Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa !

Ancora un tentato omicidio durante uno sciopero

Data di trasmissione

Stamani, durante uno sciopero alla Miliardo Yida di Pontecurone (AL) si è sfiorato un altro morto a pochi giorni dall'uccisione a Biandrate di Adil, infatti poco dopo l'inizio dello sciopero, sbucando all'improvviso dalla via Emilia col suo camioncino, il responsabile interno della Miliardo Yida si è lanciato a folle velocità contro gli operai e i solidali presenti. Un operaio è ricoverato in ospedale.

Un compagno del Si Cobas, davatni ai cancelli della Miliado Yida dove continua la protesta, ci racconta l'accaduto

Logistica di nuovo in piazza a Roma

Data di trasmissione
Durata 28m 14s

Oggi nuova giornata di lotta dei lavoratori della logistica indetta dal Si Cobas, dalle 14 quando intorno alle 14 i lavoratori si sono concentrati sotto il Ministero dello sviluppo economico, per la riapertura della sede di Fedex Tnt di Piacenza, contro la repressione degli scioperi, le aggressioni padronali, per denunciare l'omicidio di Adil e per le vertenze dei disoccupati e precari della manutenzione stradale della Campania.

Non ottenendo risposte lavoratori, lavoratrici e studenti sono partiti in corteo verso palazzo Chigi ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine con cui hanno contrattato un incontro con il ministro del lavoro Orlando.

La corrispondenza con un compagno del Si Cobas è sotto il ministero del lavoro dove a sera ancora il ministro non si era fatto vedere tanto che lavoratori/trici 4 ore e mezza di attesa, dopo la corrispondenza che ascoltate in questo post, sono saliti sulle impalcature di via Molise per protestare contro il voltafaccia di Orlando, come si può vedere nella foto

I compagni di Adil: è stato ucciso

Data di trasmissione

Al telefono un compagno di lotta di Adil, il sindacalista del Sicobas ucciso a Novara, ricostruisce la dinamica dell'omicidio rendendo palesi le responsabilità dell'azienda e delle forze dell'ordine. Il camion che ha travolto Adil è uscito dal cancello di entrata, da cui il senso unico impedirebbe l'uscita dei camion, qualcuno da dentro il magazzino ha autorizzato questa manovra, alzato la sbarra, aperto il cancello. Tutto sotto lo sguardo vigile degli agenti della DIGOS presenti in forze. Nessun incidente, nessuna guerra tra poveri: l'assassinio di Adil è responsabilità diretta della LIDL e della Polizia di Stato.

Assassinato il coordinatore SI Cobas di Novara

Data di trasmissione

Questa mattina, nella cornice dello sciopero nazionale del comparto della logistica indetto dal SI Cobas, di fronte alla Lidl di Biandrate (Novara) è stato ucciso Adil Belakdim, coordinatore provinciale del sindacato. Adil stava partecipando a un picchetto ed è stato travolto e ucciso da un camion che ha forzato il blocco, altri due compagni di lotta sono rimasti feriti ma per fortuna non sono in pericolo di vita. Si tratta della cronaca di una morte annunciata, da settimane si verificano casi simili e più volte si è sfiorata la morte di manifestanti. La nostra corrispondenza con un compagno del SI Cobas, l'appuntamento per tutte e tutti è per il corteo nazionale di lavoratori e lavoratrici della logistica, con partenza da piazza Esedra a Roma alle ore 14.00 di sabato 19 giugno 2021.

Scene di lotta di classe a Tavazzano

Data di trasmissione

Stamattina, passata da non molto la mezzanotte, una squadraccia di bodyguard assoldata da un noto imprenditore del settore della logistica ha assaltato il presidio dei lavoratori della Fedex di Piacenza, sotto lo sguardo indifferente delle forze dell'ordine. Ai nostri microfoni Aldo Milani, del Si Cobas nazionale, ci racconta quello che accaduto, purtroppo non per la prima volta, e invita a sostenere lo sciopero nazionale del comparto della logistica, indetto per venerdì 18 giugno, e la manifestazione nazionale a Roma il giorno dopo.

