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L'uccisione della giornalista Shireen Abu Akleh

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Durata 39m 20s

Con il giornalista de Il manifesto Michele Giorgio commentiamo l'uccisione della giornalista di Al Jazeera Shireen Abu Akleh mentre faceva il suo lavoro a Jenin. Su chi ha ucciso la giornalista non ci sono dubbi visto che in quel momento e in quella zona era presente solo l'esercito israeliano. Inoltre dalle immagini si sente benissimo il suono di proiettili da sempre solo in dotazione all'IDF. Nella giornata di ieri inoltre la polizia israeliana ha caricato violentemente il funerale che si stava svolgendo a Gerusalemme, cercando addirittura di far cadere la bara, tenuta saldamente dalla comunità palestinese. Azioni ignobili a conferma che nei territori occupati e a Gerusalemme non è possibile far sventolare una bandiera palestinese,

Jenin: assassinata Shireen Abu Aqle giornalista palestinese

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Questa mattina, mercoledi 11 maggio,le forze di occupazione israeliane (IOF) hanno assassinato la giornalista di Al Jazeera Shireen Abu Aqle, mentre seguiva le operazioni israeliane nella città di Jenin in Cisgiordania.

In un comunicato stampa, Al Jazeera ha affermato che le forze di occupazione israeliane “hanno assassinato a sangue freddo la sua corrispondente,solo per impedire ai media di svolgere il proprio dovere”.

Ne parliamo con Bassan, giornalista palestinese.

Gerusalemme ti chiama

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Presidio per rompere il silenzio sulla Palestina Venerdì 6 Maggio 2022 a Piazza dell' Esquilino h 18.00

Ne parliamo con Bassan,giornalista palestinese, di seguito l’appello:

GERUSALEMME TI CHIAMA!

Anche quest’anno, si è ripetuto il solito copione, con ancor più atrocità: durante il mese del Ramadan, gli oppressori israeliani hanno intensificato le violenze e i saccheggi ai danni della popolazione palestinese. Approfittando della distrazione generale, focalizzata sulla guerra in Ucraina, i sionisti hanno devastato la Moschea Al-Aqsa a Gerusalemme, sito sacro ai musulmani di tutto il mondo, invadendola e lasciandola allo scempio dei coloni ebraici, scortati da un gran numero di soldati che non hanno esitato ad esplodere granate stordenti e gas lacrimogeni. I fedeli musulmani, sono stati allontanati con proiettili di gomma e manganellate, senza distinzione alcuna tra uomini, donne, anziani, bambini, giornalisti, paramedici. Allo stesso modo, ai Palestinesi cristiani è stato impedito di raggiungere i propri luoghi di culto in città. Solo dall’inizio del Ramadan, sono stati uccisi decine di Palestinesi, e Gaza è stata nuovamente bombardata. In questo modo, lo scopo dei sionisti è quello di esacerbare gli animi, devastare il morale civile, radicalizzare la popolazione e strumentalizzare le questioni religiose, trasformando agli occhi del mondo che per loro conta l’Occidente la vittima in estremista. Rispetto alla consuetudine cui ormai siamo costretti ogni anno da molto tempo, oggi tutto questo è reso ancor più insopportabile dalla doppia morale dei nostri governi: le “vesti strappate” per le vittime innocenti in Ucraina, non sono minimamente riproposte per un’identica guerra d’invasione che si consuma da decenni, quella israeliana ai danni dei Palestinesi, tra il silenzio-assenso della stampa nostrana. Non intendiamo avallare un silenzio complice, e diciamo NO a questa scia interminabile di violenza e sopruso! Il cuore della Palestina, Gerusalemme, è ferito e non possiamo permetterci di restare in silenzio!

Vi invitiamo a rompere questo silenzio assordante e di partecipare al PRESIDIO il 6 MAGGIO 2022 A PIAZZA DELL'ESQUILINO dalle 18.00 alle 19.00 "La Resistenza di un oppresso è lotta di tutti!"

Giovani palestinesi uccisi dallo IOF a Jenin e Gerico

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Ahmed Masad, 21 anni, della città di Burqin, è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti dalle forze di occupazione israeliane (IOF) durante l’invasione del campo profughi di Jenin, all’alba di oggi mercoledi 27 aprile; Ahmad Ibrahim Oueidat, 20 anni, è stato colpito con un proiettile alla testa durante un raid dell’esercito israeliano nel campo profughi di Aqbat Jabr, a sud di Gerico, lunedì 25 aprile.

Dell’aggravarsi della situazione in Palestina ne parliamo con un compagno palestinese dell’UDAP.

Palestina: Cisgiordania sotto attacco

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Continuano gli attacchi di Israele in Cisgiordania, in particolare nella città di Jenin, ma anche a Nablus un giovane avvocato palestinese è stato ucciso e sono decine i feriti.

Il Comitato delle fazioni nazionali ed islamiche di Gaza ha deciso che il prossimo venerdì sarà un “giorno di rabbia e sostegno” a Jenin ed ha rivolto un appello ai Palestinesi nei Territori occupati, in diaspora ed ai cittadini palestinesi di Israele per organizzare attività popolari in supporto alla città.

Nella striscia di Gaza la crisi economica si fa sempre più forte. Le famiglie palestinesi sono duramente colpite dall’aumento dei prezzi alimentari  globali e molte stanno lottando per soddisfare i loro bisogni primari. La dipendenza dalle importazioni e i vincoli imposti loro dalla continua occupazione militare israeliana, dalla violenza dei coloni e dall’appropriazione della terra stanno aggravando la crisi alimentare.

Ne parliamo con un compagno palestinese della striscia di Gaza.

A venti anni dal massacro di Jenin

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Venti anni fa l’esercito israeliano ha bombardato e assaltato il campo profughi di Jenin per oltre dieci giorni. Era parte dell’operazione israeliana “Scudo Protettivo” durante la quale Israele ha inviato truppe nel cuore delle sei principali città della Cisgiordania occupata e nei villaggi e i campi profughi vicini, che erano sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese.

Di cosa è cambiato, delle lotte, delle molte forme della resistenza palestinese e di come se ne parla nel mondo
ne parliamo con la Coordinatrice delle relazioni internazionali e membro della segreteria internazionale del Comitato Nazionale Palestinese per il BDS.

In ricordo di Rachel Corrie

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Rachel Corrie, 23 anni, attivista statunitense dell’ International Solidarity Movement, è stata assassinata il 16 marzo 2003, schiacciata da un Caterpillar israeliano. Rachel tentava di evitare che la ruspa demolisse l'abitazione di un medico palestinese nella Striscia di Gaza.
Nelle sue ultime lettere racconta ai familiari la Palestina che ha conosciuto e della forza straordinaria del popolo palestinese.

La ricordiamo insieme a Luisa Morgantini