Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa !

milano

24 Febbraio, Milano: corteo nazionale per la Palestina

Data di trasmissione
Durata 8m 1s

Sabato 24 Febbraio ci sarà il corteo nazionale a sostegno della Palestina, abbiamo sentito un compagno palestinese di Milano che ci ha raccontato come sarà strutturata la giornata e quali saranno le componenti del corteo.

Di seguito il comunicato:

 

FERMIAMO IL GENOCIDIO A GAZA E IL COLONIALISMO SIONISTA

SOSTENIAMO LA RESISTENZA DELLE MASSE PALESTINESI

A 2 anni dall’inizio del conflitto Nato-Russia in Ucraina, riilanciamo la mobilitazione contro le guerre imperialiste e la corsa al militarismo a scala mondiale.

Costruiamo l’opposizione di classe al governo Meloni e alle sue politiche antioperaie e guerrafondaie.

VENERDI 23 FEBBRAIO SCIOPERO NAZIONALE

SABATO 24 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE NAZIONALE A MILANO

Da oltre 3 mesi prosegue senza sosta la mattanza nella Striscia di Gaza condotta da Israele col sostegno del “democratico” occidente: oltre 25 mila morti palestinesi, in larga maggioranza bambini, donne e anziani.

Intere città letteralmente rase al suolo; scuole, ospedali e luoghi di culto bombardati senza pietà; centinaia di giornalisti ed operatori sanitari uccisi: questo il “messaggio di civiltà” lanciato dal sionismo e dal macellaio Netanyahu in tutto il mondo.

A dispetto della propaganda dei media asserviti, in queste settimane le immagini strazianti del genocidio a Gaza hanno destato le coscienze di milioni di lavoratori, delle masse povere, che ai quattro angoli della terra si sono mobilitati e sono scesi in piazza per chiedere un immediato cessate il fuoco e la fine della pulizia etnica antipalestinese, degli arresti indiscriminati e delle violenze dei coloni tuttora in corso anche in Cisgiordania.

Questa mobilitazione di massa, unita alla tenace ed eroica resistenza in atto nei territori occupati, sta determinando una crisi politica sempre più evidente del campo israeliano nel quale la crisi economica accentua i contrasti sociali, da un lato lontano da un immediato successo militare, dall’altro screditato sia sul piano interno a seguito della mancata liberazione degli ostaggi, sia sul piano internazionale, al punto di trovarsi imputato per genocidio di fronte alla stessa Corte internazionale di giustizia dell’Aia.

In Italia, oltre alle manifestazioni, lo scorso 17 novembre il SI Cobas ha indetto uno sciopero nazionale in tutto il settore privato, affinché i lavoratori prendessero la parola e ponessero con forza la necessità di un iniziativa di classe e internazionalista a sostegno delle masse oppresse palestinesi e contro il bellicismo imperialista in atto su scala mondiale, a cui è seguita il giorno successivo una partecipatissima manifestazione a Bologna in sostegno della resistenza palestinese: un’iniziativa legata a doppio filo con lo spirito e con i contenuti, anticapitalisti e internazionalisti, che abbiamo messo in piazza lo scorso 21 ottobre fuori alla base militare di Ghedi.

Lo scorso 10 dicembre a Bologna si è svolta un assemblea pubblica nazionale, la quale, grazie anche alla spinta e alla determinazione dei giovani palestinesi, ha ribadito la necessità di dare continuità a questo percorso di lotta e di mobilitazione, e ha assunto l’impegno di lavorare alla costruzione di un nuovo sciopero contro il genocidio sionista, auspicando la convergenza più ampia possibile delle forze sul piano sindacale e politico del movimento.

Nelle scorse settimane i GPI e alcune reti e comitati di palestinesi in Italia hanno lavorato in questa direzione, promuovendo vari incontri sul tema e chiedendo alle realtà del sindacalismo di base di indire una giornata di sciopero per il prossimo 23 febbraio e una manifestazione nazionale per il giorno successivo a Milano: una richiesta che il nostro sindacato ha immediatamente fatto propria, e sulla quale auspichiamo che a breve si registrerà l’adesione di altri settori del sindacalismo di base.

La data del 24 febbraio assume altresì una valenza simbolica particolare, poiché coincide col secondo anniversario della guerra aperta in tra Nato e Russia sul suolo ucraino (in realtà in corso già da un decennio “a bassa intensità” sui territori del Donbass), che ad oggi ha lasciato sul campo centinaia di migliaia di morti da ambo le parti: la necessità di ribadire l’opposizione di classe a tutte le guerre e a tutti gli schieramenti imperialisti sta spingendo anche sul piano internazionale (attraverso un lavoro di collegamento proposto dal SI Cobas e dalla TIR) molte organizzazioni sindacali, sociali e politiche (dall’Argentina alla Germania) a indire per quella giornata mobilitazioni nei rispettivi paesi.

