Prima e dopo l'uccisione di Renée good il 7 ottobre a Minneapolis la resistenza contro l'assedio di ICE alla città si organizza e radicalizza. Un vasto movimento popolare che in un processo di acculturazione collettivo, di contaminazione tra città diverse impara a riconoscere le macchine in borghese, identificare e seguire gli agenti, cercando di rallentare, o quando possibile impedire, le deportazioni.
Una resistenza alla normalizzazione di un corpo paramilitare iper violento nelle strade delle città del Nordamerica, una lotta contro l'autoritarismo di Trump e l'organizzazione di nuove forme di vita.
Con la scrittrice Igiaba Scego commentiamo il particolare accanimento dell'ICE e del Presidente Trump contro la comunità somale statunitense. Inizialmente contro Ilhan Omar, deputata democratica aggredita a Minneapolis e poi creando un particolare accanimento contro tutta la comunità molto presente a Minneapolis. Un discorso che ci porta ad analizzare la struttura ancora colonialista da cui nascono gli USA e che non viene neanche affrontata nelle Università che come raccontano gli Epstein file sono sottomesse ai finanziatori e al potere.
Con Igiaba analizziamo anche la politica internazionale degli USA in Somalia e il riconoscimento della Somaliland da parte di alcuni paesi ma non riconosciuta dalla stessa Somalia.
Infine grosse sono le mobilitazione dalla comunità somala di resistenza all'ICE e alle politiche razziste e coloniali del Presidente Trump, una comunità allargata che ha saputo a sa aiutarsi in questo brutto momento dove per alcune famiglie è anche difficile uscire di casa.
Con Silvia Baraldini e un'intervista allo storico Mark Bray parliamo della storia dell'ICE e di come questo corpo federale stia lavorando per Trump e e la reimigrazione. Sono state già espulse 500mila persone non solo nei loro paesi d'origine ma in dodici paesi che hanno deciso per volontà e per ricatto di accogliere queste persone.
Arriviamo anche a parlare di Epstein e dei file che vedono un gruppo di maschi potenti gestire il potere, l'economia, la politica e il corpo di ragazzine. Siamo governate da un mondo di pedofili che si riunivano nell'isola di Epstein.
We back! Good News torna sulle frequenze di Radio OndaRossa con una terza stagione. Una selezione musicale varia, dal rock all'hip-hop. Attraverso la musica un commento su ciò che sta succedendo negli Stati Uniti, le premiazioni ai Grammy Awards e qualche consiglio sulle ultime uscite musicali.
Puntata 11 di EM, collettiva, presentiamo i filoni di approfondimento dei quattro cicli e parliamo di come negli Stati Uniti l'agenzia ICE, Immigration and Customs Enforcement, utilizzi i dati sanitari di milioni di persone come strumento di contrasto all’immigrazione.
AntropoLogica quest'anno sarà interdisciplinare. Interverranno non solo antropologhe e antropologi, ma anche chi con loro lavora e si meticcia professionalmente, per analizzare i processi che studia attraverso varie lenti disciplinari.
Per il ciclo Estrattivismo dei Dati, proponiamo una riflessione sulla trasformazione dei dati sanitari in strumenti di controllo e deportazione negli Stati Uniti. Un racconto sulla brutalità dell’ICE, sull’uso dei dati della sanità pubblica per colpire i più vulnerabili e sulla deriva punitiva dello Stato sociale. Cosa succede quando curarsi diventa pericoloso?
Nelle prossime puntate di LSLS sarà ospite Marco Cuffaro ricercatore geofisico del CNR che ha partecipato all'ultima campagna oceonografica con un team norvegese nel Mar Artico. Oltre ad aver studiato una zona della dorsale atlantica tra le isole Svalbard e la Groenlandia, il team ha scoperto un giacimento di metano abiotico.
In Emergenza0 continueremo ad affrontare tematiche relative all’interazione uomo-ambiente, con un’attenzione particolare ai processi geologici. Riparleremo della recente attività dell’Etna e del petrolio nel mondo.
Con Marina Catucci, inviata negli USA per Il Manifesto, ci racconta cos'è successo la settimana scorsa negli USA dove si è tenuta una mobilitazione che ha visto oltre 7 milioni di cittadine/i partecipare alle oltre 2600 manifestazioni organizzate nel paese. L’evento ha rappresentato un importante banco di prova per valutare l’intensità della rabbia popolare nei confronti del secondo mandato del presidente, a pochi mesi da una precedente ondata di proteste, lo scorso giugno, che aveva già portato milioni di persone nelle strade.
