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Si Cobas

Mondo Convenienza: a Bologna violenze contro il picchetto dei lavoratori

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La vertenza iniziata con lo sciopero a Campi Bisenzio (Fi), che da ormai oltre venti giorni e venti notti resiste in picchetto davanti ai cancelli di Mondo Convenienza, si allarga. Dopo i lavoratori di Roma e San Giuliano Milanese si sono uniti allo sciopero anche i lavoratori di Bologna, tutti in lotta contro le condizioni schiavistiche imposte dall’azienda. Proprio davanti ai magazzini di Bologna ieri mattina, il picchetto di lavoratori del Si Cobas è stato aggredito a più riprese da una decina di preposti e caporali della società RL2, venuti anche da altre città. Due lavoratori sono stati portati in ospedale con molteplici traumi. Ne parliamo con un compagno delegato sindacale del Si Cobas di Firenze.

Mondo Convenienza: ancora sciopero dei lavoratori a Firenze. Resistenza alla violenza poliziesca

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Prosegue da due settimane la lotta coraggiosa e determinata dei lavoratori - facchini e autisti dipendenti RL, una società che fornisce servizi in appalto al noto marchio di trasporto e assemblaggio mobili “Mondo Convenienza” di Campi Bisenzio (FI) - nonostante i ripetuti sgomberi violenti di polizia che ormai si susseguono ogni mattina da una settimana per permettere il passaggio delle merci bloccate da un picchetto sostenuto dal Si.Cobas.

Turni da 12/15 ore al giorno, un contratto quello delle pulizie multiservizi, una giornata di lavoro che inizia prestissimo il mattino e finisce molto tardi la sera,un lavoro che distrugge fisicamente e moralmente, un lavoro che mina la salute, le relazioni e dal quale non si vede l’ora di scappare: questo il sistema di sfruttamento e oppressione contro il quale i lavoratori si sono ribellati, sfidando padroni, forze dell’ordine, crumiri e istituzioni compiacenti. Siamo davanti ancora una volta nella “democratica toscana” ad un lavoro i cui contorni sono lo sfruttamento e sulle cui modalità sono state aperte diverse inchieste giudiziarie in varie città del nostro paese.

Per ora l’ unica risposta alle rivendicazioni dei lavoratori e del S.I. Cobas è stato il tentativo goffo e mal riuscito di organizzare altri lavoratori contro chi sciopera e l’unica parola è stata quelle dei manganelli, dei calci e dei pugni della polizia. L'azienda tace così come la ditta appaltatrice.

Campi Bisenzio: sgombero violento dei lavoratori di Mondo Convenienza in presidio

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Gli operai di Mondo Convenienza sono da giorni in presidio per protestare contro le condizioni di lavoro dei 120 dipendenti della cooperativa LG che ha in appalto il servizio di trasporto e consegna, tra cui l’applicazione di un contratto diverso dai 27 dipendenti di Mondo Convenienza (pulizie anziché logistica), turni da 12-14 ore per una paga oraria inferiore ai 7 euro, misure di sicurezza insufficienti. E da giorni il picchetto viene sgomberato dalle forze dell’ordine, portando via di peso gli operai in  sit-in. Anche stamattina al presidio di protesta prima un furgone ha sfondato i cancelli investendo un operaio che partecipava al sit-in, poi la polizia ha nuovamente sgomberato il picchetto di protesta.ne parliamo con una compagna del Si Cobas Prato.

Foglio di via per un sindacalista del Si Cobas

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La Questura di Firenze ha colpito il coordinatore provinciale del SiCobas con un foglio di via da Campi Bisenzio. Come denuncia il sindacato, si tratta di un gravissimo attacco alle libertà sindacali e al diritto di sciopero.

Le lotte nei magazzini della logistica, nel distretto tessile di Prato, nelle pelletterie dei brand di lusso in Toscana, hanno acceso i riflettori sulle condizioni di sfruttamento gravissime che lavoratori e lavoratrici, quasi sempre migranti, subiscono per ingrossare i conti bancari degli amministratori delegati delle aziende del settore.