Una risposta di classe organizzata e coordinata a livello internazionale contro la carneficina in corso a Gaza, contro il colonialismo sionista e più in generale contro le guerre delle grandi potenze imperialiste in una fase di crisi generale del capitalismo, diviene ogni giorno più evidente e più stringente.

Per questo, nel recepire l’appello del giovani palestinesi e di gran parte delle comunità arabe in Italia, il SI Cobas assume l’impegno a indire una giornata di sciopero nazionale per venerdì 23 febbraio, e a costruire una manifestazione nazionale nella città di Milano nel quadro di una iniziativa internazionale che vede coinvolte piu forze politiche (in una trentina di paesi) in questa giornata per sabato 24 febbraio.

Al fianco delle masse oppresse Palestinesi, contro il colonialismo sionista d’Israele.

Contro tutte le guerre imperialiste.

SI Cobas nazionale

Sono stata anch'io bambina

Data di trasmissione

Ospitiamo Roberta Ortolano e Samanta Picciaiola autrici del saggio "Sono stata anch'io bambina. Dialoghi con Elena Gianini Belotti".

Presentazione venerdì 16 febbraio alla libreria Tuba, ore 18:30.

Corrispondenza con uno studente del collettivo del Liceo Severi-Correnti di Milano che ci racconta della pesante repressione che hanno subito gli e le studenti fino alle dichiarazioni del ministro Valditara.

Salutiamo con soddisfazione il fallimentare numero delle iscrizioni dei governativi liceo "Made in Italy" e filiera quadriennale tecnico-professionale.

 

Riflessioni sull'Antifascismo verso il corteo di Milano

Data di trasmissione

In un primo audio, proviamo a ragionare con una compagna di Milano sulle derive autoritarie dei governi in Europa. In particolare, a partire dai fatti di Budapest che hanno coinvolto compagni e compagne, proviamo a declinare un contesto discriminatorio generale e sistemico.

 

Nella seconda parte, diamo spazio a riflessioni sulla base di quanto detto prima. In particolare, abbiamo parlato di repressione governativa, individuazione politica del nemico interno ed oggettivo, e delle politiche securitarie nei confronti delle lotte nei territori.

La scuola embedded

Data di trasmissione

Torniamo sulle dichiarazioni del ministro Valditara di censura contro chi manifesta nelle scuole l'appoggio al popolo palestinese: corrispondenze con compagno dell'osservatorio contro la militarizzazione della scuola e con un docente del liceo Manzoni di Milano.

Tra tagli alla scuola pubblica e fondi alle scuole private, tra guerre e precariato, continuano le mobilitazioni:

venerdì 20 ottobre sciopero generale di alcuni sindacati di base, e manifestazione per il popolo palestinese a Roma, piazza Vittorio ore 18;

sabato 21 ottobre: manifestazione a Coltano (Pisa) contro le basi militari e a Roma assemblea pubblica sul dimensionamento scolastico, ore 16:30 parco Cicogna via Palombini, indetta da comunità educante de' Pazzi e centro Mammuth.

Studenti in lotta: Palestina libera. No ai fascisti nelle scuole

Data di trasmissione

La trasmissione si apre con una corrispondenza dalla Sapienza dove si è svolta una manifestazione sotto il Rettorato che in seduta straordinaria discuteva una mozione schierata a fianco di Israele.

In seguito si è parlato delle dichiarazioni di Valditara che minaccia galera e ispezioni nelle scuole di Milano che hanno visto studenti esprimere solidarietà al popolo palestinese, schiacciando tutta la politica a pro o contro Hamas.

Infine sentiamo un compagno del collettivo del Righi, ultimo di una serie di Licei romani colpiti da scritte e presenze fasciste: al Righi i fascisti sono arrivati alle minacce scritte contro uno studente del collettivo.

 

Milano: sgombero degli occupanti dell'ex cinema Splendor

Data di trasmissione
Durata 10m 41s

Con uno studente di Milano ripercorriamo gli eventi della giornata di ieri 19 settembre 2023 a Milano. Sgomberato in maniera aggressiva l'ex cinema Splendor, occupato da decine di studenti per accendere una luce sull'emergenza abitativa giovanile in città. Il sindaco Beppe Sala tace sull'accaduto e manda avanti i manganelli nella gestione della città.

Sgombero in corso di una palazzina a Milano a Via Estrerle

Data di trasmissione
Durata 14m 30s

Oggi, martedì 29 agosto, dalle prime luci del giorno sono iniziate le operazioni di sgombero degli ex bagni pubblici di Via delle Estrerle a Milano, in zona Via Padova.