Di seguito il comunicato del Si Cobas

Poco fa, verso l'1,00 di notte, alla Zampieri di Tavazzano il presidio dei lavoratori Fedex di Piacenza è stato aggredito a colpi di bastoni. frammenti di bancali, sassi e bottiglie da una cinquantina di bodyguard assoldati dai padroni.
La squadraccia guidata dai capiclan di Zampieri, mimentizzatasi tra i lavoratori e col sostegno di qualche crumiro ha attaccato il presidio, composto da circa 40 lavoratori del SI Cobas a mani nude, e per circa 10 minuti è stato lasciato agire indisturbato dalla polizia che era a pochi passi e non ha mosso un dito.
Il risultato è un lavoratore di Piacenza con la testa fracassata!
E' oramai evidente la reale identità di Zampieri: un'organizzazione mafiosa che agisce col sostegno di Fedex e col beneplacito delle forze dell'ordine.
Come accaduto due settimane fa a San Giuliano Milanese, questi criminali hanno teso un agguato in maniera infame e vigliacca, approfittando della presenza meno numerosa del presidio rispetto ad altre sere a causa dell'impegno dei lavoratori su altri fronti di lotta.
La lotta eroica dei lavoratori di Piacenza, oltre ad imprimere pesanti perdite economiche al colosso americano e ai suoi scagnozzi di Zampieri, sta contribuendo a svelare una volta per tutte la reale identità di Fedex: un'associazione a delinquere che si serve della criminalità organizzata per reprimere col sangue le proteste dei lavoratori.
Lo abbiamo promesso tre mesi fa e stiamo mantenendo l'impegno: Fedex e Zampieri non avranno tregua finchè non sarà restituito il posto di lavoro ai facchini di Piacenza!
Le loro aggressioni non fanno altro che rafforzare la lotta dei lavoratori e indebolire e screditare il fronte padronale!
Continueremo a rispondere colpo su colpo alla loro violenza con la forza organizzata dei lavoratori di tutta la filiera e dell'intero settore della logistica.
Denunceremo in tutte le sedi che i complici del tentato omicidio di stasera sono il governo Draghi, il ministro Giorgetti e le forze di polizia che attaccano gli scioperi e assistono inermi alle aggressioni di bande armate contro i lavoratori!
Per questo il 18 giugno invitiamo tutti i lavoratori ad aderire allo sciopero nazionale del Trasporto merci e Logistica, e invitiamo tutti i proletari, i solidali e i movimenti che intendono opporsi alla brutalità di padroni e mazzieri a manifestare sabato 19 giugno a Roma.
Il SI Cobas si stringe al fianco del lavoratore colpito, augurandosi che tutto vada per il meglio, e chiama tutti i propri aderenti alla mobilitazione per far si che questa infame aggressione non resti impunita.
SI Cobas nazionale

Presunta frode, sequestrati 20 milioni a DHL

Data di trasmissione

La guardia di finanza ha eseguito un decreto di sequestro di oltre 20 milioni di euro emesso d'urgenza dalla procura di Milano nei confronti della Dhl Supply Chain Italy spa, società del colosso della logistica, per una presunta maxi frode sull'Iva. Dall'inchiesta è emerso che, attraverso cooperative fittizie, sarebbero stati creati "meri serbatoi di manodopera", cioè lavoratori a cui le società intermediarie non versavano in parte i contributi.

I rapporti di lavoro "con la società committente", ossia Dhl, sarebbero stati "schermati" da un consorzio, una "società filtro", che si avvaleva a "sua volta di 23 società cooperative", le cosiddette società "serbatoio", che si avvicendavano nel tempo "trasferendo la manodopera dall'una all'altra, omettendo sistematicamente il versamento dell'Iva e, nella maggior parte dei casi, degli oneri di natura previdenziale".

Abbiamo chiesto a un compagno del SI Cobas un commento sull'intera vicenda.