In chiusura un racconto della rivolta contro l'operazione dell'ICE a Chinatown (New York) quando circa una trentina di agenti federali, mascherati e armati, hanno preso di mira i venditori ambulanti, e sono stati accolti da una piccola folla di newyorkesi accorsi in quell’isolato, dando vita a una vibrante protesta spontanea contro gli arresti.
A Roma, alla Casa di Quartiere di Quarticciolo, martedì 1\07 si terrà un dibattito con un professore dall'università di San Francisco e con compagni da Chicago per confrontarsi sulle rivolte di inizio giugno negli USA contro le deportazioni e il razzismo sistemico. In studio abbiamo avuto un ospite con cui abbiamo ripercorso quei momenti di rivolta e riflettuto sugli spazi di lotta che essi hanno aperto.
Nell’ultimo mese, diverse città statunitensi sono state attraversate da manifestazioni e rivolte contro i violenti blitz dell’l’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale responsabile delle deportazioni. Di fronte alle remigazioni forzate la risposta spontanea delle comunità è stata quella di ostacolare le retate, bloccare le deportazioni nei luoghi di lavoro e nei quartieri. Sotto lo slogan “Fuck ICE” le manifestazioni si sono diffuse in tutte le metropoli statunitensi, scendendo in strada con coraggio e determinazione, attaccando i centri di detenzione dei migranti e le stazioni di polizia. Nelle proteste, la questione migratoria si è intrecciata con la solidarietà alla Palestina e a un generale rifiuto di Trump e della retorica MAGA, restituendo la realtà di un paese tutt’altro che pacificato. Di tutta risposta l’amministrazione Trump ha continuato a mostrare il pugno duro, schierando la Guardia Nazionale per reprimere le proteste.
In questo ciclo di rivolte, come già accaduto in quelle successive all’omicidio di George Floyd e alla mobilitazione di Black Lives Matter, a emergere non è solo la rabbia verso il dominio del fascismo tardo capitalista, incarnato oggi da Trump, ma la spinta verso una trasformazione radicale del presente, che passa dall’abolizione della polizia all’autogestione delle comunità.
Per comprendere le rivendicazioni e le specificità di queste rivolte parleremo con James Martell (San Francisco State University) e *.
Ci vediamo Martedì 1 luglio alle ore 18 alla Casa di Quartiere di Quarticciolo (Via Trani 1)
ai microfoni di Radio Onda Rossa, la giornalista Lucia Magi, corrispondente per l'Ansa dagli Stati Uniti, ci aggiorna sull'evolversi della situazione in California, e in particolare a Los Angeles, dopo la grande manifestazione del No Kings day tenutasi lo scorso Sabato 15 Giugno.
Riflettiamo con lei sui possibili scenari futuri, mentre continuano le deportazioni di massa da parte della polizia dell'ICE.
Da venerdì 6 giugno, ogni giorno, nella città di Los Angeles scendono in strada migliaia di persone che protestano per i rastrellamenti, gli arresti, le deportazioni di persone che non hanno i documenti "in regola". Domenica si sono registrate le mobilitazioni più grandi, per sabato prossimo, 14 giugno, ne è prevista un'altra di grandi dimensioni. Sullo sfondo degli scontri tra Donald Trump e quindi il governo federale e il governatore della California, Gavin Newsom, e la sindaca di Los Angeles, Karen Bass, entrambi democratici, a scendere in piazza sono soprattutto i figli e le figlie con cittadinanza statunitense di persone nate fuori dagli Usa.
Vi proponiamo la corrispondenza da Los Angeles di Lucia Magi, giornalista dell'Ansa.
Meno di una settimana fa, Facebook ha chiuso molti profili di fascisti in Italia. Aldilà del dibattito su censura e antifascismo, vogliamo parlare di come è successo che la censura venga non solo svolta, ma addirittura demandata ai privati.
Ripercorriamo con questo pretesto una brevissima storia del web dal punto di vista della centralizzazione e della censura, cercando di trovare i motivi che hanno portato a questa nuova situazione.
In una corrispondenza presentiamo l'hackmeeting iberico: 20-21-22 a errekaleor (Gasteiz / Vitoria).
Ultima notizia: l'ICE limita l'accesso ad un numero verde di aiuto legale ai migranti detenuti dopo una puntata di Orange Is the New Black in cui questo numero verde veniva mostrato, guadagnando così notorietà.