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Anarchia

Con Sara e Sandro

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Ci stringiamo alle compagne e compagni, in un momento di dolore in cui la campagna mediatica è come al solito diffamatoria crediamo sia importante ribadire un orizzonte comune per la libertà. 
Diamo lettura di alcuni dei comunicati che stanno uscendo in questi giorni. Il comunicato che segue ci è arrivato per mail: 



A Sara.* *

* *La rivoluzione ha perso il suo fiore più bello.* *

* Come Compagni e Compagne che ti hanno conosciuta molti anni fa e con te hanno attraversato percorsi comuni lungo il cammino verso il Comunismo, vogliamo dedicarti alcune parole per rendere giustizia e onore alla persona che eri. Dalle lotte territoriali a quelle degli studenti, dall'organizzazione dei lavoratori alla lotta per il diritto alla casa, ci sei sempre stata, in prima fila, mettendo tutta te stessa nella lotta per una società libera dallo sfruttamento e dall'oppressione. Durante la tua esperienza umbra ti sei progressivamente avvicinata agli ambienti anarchici, animando, con la stessa energia che ti ha sempre contraddistinta, le realtà di cui hai fatto parte, continuando la lotta a fianco degli sfruttati, nel solco di un'idea rivoluzionaria votata all'Anarchia. Nel corso della tua vita hai affrontato molti momenti difficili che ci accomunano tutti: precarietà, bassi salari e disoccupazione. Le difficoltà che hai incontrato ti hanno resa più tenace, forte e determinata e, forse, l'impotenza contro questa società totalizzante - in cui il termine "democrazia" viene svuotato di senso e utilizzato per mascherare le pratiche capitaliste votate allo sfruttamento dell'essere umano sull'essere umano, sull'ambiente e sugli animali - ti ha spinta verso scelte sempre più estreme. Sposiamo il tuo spirito combattivo allo stesso modo con cui rivendichiamo le prospettive rivoluzionarie enunciate nel tuo, ormai famoso, intervento in aula di tribunale: siamo nemici dello Stato, delle sue leggi e delle sue istituzioni; lottiamo per una società libera dallo sfruttamento e dall'oppressione della classe proletaria, per un'esistenza di eguaglianza tra tutti gli uomini e tutte le donne. In questi giorni, i giornali italiani si affrettano a descrivere la tua vita e le tue gesta politiche cercando di criminalizzarti, trasformandoti in un mostro assassino, una spietata terrorista. Ma sono ben lontani dalla verità. Conosciamo l'odio che anima quei vili pennivendoli prezzolati con cui ogni giorno viene falsificata la realtà, trasformando il carnefice in vittima e la vittima in carnefice. Siamo coscienti del tentativo di criminalizzare le lotte condotte dai Compagni anarchici come di chiunque abbia il coraggio e la volontà di alzare la testa per combattere questa società capitalista e infame. Oggi ricordiamo con rabbia e dolore la nostra Compagna Sara. Eri una ragazza giovane, sorridente, generosa, altruista, disponibile ad ascoltare e a sostenere chiunque nei momenti di difficoltà. Non hai mai lasciato indietro nessuno. Nonostante i diversi percorsi che abbiamo intrapreso sarai per sempre nostra Compagna, nostra amica, nostra sorella. Continuerai a vivere nelle nostre lotte per una società altra e libera.
*Siamo fieri di aver militato al tuo fianco.*
I tuoi Compagni Le tue Compagne

La Contro COP Anarchica a Belém

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I movimenti anarchici dell’Amazzonia organizzano una Contro-COP autonoma e senza figure istituzionali, a differenza della Cúpula dos Povos, conclusasi domenica, giudicata troppo vicina al governo Lula.


Abbiamo intervistato due compagni del CCLA (Centro de Cultura Libertária da Amazônia) per i quali la COP30 si configura come un grande palcoscenico per lo Stato borghese e le multinazionali, marcata dalla forte presenza di lobbisti del petrolio e del settore minerario. Riflette una disputa interna alla borghesia globale: da un lato chi vuole mantenere l’economia dei combustibili fossili, dall’altro chi promuove la transizione energetica basata sull’estrazione di terre rare e sulla finanziarizzazione della natura, come il mercato del carbonio. Entrambi i fronti mirano a trasformare l’Amazzonia in laboratorio del capitalismo verde. Inoltre, la presenza di ministri come Marina Silva (Ministra dell'Ambiente) e Sônia Guajajara (Ministra dei Popoli Indigeni), di Guilherme Boulos (Ministro della Segreteria Generale) e di André Corrêa do Lago (Presidente della Cop30) durante la Cúpula dos Povos avrebbe neutralizzato le spinte più radicali. 


