il paese per cercare un futuro. Dopo un primo passaggio in alcune città europee, è arrivato in Italia e si è presentato alla commissione territoriale di Campobasso per richiedere la protezione internazionale.
In quell'occasione, durante la procedura di identificazione, mentre mostrava alcune fotografie dei propri documenti, il suo telefono è stato ispezionato. Al suo interno sono stati trovati un video pubblicato su TikTok, in cui denunciava il silenzio della comunità internazionale e dei Paesi arabi di fronte alla guerra a Gaza, alcune conversazioni private e video delle Brigate Al-Qassam, già disponibili online e rilanciati anche da diversi media italiani e non. Questi contenuti sono stati però motivo di arresto e, successivamente, della condanna a 4 anni di carcere per istigazione a delinquere e auto-addestramento con finalità di terrorismo, in applicazione delle nuove norme (dl sicurezza 2025) sul cosiddetto "terrorismo della parola".
Questa storia sembra voler equiparare il sostegno alla causa palestinese come terrorismo e ampliare con approccio repressivo e autoritario l'uso del diritto penale vorso chi resiste e dissente. Il solo possesso di materiale digitale è motivo oggi di arresto e detenzione.
Inoltre, questa storia racconta anche la persecuzione delle istituzioni italiane verso le persone migranti trattate come minacce. Il desiderio di avere una vita vivibile viene trasformato in un inferno, quali sono le carceri italiane.
Questa sentenza non è un caso isolato, ma il riflesso di una strategia repressiva che colpisce chiunque denunci il genocidio e l'occupazione della Palestina.
Libertà per Ahmad Salem
FREE PALESTINE
Per scrivere ad Ahmad Salem l'indirizzo è:
Casa Circondariale di Rossano Calabro
Contrada Ciminata 1, 87064 Corigliano-Rossano (CS)
Sabato 25 luglio, verso le 22, un furgone ha investito una trentina di partecipanti del Christopher Street Day, il Pride istituzionale di Berlino e ucciso una donna. Dopo poche ore la polizia ha ucciso Abdul Ballout, un ragazzo di nazionalità tedesca e origine libanese, sotto osservazione da parte delle forze dell'ordine tedesche perché ritenuto un simpatizzante dell'Isis. Questo ha scatenato una narrazione mediatica che ha varcato i confini tedeschi per essere molto presente anche in Italia, una narrazione islamofobica e contro i movimenti lgbtiq che sostengono la causa palestinese, parlando di valori occidentali e dimenticando le vite queer. Fra l'altro, in contemporanea al pride ufficiale, si svolgeva in un altro quartiere di Berlino l'Internationalist Queer Pride,una manifestazione costruita dal basso che sostiene le lotte palestinese e delle persone razzializzate fortemente represso dalle forze dell'ordine.
Ne parliamo con un'esponente della Brigata transfemminista di Berlino e con un'altra compagna della città tedesca
Foto di Zaira Biagini
News sulla Palestina, sulla lotta in Italia e le iniziative a sostegno
Giovedì 30 luglio ore 21 Incontro online promosso da Rete #NOBAVAGLIO sul DDL Antisemitismo, si parlerà di come difendere la libertà di parola e contrastare ogni deriva autoritaria nel Paese. Per partecipare e ricevere il link di meet è necessario mandare una mail (oggetto: incontro 30 luglio) a nobavaglioprenotazioni@gmail.com
Ne parliamo dai microfoni della radio con Clara Habte giornalista della Rete NoBavaglio
di seguito l'appello:
La Rete #NoBavaglio esprime forte preoccupazione e contrarietà rispetto al disegno di legge sul contrasto all'antisemitismo, alle ultime battute dell'iter in Commissione Affari Costituzionale alla Camera, che rischia di essere approvato nel silenzio generale senza alcuna possibilità d'intervento rispetto al testo licenziato dal Senato lo scorso marzo. Un golpe estivo che restringerà ancora di più lo spazio civico in Italia e comprometterà la libertà d'espressione e di dissenso. Ci appelliamo a tutte le forze democratiche affinchè intervengano per scongiurare l'ennesima legge bavaglio e un'ulteriore deriva autoritaria nel nostro Paese. Il provvedimento, nella versione attuale, recepisce integralmente la definizione di antisemitismo dell'IHRA, inclusi gli indicatori applicativi, introducendo un margine interpretativo così ampio da poter colpire non solo la libertà d'espressione, ma anche il lavoro di associazioni, ONG e gruppi della società civile che documentano violazioni dei diritti umani e criticano le politiche del governo israeliano. Una norma formulata in questo modo rischia di trasformarsi in uno strumento di limitazione del dissenso, con effetti diretti sul giornalismo, sull'attivismo e sulla ricerca indipendente. Sarebbe infatti stata sufficiente la Legge Mancino (Legge 25 giugno 1993, n. 205), che sanzione e punisce penalmente l'incitamento all'odio e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, inclusi quelli di matrice antisemita. Ma visto l'iter ormai avviato chiediamo a tutte le forze democratiche in Parlamento di battersi affinchè venga adottata nel ddl la definizione della Jerusalem Declaration on Antisemitism (JDA), che distingue in modo netto l'antisemitismo dalle critiche legittime allo Stato di Israele, a differenza di quella ambigua dell'IHRA attualmente