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Cisgiordania

Palestina: repressione israeliana contro studenti e comunità beduine

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In questo redazionale abbiamo avuto come ospite in studio a Via dei Volsci il Prof. Munir Nuseibah, giurista e professore di  diritto internazionale, Direttore del Community Action Centre - Gerusalemme Est, che si batte per i diritti dei palestinesi, nonché Direttore della Clinica Legale per i Diritti Umani dell'Università palestinese di Al-Quds, che lavora con le comunità beduine e studenti. Abbiamo parlato del suo lavoro accademico e della situazione a Gerusalemme Est, nonché della repressione delle organizzazioni studentesche palestinesi e studenti in generale, ma anche della violenza dello Stato d'Israele contro le comunità beduine della Cisgiordania.

Il Prof. Nuseibah si trova a Roma per fare un visiting presso l'Università Roma Tre.

Notizie dalla Palestina occupata

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In una corrispondenza con Meri, che si trova in Giordania, diamo un breve aggiornamento sulla situazione del paese, dove si trovano numerosi esponenti della cooperazione internazionale a cui Israele ha vietato l'accesso nella Palestina occupata. La situazione in Giordania è caratterizzata dagli attacchi alla basi statunitensi lì presenti, nel quadro del conflitto tra USA-Israele e Iran. Passiamo poi a parlare di Gaza, dove le condizioni di vita sono catastrofiche, nonostante i Gazawi continuino a resistere al genocidio: le frontiere sono chiuse e non sono disponibili aiuti; in assenza di corridoi umanitari, le difficoltà di chi ha necessità di uscire da Gaza per motivi di salute sono enormi. In Cisgiordania, invece, l'occupazione territoriale israeliana continua ininterrotta e gli attacchi dei coloni si fanno sempre più violenti: continuano ad essere attaccati villaggi e campi profughi, alcuni dei quali sono stati evacuati, come nel caso di Jenin, con spostamenti forzati della popolazione palestinese. A livello diplomatico internazionale, alcune nazioni continuano a chiedere a Israele di fermare l'espansione degli insediamenti e il blocco delle merci ma senza ottenere alcun risultato. In Israele, invece, si sono registrate proteste di parti della società civile israeliana contro il sionismo, violentemente represse dalla polizia israeliana.

Palestina il genocidio non si ferma

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Gaza ieri martedì 4 agosto è stata protagonista di uno dei più grandi funerali nella storia della causa palestinese, con la sepoltura dei corpi di 112 palestinesi recuperati dalle macerie dopo un lungo lavoro. La crisi dovuta al blocco degli aiuti umanitari fa si che chi non muore sotto i bombardamenti, muore per mancanza di cure mediche o per fame. Intanto in Cisgiordania gli attacchi dei coloni si moltiplicano nel tentativo di espellere la popolazione palestinese dalla propria terra e dalle proprie case.

Ne parliamo con Meri che ci aggiorna sia su Gaza che sulla Cisgiordania.

Palestina: si muore di caldo, macanza di igiene e attacchi israeliani

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Michele Giorgio, corrispondente de Il manifesto traccia un aggiornamento della situazione realmente disastrosa nella striscia e in Cisgiordania in un silenzio mediatico pericolosissimo. nella Striscia si muore per gli attacchi dell'Idf che infrange continuamente la tregua col pretesto di attaccare Hamas ma la situazione è drammatica anche per la mancanza di acqua, cibo, medicinali. Non migliora la situazione in Cisgiordania e nelle carceri israeliane dove "spariscono" centinaia di persone palestinesi. 

Coltivare i campi: il campo profughi di Dhieisheh

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Parliamo del documentario "Coltivare i campi", incentrato sulle condizioni di vita all'interno del campo profughi di Dhieisheh, in Cisgiordania, che verrà presentato Venerdì 24 aprile 2026, alle ore 17:00, alla Casa Internazionale delle Donne (sala Lonzi), all'interno di un'iniziativa più ampia. L'idea del documentario è nata dall'intenzione di mostrare con chiarezza quale sia la vita all'interno di un campo profughi che, ad oggi, conta più di 20.000 persone costrette su un'area di circa 1,5 km quadrato, cercando di offrire uno spaccato emotivo che rendesse ragione, in primo luogo, della dimensione della precarietà quotidiana, ma anche delle innumerevoli testimonianze di resistenza e della profondità delle relazioni umane. Durante le riprese, sono stati realizzati laboratori creativi per bambine e bambini e avviate azioni di sostegno concreto alla popolazione palestinese. Il documentario viene proposto anche nelle scuole, sia pure con grandi difficoltà a causa della censura imposta dai vertici del Ministero dell'Istruzione alla solidarietà con la popolazione palestinese. La presentazione sarà anche un momento di raccolta fondi per la prossima missione e per continuare i progetti educativi sul territorio.