La Contro-COP anarchica propone dibattiti, assemblee e iniziative internazionaliste ispirate all’ecologia sociale di Murray Bookchin, sostenendo che non esiste sostenibilità senza rompere con capitalismo, patriarcato e razzismo strutturale.
Parallelamente, evidenziano altre lotte territoriali, come la Marcha da Periferia, che denuncia genocidio del popolo nero, avanzata delle milizie fasciste e gentrificazione accelerata dai lavori per la COP. Nella regione del Baixo Tapajós collaborano inoltre ai processi di autodermarcazione delle terre indigene, considerati strumenti essenziali di autodifesa comunitaria.


Per i militanti, l’anarchismo resta una tradizione viva nella lotta sociale contemporanea e rappresenta una proposta concreta per un futuro basato su autonomia, mutualismo e buen vivir.

 

Per maggiori info: 

https://cclamazonia.noblogs.org/

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Le popolazioni anarchiche dell'Asia

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In Asia c'è un'enorme catena di montagne che attraversa l'Asia, dal nord-est dell'India sino al Vietnam, una ragione che si chiama Zomia, che rappresenta una zona di fuga dove si esercitano forme di vita collettiva, costruite per non essere governate. Partendo da questa prospettiva, analizzata anche attraverso il libro dell'antropologo e politologo James C. Scott "L'arte di non essere governati", pubblicato in italiano nel 2009, riflettiamo su anarchia, margine, linee di sviluppo storico e intersezionalità delle lotte.

È morta Licia Rognini Pinelli

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Ieri 11 novembre 2024 è morta 96 anni Licia Rognini che per tutta la vita ha lottato per far emergere la verità sull'omicidio del marito Giuseppe Pinelli. Ai nostri microfoni il ricordo e la testimonianza di Roberto Gargamelli che, insieme a Pietro Valpreda e ad altri militanti anarchici, fu arrestato per la strage di piazza Fontana e costretto a subire un'odissea giudiziaria durata decenni.

Manifestazione per Lorenzo Orsetti "Tekoser"

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FIRENZE - DOMENICA 31 MARZO
GIORNATA NAZIONALE per ORSO "TEKOSER" e per TUTTI/E I/LE COMBATTENTI per la LIBERTA'

Concentramento ore 15.00 in Piazza Leopoldo a Firenze verso la fortezza

Per Orso, Per Tekoser

Il 18 marzo è arrivata la terribile notizia dell’uccisione di Orso, compagno fiorentino partito per il Kurdistan nel settembre 2017.
Lorenzo, nome di battaglia “Tekoser – Combattente”, si è unito alle YPG-YPJ per portare avanti i propri ideali di libertà, uguaglianza e solidarietà. Lo ha fatto dando tutto se stesso, mettendo in discussione la propria esistenza.

E ricordino tutti, avvoltoi e politicanti, che oggi vorrebbero fare di un compagno un eroe che è andato a combattere l’ISIS quasi in nome dei valori occidentali, che non è possibile ridurre la sua scelta a questo; che Orso era in Rojava ed in Siria per affermare i propri ideali di antifascismo e anticapitalismo, perché credeva che ognuno di noi deve fare la sua parte nella costruzione di una società più giusta e libera da rapporti di dominio, e aveva scelto di farlo sostenendo la rivoluzione portata avanti dal PKK e difesa da migliaia di compagni/e kurdi, arabi, assiri, ezidi e da centinaia di altri internazionalisti come lui.

Ricordare Orso vuol dire proseguire nella lotta, in Italia come in Kurdistan, continuando a manifestare a sostegno del movimento kurdo, sostenere gli scioperi della fame dei prigionieri kurdi in Turchia, denunciare ed attaccare il ruolo dell’Italia e della Ue nelle guerre e nello sfruttamento.

Lorenzo non è un eroe, è un compagno che ha fatto una scelta profonda, mettendo anche noi di fronte alle nostre responsabilità, alle nostre scelte, e l’ha fatto NON per ODIO ma per AMORE.

“E ricordate sempre che ogni tempesta comincia con una singola goccia. Cercate di essere voi quella goccia. Vi amo tutti spero farete tesoro di queste parole. Serkeftin- Vittoria!” – dalla lettera di addio di Tekoser


 

Corrispondenze dal corteo.

Gaetano Bresci: storia di un anarchico che uccise il re.

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Chi fu Gaetano Bresci?

 


Materiali per approfondire:

- A. Petacco, "L'anarchico che venne dall'America", Milano 1969;
- M. Ortalli, "Gaetano Bresci. Tessitore, anarchico e uccisore di re", con presentazione di A. Celestini, Nova Delphi, Roma 2011;
- P. Pasi, "Ho ucciso un princìpio. Vita e morte di Gaetano Bresci, l'anarchico che sparò al re", con illustrazioni di F. Santin, Elèuthera, Roma 2014.

 


Nella registrazione trovate anche un aggiornamento della redazione di ROR 87.9 dalla Val Susa sulle novità della mattinata di lotta.