La lotta nell'hub Fedex/TNT di Piacenza

Data di trasmissione

EMESSI 15 FOGLI DI VIA PER I FACCHINI DI PIACENZA: LO STATO E I PADRONI SONO UNITI CONTRO I LAVORATORI! L’UNICA “PERICOLOSITA’ SOCIALE” E’ QUELLA DEI PROFITTI!

Stamattina [3 maggio], nelle stesse ore in cui decine di agenti in assetto antisommossa assediavano il presidio operaio, minacciando e strattonando i lavoratori in sciopero, la Questura di Milano comunicava ai manifestanti l’emissione di 15 fogli di via obbligatori dal comune di Peschiera Borromeo a carico dei lavoratori Fedex di Piacenza che in queste settimane stanno combattendo una dura ed eroica lotta contro la multinazionale statunitense a seguito della chiusura dell’hub piacentino. Al momento il provvedimento è stato già notificato a 3 lavoratori, e altri 6 sono stati già convocati in Questura per la giornata di domani.

Ci troviamo chiaramente di fronte a un innalzamento del livello di scontro che ha pochi precedenti nella storia dei conflitti sindacali nel nostro paese.
Gli apparati repressivi dello Stato entrano sempre più a gamba tesa in una vertenza che vede 280 famiglie ridotte alla fame e migliaia di posti di lavoro a rischio per opera di una multinazionale che in piena pandemia sta continuando ad accrescere esponenzialmente il proprio fatturato e che solo nell’ultimo trimestre ha registrato 1,28 miliardi di profitti, ma nonostante ciò sta mettendo in campo una pesante ristrutturazione contro la quale sono in corso lotte ed agitazioni in numerosi magazzini d’Europa, su tutti quello di Liegi in Belgio.

Lo Stato sta svelando il proprio ruolo di cinico e spietato esecutore della volontà di padroni miliardari e senza scrupoli, di apparato dedito alla repressione sistematica e alla sete di vendetta dei padroni contro quegli operai che negli ultimi 10 anni hanno osato alzare la testa e imporre con la lotta il rispetto di quei diritti, di quelle leggi e di quei contratti nazionali scritti su un pezzo di carta ma mai applicati dai padroni, ne tantomeno fatti valere dalle istituzioni e dai sindacati di stato.

Tutto ciò risponde a un chiaro disegno politico: per i padroni e per il governo Draghi, eliminare la presenza scomoda del SI Cobas e sopprimere l’anomalia del movimento dei lavoratori della logistica è il passo preliminare e necessario da compiere per spianare la strada alla nuova ondata di macelleria sociale che si prefigura nelle prossime settimane e nei prossimi mesi con la fine della moratoria sui licenziamenti.

I capitalisti- imperialisti americani di Fedex in queste settimane hanno trovato pane per i loro denti!
Hanno dovuto fare i conti con l’orgoglio, col protagonismo e con la solidarietà di migliaia di operai pronti a battersi come leoni fuori ai cancelli dei magazzini per impedire che nella logistica l’orologio della storia e dei diritti venga riportato indietro di decenni!
Stanno pagando a caro prezzo la loro arroganza, col blocco quasi totale delle principali attività delle spedizioni nazionali e internazionali!

Ora, trovandosi in estrema difficoltà, invocano il soccorso della Questura di Milano, la quale pur di obbedire tempestivamente agli ordini dei padroni, emette dei fogli di via sulla base di una presunta “pericolosità sociale” di 15 operai.

Neanche questa ennesima provocazione, degna di uno stato di polizia, servirà a fermare la lotta.
Gli scioperi e i presidi andranno avanti finchè non si troverà una soluzione accettabile e concreta al destino dei 280 di Piacenza, e finchè Fedex/TNT non si metteranno in testa che il sindacato con cui trattare lo scelgono i lavoratori e non i padroni!

Intanto domani saremo in piazza a Roma, decisi e compatti, per esigere dal governo Draghi l’apertura di un tavolo di crisi.

Avanti SI Cobas!