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Il CPR di Palazzo San Gervasio uccide ancora

Il CPR di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, ha ucciso ancora. Si è diffusa la notizia della morte di una persona reclusa, un cittadino tunisino di 30 anni e della protesta dei suoi compagni, di incendi e dell'intervento repressivo di polizia, carabinieri e guardia di finanza, di altri feriti tra i reclusi, dell'arrivo di una ambulanza e un'eliambulanza. Suad aveva saputo di dover stare dentro il CPR per 90 giorni, deriso e con una insofferenza forte si è buttato giù dalle grate. Non si tratta di un suicidio ma di un omicidio della detenzione amministrativa. 

'Dentro l'uniforme', il nuovo reportage di 'Il fattore umano'

In onda questa sera su Rai 3, alle ore 11.10, la terza puntata della stagione estiva della trasmissione di inchiesta "Il fattore umano". Il reportage di stasera, dal titolo "Dentro l'uniforme", è dedicato a un'investigazione all'interno dell'esercito degli Stati Uniti d'America.

Ai nostri microfoni Luigi Montebello, autore e regista della trasmissione

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SpinTime: continua il presidio, abitanti ancora in strada

Dopo due notti in strada, ancora non viene data la possibilità alle persone residenti di Spin Time di rientrare dopo l'incendio che sembra essere diventato un pretesto per chiudere la struttura.

L'appello è andare a dare sostegno, soprattutto nel pomeriggio, dalle 14.

Il secondo audio è la conferenza stampa. 

L'Aquila: presidio per il suicidio di un'allieva della scuola GdF

Era notizia di due anni fa l’accusa per stupro e lesioni aggravate nei confronti di un capitano della Guardia di Finanza, denunciato da un’allieva della Scuola Sottufficiali dell’Aquila. Altri tre istruttori furono indagati per maltrattamenti e per aver creato un gruppo WhatsApp in cui condividevano foto e commenti sulle allieve. Nella chat circolavano messaggi come: «È troppo bona, la caccia è aperta per punirla…». Il 6 maggio il capitano istruttore è stato ammesso al rito abbreviato.

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In Arabia Saudita continuano le esecuzioni capitali di cittadini etiopi

In Arabia Saudita continuano purtroppo le esecuzioni capitali, arrivate dopo processi sbrigativi e privi di garanzie per gli accusati, di cittadini etiopi accusati di detenzione e commercio di sostanze stupefacenti. Dopo un periodo di relativa calma sarebbero state eseguite cinque esecuzioni nelle ultime ore mentre decine di persone sono in attesa nei bracci della morte.

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