Gli scioperi, le rivendicazioni di un'orario di lavoro che non vada oltre le 40 ore settimanali, hanno ottenuto in diversi posti di lavoro condizioni migliori per i lavoratori e le lavoratrici.

Insieme al compagno colpito dal foglio di via analizziamo le ragioni politiche di questo provvedimento, e facciamo una panoramica delle vertenze in corso.

ITALPIZZA: COLPEVOLI FINO A PROVA CONTRARIA

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Oggi si è svolta l’ennesima udienza del maxi-processo Italpizza, con una prima tranche di 67 imputati, 40 dvd di filmati, 150 testimoni e un numero imprecisato di fantasiosi capi di imputazione a danno di operai e sindacalisti protagonisti di quel ciclo di lotte.
Come sempre, non abbiamo delegato la decisione sulle nostre sorti alla benevolenza delle aule di Tribunale, e in centinaia eravamo presenti in presidio fuori al palazzo di giustizia di Modena. Assieme a un folto gruppo di lavoratori di Modena, anche numerose delegazioni di altri coordinamenti provinciali, oltre a diversi solidali.
L’udienza si è risolta in un ennesimo rinvio al 20 febbraio 2024, un anno esatto, per la difficoltà tecniche del Tribunale stesso a gestire un processo di queste dimensioni, senza contare i costi e le risorse sottratte alle casse pubbliche.
Non c’è nulla da festeggiare per questo rinvio: potenzialmente questo processo potrebbe durare altri dodici anni almeno, tenendo il sindacato e i lavoratori in un limbo, senza poter dimostrare le falsità delle accuse, senza entrare nel merito delle violenze poliziesche e aziendali, senza alcuna prospettiva di giustizia.
Questo limbo giuridico ha però conseguenze immediate per i lavoratori denunciati che di fatto sono considerati “colpevoli fino a prova contraria”, con rifiuto delle domande di cittadinanza, sospensioni del permesso di soggiorno, della carta di cittadinanza e dei ricongiungimenti familiari.
Davanti a tutto questo la Modena operaia si è mobilitata con uno sciopero generale provinciale, che ha visto un’adesione altissima nel distretto carni, nelle filiere logistiche e nel comparto ceramico.
 
La nostra corrispondenza con Marcello, del SI Cobas Modena

Maxi-processo Italpizza a Modena

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Un compagno del SI Cobas di Modena ci spiega le ragioni dell'indizione dello sciopero provinciale a Modena lunedì 20 febbraio 2023, in concomitanza con l'apertura della nuova udienza del processo.

Di seguito il comunicato del SI Cobas.

Lunedì 20 febbraio si terrà una nuova udienza del maxi-processo Italpizza che vede coinvolti molti operai, sindacalisti e solidali. I primi 66 imputati (sui 120 complessivi)sono chiamati in tribunale per gli scioperi del 2018 e 2019.

Va ricordato che quel lungo ciclo di scioperi costrinse l’azienda a rinunciare all’uso illegittimo del CCNL Pulizie/Multiservizi, allo scioglimento delle cooperative in appalto e all’assunzione diretta della maggior parte delle lavoratrici e lavoratori: oggi gli operai di Italpizza hanno stipendi più dignitosi, un impiego non precario e hanno recuperato contributi, retribuzioni errate e TFR scomparsi con le precedenti cooperative.

Tutti fatti accertati anche dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dal Tribunale del Lavoro, dall’INPS e dall’Agenzia delle entrate, oltre che dalla stessa CGIL.

Della vertenza ricordiamo inoltre le ignobili ritorsioni contro le lavoratrici più combattive, trasferite, licenziate, mandate a spalare la neve sui tetti o umiliate dai capi-reparto con trattamenti degradanti.