Occupazione della rete ciSiamo, che da tempo ospitava famiglia che faticano a sostenere le spese che impone il selvaggio mercato degli affitti, in una città come Milano che negli ultimi mesi ha fatto parlare di sè per l'aumento vertiginoso dei prezzi del mercato immobiliare. Una città dove è sempre più difficile per molte e molti sostenere i costi della vita.

Non è il primo sgombero avvenuto nel 2023, infatti il governo Meloni ha dichiarato guerra alle occupazioni, senza però intervenire in nessun modo sulle politiche abitative, a fronte di un'edilizia residenziale pubblica che non riesce a rappresentare una soluzione per tutte le persone che non hanno un reddito sufficiente a permettersi un affitto o un mutuo.

E' in corso ancora la resistenza di 6 fra compagne e compagni sul tetto dell'occupazione, mentre un presidio di solidali si è radunato di fronte all'occupazione. 

Ne parliamo con un compagno presente sul posto.

29 aprile, Milano ama la libertà.

Data di trasmissione
Durata 18m 59s

Sabato 29 aprile Milano scende in piazza contro il fascismo, di seguito il comunicato che invita alla mobilitazione.

Ama la libertà, odia il fascismo – 29 aprile in piazza

Ama la libertà odia il fascismo.
Ripudia razzismo e sessismo.

Il fascismo in Italia, fin dalla sua comparsa, ha significato violenza e negazione dei diritti e delle libertà.
Il fascismo lo abbiamo visto mettere le bombe di Stato durante gli anni della strategia della tensione.
Il fascismo lo abbiamo visto uccidere, negli anni Settanta e Ottanta, chiunque non la pensasse allo stesso modo come Gaetano Amoroso.
Oggi, il tentativo di riscrivere la storia è palese, dalla strumentalizzazione della Giornata del ricordo alle commemorazioni per i defunti, tutto serve per confondere vittime e carnefici, assassini e liberatori. Una narrazione capovolta che ha avuto nella giornata della celebrazione dei martiri delle Fosse Ardeatine un evidente scatto in avanti attraverso una nota della presidente del consiglio Giorgia Meloni: furono uccisi solo perché italiani.
“Il fascismo in Italia non è nato con le grandi adunate da migliaia di persone. È nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a sé stessa da passanti indifferenti”, così scrisse la preside del Liceo Leonardo da Vinci di Firenze.
Tenere viva la memoria, significa seminare anticorpi nel presente. Significa riconoscere il fascismo nelle squadracce fuori dal liceo Michelangiolo di Firenze, in un sottosegretario all’Istruzione che ricorda un picchiatore fascista al Molinari di Milano, nell’assalto intimidatorio a un centro sociale.
Significa sapere che se in strada c’è chi si sente legittimato a girare con bastoni e coltelli, per aggredire chi non la pensa come loro, insultare le persone nere, omosessuali e trans, ma dobbiamo anche riconoscere il fascismo a tutti i livelli dello Stato.
Il Governo Meloni è il governo più fascista dal 1945 ad oggi.
Lo sanno bene i cento migranti morti nelle acque di Cutro, in una vera e propria strage di Stato.
Lo sanno bene le donne che vedono minacciato il diritto di aborto da ben due disegni di legge depositati.
Lo sanno bene le famiglie omosessuali che d’improvviso non sono più considerate famiglie.
Lo sanno bene le persone che subiscono profilazione razziale, discriminazione omolesbobitransfobica, misogina, repressione e violenza fascista.
Chiamiamo le cose col proprio nome: si chiama fascismo e uccide. Si chiama fascismo e ci toglie il respiro.
Se il fascismo ha nuove forme servono nuovi partigian*.
Il prossimo 29 aprile un corteo cittadino: Milano ama la libertà.
In piazza contro ogni fascismo, razzismo e sessismo.

Dalle ore 17,00 in Porta Venezia

La cultura della Difesa: fascisti - militari - servizi

Data di trasmissione

La trasmissione inizia con la corrispondenza con Valter Boscarello di Memoria Antifascista con il quale smascheriamo il tentativo di Paola Frassinetti, sottosegretaria al Ministero dell'Istruzione e del Merito, che lo scorso 13 marzo ha provato a celebrare la morte di Sergio Ramelli nell'Istituto Molinari di Milano, suscitando la reazione dei docenti dell'istituto e della rete antifascista.

Completiamo il quadro con il resoconto della presentazione dell'Osservatorio sulla militarizzazione della scuola, con un commento di Antonio Mazzeo.