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Dalla Sardegna alla Palestina, contro colonialismo e occupazione militare

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Sabato 16 settembre, allo studentato occupato Sa Domu di Cagliari, abbiamo incontrato compagne e compagni sardi per parlare di radio e carcere. Ma è stata anche un'occasione per fare una chiacchierata in diretta radiofonica sulla Palestina, una terra che è unita a quella sarda da un'amicizia decennale e da dinamiche di colonialismo e occupazione militare.

Samed, dell'Associazione amicizia Sardegna-Palestina e dei Giovani palestinesi, ci ha raccontato come nasce questa amicizia, e come il territorio sardo, che vede la presenza di numerose basi militari e industrie belliche, rappresenta un luogo di appoggio per le offensive dell'esercito di occupazione israeliano in terra palestinese.

E' stata un'occasione per parlare anche della detenzione di massa dei prigionieri politici palestinesi, e per approfondire la vicenda di Khaled, studente della Sapienza con doppia cittadinanza italiana e palestinese, arrestato al confine con la Giordania dall'esercito israeliano, di Bilal, compagno attivo fra Italia e Palestina, e delle tante e dei tanti che lottando contro il genocidio del proprio popolo e l'occupazione della propria terra viene rinchiuso e torturato nelle carceri israeliane.

Con Samu di Aforas abbiamo approfondito come i compagni sardi portano avanti la lotta contro questa occupazione militare, e in solidarietà alla lotta di liberazione del popolo palestinese. Una lotta che va sostenuta inceppando la macchina di morte dell'industria bellica e delle basi dove provare armamenti d'avanguardia progettati dalle industrie belliche italiane, dove testare bombardamenti e attacchi via terra ai villaggi.

Lo Stato dell'occupazione militare della Sardegna

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Durata 17m 20s

In Sardegna l’arrivo della primavera coincide tristemente con l’arrivo di eserciti di numerosi stati per l’inizio delle esercitazioni Nato. In Sardegna è presente il 66 % del demanio militare italiano. Sono 35 mila ettari suddivisi fra 170 installazioni militari.

A partire dal mese di Aprile saranno impegnate a pieno regime le basi di Teulada, Capo Frasca, Quirra e l’aeroporto militare di Decimomannu in tre grosse esercitazioni: la Noble Jump (2023), la Joint Stars (2023) e la Mare aperto (2023).

Il 28 Aprile ci sarà una manifestazione all’Aeroporto di Decimomannu.

A un anno dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina - teatro ormai di più di centomila morti, servito sul piano interno per giustificare un carovita sempre più asfissiante e che avvicina alla povertà sempre più persone - i quadri militari sardi fanno sapere, tramite il verbale del Comipa, che le esercitazioni non sono il disastro che porta malattie, inquinamento e povertà che ben conosciamo, ma piuttosto “una straordinaria opportunità per il turismo e le lavanderie dell’isola”.

Con un compagno di Sardinnia Aresti parliamo delle esercitazioni NATO e della mobilitazione del 28 Aprile.

Per approfondimenti rimandiamo al sito maistrali.it