Per fermare le mobilitazioni del sindacato S.I. Cobas la Questura di Modena impiegò durante 9 mesi un impressionante spiegamento di forze: ci furono decine di violente cariche, arresti, centinaia di candelotti al gas CS sparati sulla folla, fogli di via e denunce.

L’auto del nostro delegato venne data alle fiamme e molte automobili dei lavoratori vennero vandalizzate, senza contare l’uso da parte di Italpizza di picchiatori prezzolati (immortalati dalle telecamere della stessa polizia).

Non contenta Italpizza chiede agli stessi operai e al sindacato ben mezzo milione di euro di risarcimento per avergli “rovinato gli affari”.

Questo maxi-processo va mostrato per quello che è: da un lato si tratta del tentativo della Procura di giustificare lo sperpero di ingenti fondi e mezzi pubblici per difendere un’azienda che ancora oggi, nonostante la parziale regolarizzazione, sfrutta e umilia i lavoratori; dall’altro è la continuazione del disegno repressivo nazionale che punta alla messa al bando dei sindacati di base e delle realtà di lotta autorganizzate, a completo beneficio delle mafie, del sistema degli appalti e degli industriali senza scrupoli.

Ricordiamo che a Modena sono oltre 500 gli operai e i sindacalisti imputati per scioperi, numeri indegni di un paese che si definisce democratico. L’attacco portato avanti a Modena si colloca nel quadro del più generale processo di criminalizzazione delle lotte sociali, nel quale il governo Meloni punta ad inasprire i già pesanti dispositivi repressivi messi in campo dai precedenti governi, in primo luogo contro i lavoratori immigrati, e teso a schiacciare preventivamente ogni protesta contro il carovita, i bassi salari e i pesantissimi tagli alla spesa sociale operati in nome dell'”economia di guerra” e dell’aumento delle spese militari (si veda ad esempio la cancellazione del reddito di cittadinanza).

È quindi evidente che il maxi-processo in Italpizza non è un attacco solo al SI Cobas, bensì all’insieme dei lavoratori, dei disoccupati e degli sfruttati.

Ed è per questi motivi che abbiamo deciso di convocare uno sciopero generale provinciale per lunedì 20 febbraio: ci troveremo sotto la Prefettura di Modena alle 9:00, per poi muoverci in *corteo fino al Tribunale, in Corso Canalgrande.

La Modena dell’orgoglio e della dignità operaia è sotto processo.

E scende in piazza.

Modena, 15 febbraio 2023

Coordinamento Provinciale S.I. Cobas

Sciopero alla lavanderia Baldini a Modena

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Alla lavanderia industriale Baldini di Soliera (MO) è in corso da ieri una mobilitazione di lavoratori e lavoratrici per protestare contro maltrattamenti sul lavoro e discriminazione salariale. Ci racconta quello che sta avvenendo un militante del SI Cobas modenese

Continua la lotta dei lavoratori di Iron&logistics

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I lavoratori della Iron&Logistics insieme ai sindacalisti del SI Cobas sono in presidio permanente da 40 giorni di fronte all’azienda. Il presidio è iniziato il 4 Ottobre, il giorno successivo al licenziamento dei 22 operai iscritti al sindacato. Le condizioni lavorative prima dell'inizio della lotta, con gli scioperi “8x5” (otto ore al giorno per cinque giorni a settimana ndr) erano un orario di lavoro di 14 ore al giorno per una paga di 4 euro l’ora. Da ieri è arrivata la notizia che l'azienda sta tentando di smantellare la fabbrica, smontando i macchinari presenti. Quindi da ieri l’obiettivo della lotta è anche quello di impedire lo smantellamento, volto a riprodurre il solito meccanismo del “chiudi e riapri”, con il quale più volte nel distretto produttivo toscano si è aggirato il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori. Nella corrispondenza un compagno del Si Cobas ripercorre i vari passaggi della lotta, fra cui un incontro avvenuto ieri alla Prefettura di Firenze.