Palestina: il battito della terra

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In questo redazionale abbiamo avuto come ospite allo studio di Via dei Volsci a Lucy, compagna di Bread and Roses Bari dell'Associazione Solidaria, che lavora nel ambito dell'agroecologia. Con lei abbiamo parlato del proggetto di solidarietà internazionalista che Solidaria porta avanti insieme al PAC (Popular Art Center), di Ramallah, che si occupa di cultura palestinese e agricoltura supportando una rete cooperativa agroecologiche. 

Lucy ci ha raccontato del loro viagio in Cisgiordania, tra ottobre e novembre del 2025, e di com'è la resistenza del popolo palestinese attraverso la protezione e cura della propria terra, come forma di sostentamente per le persone ma anche come una forma di lotta contro l'occupazione sionista.

Oltre ai proggetti nell'ambito dell'agroecologia, la collaborazione tra Solidaria e PAC ha prodotto un documentario chiamato "The heartbeat of the land", con voci e immagini della resistenza quotidiana in Cisgiordania.

 

Non spegniamo i riflettori sulla Palestina

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In una lunga corrispondenza, diamo un aggiornamento sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania, commentando tra l'altro il diniego imposto da Israele a tutta la cooperazione internazionale di operare in Palestina. Mentre gli occhi del mondo sono ormai rivolti altrove, a fronte di una situazione sul campo sempre più drammatica, nel silenzio ufficiale dei governi, Israele ha deciso di eliminare completamente gli aiuti e la solidarietà internazionale, isolando e invisibilizzando la popolazione palestinese. Particolarmente esposti, i campi profughi e i villaggi più isolati della Cisgiordania, che vengono fatti oggetto dei violenti attacchi dei coloni e dell'IDF e che sono destinati alla completa cancellazione. In questo contesto, è stata recentemente organizzata da Israele, con voli a pagamento, un'evacuazione "volontaria" da Gaza per diverse famiglie palestinesi, che sono state condotte in regioni diverse dell'Asia o in Sud Africa; a questo scopo, è stata appositamente creata da Israele una nuova ONG. Nonostante tutto ciò, si continua da molte parti a lavorare "dal basso" per portare aiuti in Palestina e ad organizzare mobilitazioni e campagne di sensibilizzazione.

Palestina. Resistere con la cultura

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In studio, con una compagna e un compagno, tornati da un viaggio in Palestina, facciamo il punto sulla situazione in Cisgiordania, dove la popolazione palestinese continua ad essere oggetto delle violente aggressioni dei coloni e dell'IDF; in particolare, l'accesso all'acqua per i palestinesi è limitato, con erogazioni ridotte a qualche giorno a settimana; i pozzi vengono sistematicamente cementificati dall'esercito e le falde sono inquinate dagli sversamenti di industrie israeliane; inoltre, in tutta la Cisgiordania si respira un clima di paura, stanchezza e dolore, anche a seguito delle notizie che arrivano da Gaza, dove la tregua non è mai iniziata e il genocidio continua. Passiamo quindi a tracciare un quadro delle future mobilitazioni a fianco della popolazione palestinese, nella consapevolezza che è necessario tenere alta la guardia anche su quanto accade più vicino a noi. Parliamo del corteo previsto per sabato 13 dicembre, con concentramento alle ore 14:00 a Piazza Vittorio, e dell'iniziativa "Radici creative. Resistere con la cultura" che si svolgerà domenica 14 dicembre, alle 10.30, al Parco Garbatella  in via Rosa Raimondi Garibaldi, dove verranno presentate due campagne, la prima per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi e la seconda per avviare la raccolta fondi a favore del campo invernale del "Jenin Creative Cultural Centre", le cui attività, dedicate ai bambini, costituiscono un'importante forma di resistenza quotidiana della popolazione della Cisgiordania.