prevista. Rischio di censura online e interventi discrezionali dell'AGCOM . L'attuale formulazione, combinata con i poteri ampliati dell'AGCOM e con le recenti pressioni politiche, apre inoltre la strada a censure online, oscuramenti selettivi, richieste di rimozione contenuti e procedimenti amministrativi contro piattaforme, media indipendenti e utenti che esprimono critiche politiche legittime. L'assenza di criteri chiari e di garanzie procedurali potrebbe consentire interventi discrezionali, con un impatto diretto sulla libertà di stampa digitale, sulla circolazione delle informazioni e sulla possibilità di documentare violazioni dei diritti umani. Un simile scenario rappresenterebbe un precedente gravissimo nel panorama europeo. Per questo chiediamo con forza a tutte le forze democratiche di intervenire immediatamente, emendare il testo e adottare una definizione di antisemitismo chiara, rigorosa e rispettosa dei diritti fondamentali, come ha fatto il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti il 31 marzo 2026, scegliendo di non utilizzare più la definizione IHRA e di adottare la Jerusalem Declaration on Antisemitism (JDA). La JDA, redatta da studiose e studiosi di fama internazionale, distingue in modo netto l'antisemitismo dalle critiche legittime allo Stato di Israele, evitando le confusioni che negli ultimi anni hanno generato pressioni, intimidazioni e tentativi di censura verso giornalisti, attivisti, ONG e realtà della società civile. La decisione dell'Ordine dei giornalisti è un atto coraggioso e coerente con la difesa della libertà di informazione, del pluralismo e dei diritti umani. Il Parlamento sta invece procedendo nella direzione opposta: il testo attuale presenta gravi ambiguità, ampia discrezionalità applicativa e nessuna clausola esplicita che separi la critica politica dalla discriminazione identitaria. Le preoccupazioni espresse da Amnesty International Italia, da numerose ONG, da organizzazioni come BDS e da personalità ebraiche autorevoli non possono essere ignorate. Esperienze internazionali come documentato da Amnesty nel caso dell'Austria mostrano che l'uso politico della definizione IHRA può portare a censure, autocensura, restrizioni alla libertà accademica e ostacoli all'attività delle organizzazioni per i diritti umani.
La Rete #NOBAVAGLIO chiede al Parlamento di ascoltare le voci indipendenti che hanno sollevato allarmi fondati e avviare una pausa di riflessione. L'Italia non deve diventare il primo Paese dell'Unione europea ad adottare una norma che rischia di comprimere la libertà di parola, di stampa e di critica politica, in contrasto con gli standard internazionali di tutela dei diritti umani. La lotta all'antisemitismo è un dovere assoluto. Ma deve essere condotta con strumenti chiari, non discriminatori e pienamente rispettosi delle libertà fondamentali. La decisione dell'Ordine dei giornalisti indica la strada giusta: difendere i diritti senza sacrificare la democrazia e la lotta a qualsiasi forma di intolleranza, discriminazione e razzismo.
Dalla prefazione di Victor Hugo a "I miserabili" e le descrizioni del protagonista che esce dal carcere ancora con un odio non placato, alle proteste contro il disegno di legge recante "modifiche in materia di imputabilità del minore" delle associazioni, psichiatr, psicoanalist, operator sociali e di chi per le persone adolescenti vuole ascolto, relazione, spazi che possano essere vissuti per potersi narrare, per condividere e affrontare dubbi e paure. Tornando poi alle righe di Miller sull'errore del reprimere senza modificare le cause del disagio.
A fianco di Margherita del San Raffaele di Milano e alla sua/nostra lotta contro la mercificazione della salute.
A fianco dei palestinesi per la fine dell'appoggio dell'Italia al genocidio, martedì 28 e giovedì 30 luglio in presidio a piazza Capranica.
Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto dalla Palestina, ci informa di una situazione allarmante delle ultime ore nel distretto di Nablus, in Cisgiordania, dove, a causa di raid di coloni, in poche ore sono stati uccisi sei palestinesi. La situazione è resa ancor più drammatica dalle dichiarazioni di ministri del governo di Israele che chiamano azioni durissime il che fa temere un'escalation in un clima di campagna elettorale tutto giocato sui temi della sicurezza dalla destra al governo. In questo clima possiamo leggere anche l'ennesimo bliz di Ben Gvir che ieri si è presentato con nazionalisti ultrareligiosi e coloni sulla Spianata delle Moschee per la quale si minaccia in modo ripetuto la ricostruzione del Tempio. Rimane intanto gravissima la situazione della Striscia di Gaza dove Israele sta costruendo una barriera in corrispondenza della linea gialla e dove continuano ogni giorno bombardamenti, cannoneggiamenti, demolizioni che accompagnano la situazione umanitaria disastrosa.
Le iniziative in giro per l'Italia al fianco della popolazione palestinese e contro le guerre
aggiornamenti da una compagna di Torino sui minori arrestati in occasione della manifestazione proPal del 3 ottobre 25
rassegna settimanale sugli appuntamenti della settimana e le principali notizie sulla Palestina.