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errekaleor

La censura delegata ai privati

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Meno di una settimana fa, Facebook ha chiuso molti profili di fascisti in Italia. Aldilà del dibattito su censura e antifascismo, vogliamo parlare di come è successo che la censura venga non solo svolta, ma addirittura demandata ai privati.
Ripercorriamo con questo pretesto una brevissima storia del web dal punto di vista della centralizzazione e della censura, cercando di trovare i motivi che hanno portato a questa nuova situazione.

In una corrispondenza presentiamo l'hackmeeting iberico: 20-21-22 a errekaleor (Gasteiz / Vitoria).

Ultima notizia: l'ICE limita l'accesso ad un numero verde di aiuto legale ai migranti detenuti dopo una puntata di Orange Is the New Black in cui questo numero verde veniva mostrato, guadagnando così notorietà.

Errekaleor Bizirik

Data di trasmissione
Durata 9m 12s

Sabato 22 aprile a MILANO - Incontro con gli occupanti del quartiere Errekaleor Bizirik di Gasteiz

Milano, 22 aprile 2017
ore 13.00 Pranzo in quartiere Ticinese (via Gola) - Milano
ore 15.00 presentazione dell’esperienza dell’occupazione di Errekaleor Bizirik - Il QUARTIERE OCCUPATO E AUTOGESTITO di Gasteiz (Paese Basco)
ore 16.00 giro in quartiere

L'esperienza di “Errekaleor Bizirik” nasce nel settembre del 2013 nella periferia di Vitoria/Gasteiz (Paesi Baschi).
L'obiettivo degli occupanti é stato da subito quello di creare una zona autonoma attraverso l'autogestione del territorio e l'autoproduzione degli alimenti per sottrarla all'abbandono e alla speculazione edilizia.
Esiste un orto, un panificio, un cinema e una radio; vengono fatte attività culturali, politiche e sociali.
É una delle esperienze europee più vive e interessanti.

Organizza: Comitato di Lotta Casa Territorio - Ticinese Milano / @EHL MILANO (Amici e Amiche del paese basco)
Info: ehl.milano@gmail.com

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PRESENTAZIONE DEL QUARTIERE OCCUPATO E AUTOGESTITO “ERREKALEOR BIZIRIK”

L'esperienza di “Errekaleor Bizirik” nasce nel settembre del 2013 con l'occupazione del primo stabile del quartiere “Errekaleor” nella periferia di Vitoria/Gasteiz (Paesi Baschi). L'obiettivo degli occupanti é stato da subito quello di creare una zona autonoma attraverso l'autogestione del territorio e l'autoproduzione degli alimenti per sottrarla all'abbandono e alla speculazione edilizia.

La costruzione degli edifici avvenuta nel biennio 1959/60 fu voluta dalla Chiesa per ospitare gli operai che migravano dal sud della Spagna per cercare lavoro in fabbrica e una migliore sistemazione. All'epoca il quartiere che poteva contare su una capienza di 199 abitazioni ospitava all'incirca 1000 persone.

La popolazione del quartiere, caratterizzata da una forte componente operaia, è partecipe e attiva all'interno dei partiti politici e dei sindacati comunisti. Nel 1976 uno degli abitanti del quartiere è rimasto vittima di un grave atto intimidatorio da parte delle forze dell'ordine che hanno assaltato una delle chiese di Gasteiz dove si stava svolgendo un'assemblea operaia lasciando a terra oltre a Romualdo Barroso altri 4 compagni.

Nei decenni 1980-1990, quando la produzione industriale inzia a calare e gli operai a essere licenziati, il quartiere vive un momento estremamente difficile, in quanto molti degli abitanti vengono ridotti alla povertà. Nel successivo periodo tra il 2000 e il 2013, durante il boom immobiliare, molti abitanti vengono incentivati, attraverso finanziamenti del Comune, ad abbandonare le proprie abitazioni. L'obiettivo era quello di demolire completamente il vecchio quartiere popolare per far posto a nuove e più costose abitazioni di lusso.

Tutto questo cambia quando però durante il mese di settembre del 2013 viene occupato il primo palazzo e si dà inizio al progetto “Errekaleor Bizirik!”.

Ora il quartiere ha ripreso vita grazie all'impegno quotidiano di una comunità di oltre 140 persone che abitano e si autorganizzano per creare una nuova forma di vita. A partire dalla soluzione abitativa, ma includendo anche l'aspetto economico, culturale e sociale, si lotta per opporsi e sottrarsi completamente alla mercificazione e allo sfruttamento della vita capitalista. Tutto questo può avvenire grazie ai momenti assembleari dove si creano spazi di confronto tra gli abitanti e grazie all'autogestione delle attività e la cura degli spazi comuni.

Le attività che animano il quartiere sono:

Per un'alimentazione alternativa si autoproducono prodotti agricoli nei campi circostanti il quartiere e uova dalle galline. Esiste inoltre un piccolo panificio che oltre a sfamare gli abitanti del quartiere, fornisce pane anche agli abitanti dei quartieri circostanti. Per una cultura libera si organizzano seminari, lezioni di lingua basca, momenti di autoformazione, film, spettacoli, mostre d'arte all'interno del centro sociale. Le attività sportive che la palestra popolare offre variano dalla pallamano alla boxe e ai tessuti aerei. Una radio libera è in costruzione.

Immagine rimossa.