Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

Domenica Priamo di nuovo i microfoni per parlare del del Bongiorno che vorrebbe sostituire la parola consenso con dissenso riguardo alla violenza contro le donne. 

Mentre questo governo cancella l’educazione sessuale e sentimentale nelle scuole – possibile solo con il parere favorevole delle famiglie - le dichiarazione del Ministro della Giustizia Nordio sono illuminanti: la pulsione aggressiva nella sessualità maschile è “genetica”, l’impulso bestiale degli uomini è un’idea atavica non rimuovibile, è la donna che ha la responsabilità di “non svegliare la bestia che c’è nell’uomo”. Un ministro della Giustizia sdogana e legittima una cultura giuridica che rivendica che sia la donna a dover dire no e non invece che sia l’uomo a capire che il consenso non c’è e a comportarsi di conseguenza.

Cancellare la parola consenso non è un problema lessicale, nè una differenza da poco, è un colpevole passo indietro.
Oggi – come trent’anni fa -avrebbe potuto essere un altro importante salto di qualità, ma ha vinto la misoginia e il sessismo delle destre.

Per questo apriamo i microfoni domenica dalle 11 alle 13, intervenite allo 06491750

Perchè la mobilitazione sarà permanente, fino alla manifestazione nazionale il 28 febbraio a Roma, con un corteo che da piazza della Repubblica arriverà a piazza San Giovanni.

Per segnalare la propria iniziativa senzaconsensoèstupro.com

Per andare insieme alle 15 appuntamento a Metro Pigneto 

 

Da Il Sole24Ore del 1/2/2026: “In sostanza, il problema dei bassi salari e della quota di reddito del lavoro dipendente non è spiegato dalla scarsa produttività del lavoratore italiano, ma da meccanismi di estrazione dei profitti a livello del sistema economico. Non abbiamo un’economia in crisi, se la si guarda dal lato dei profitti. La crisi è tutta sul lato dei salari

Sempre nello stesso articolo (dopo aver evidenziato l’alta produttività delle lavoratrici e dei lavoratori in Italia rispetto altri paesi) leggiamo: “Se la produttività italiana risulta alta rispetto all’Asia significa che alto è il Valore Aggiunto che viene generato. Il problema sociale dell’Italia è che questo valore va a coprire costi energetici folli, rendite immobiliari, tasse sul lavoro o rimane nei margini aziendali, invece di finire nella busta paga dei lavoratori…..Se i prezzi sono influenzati da monopoli, posizioni di rendita o bolle finanziarie, la produttività diventa un numero che riflette solo la capacità di estrarre valore dal mercato, non di crearlo.”

Perfino i padroni si accorgono che in Italia c’è un problema di bassi salari e lo riscontriamo anche sul lato del salario indiretto (welfare) o differito (pensioni). Per parlare di questo e dare qualche elemento di riflessione e conoscenza (fisco, politiche di bilancio ecc.), per cercare di capire come organizzarsi e lottare sintonizzati su Radio Onda Rossa 87.9Mhz domenica 15/2/2026 dalle ore 11, per intervenire in diretta tel. 06491750.

Il carcere è abitato dalla città di serie B.
In particolare dagli abitanti delle periferie, a Roma dette borgate.
C’è un legame quasi viscerale fra questi luoghi, troppo spesso dimenticati dal resto della società.
Lo stigma di essere una persona detenuta, come lo stigma di essere nato in borgata.
In carcere si vive male, si muore e ci si suicida molto di più rispetto al “fuori”, ci si ammala di più.
La funzione del carcere non è rieducare e reinserire, in Italia c’è un tasso di recidiva vicino al 70%, usciti dal carcere si è bollati, è ancora più difficile trovare un lavoro.
Allora cos’è il carcere oggi?
Che rapporto ha con quartieri come il Quarticciolo, Rebibbia, Tar Sapienza, San Basilio e Laurentino38?
Ne parliamo con chi il carcere l’ha vissuto e ha cercato di alzare la voce al suo interno, come i Detenuti Liberi di Regina Coeli, con chi dentro al penitenziario femminile di Rebibbia costruisce un progetto sportivo di calcio a 5, l’Atletico Diritti, e con Radio Ondarossa che dal 1977 da voce alle persone detenute e approfondisce il ruolo del carcere nella società.

"Herbalist.
Un viaggio dentro le contraddizioni del proibizionismo…
e dentro una pianta che, da decenni, divide politica, scienza e società."

"Quattro puntate per capire cosa sta succedendo davvero:
la stretta del Governo, le nuove norme sulla guida,
la repressione della cannabis light,
le accuse di spaccio, la coltivazione, i rimedi naturali
e i diritti calpestati di migliaia di persone."

"Con noi, in diretta, con le vostre domande:
per smontare pregiudizi, spiegare le leggi,
e raccontare ciò che nei tribunali non si vuole vedere."

"Herbalist.
Informazione, storia, diritti…
e un po’ di sana disobbedienza civile."

"Prima puntata mercoledì 4 febbraio ore 20:00 su Radio Onda Rossa"

L’istituzione del SSN nel 1978 era la risposta delle istituzioni alle lotte diffuse nella società, a partire dai luoghi di lavoro, per un servizio sanitario universale, gratuito e laico che desse attuazione alla definizione di salute pubblica dell’OMS “uno stato di completo benessere fisico, sociale e mentale, e non soltanto l'assenza di malattia o di infermità”.
Le lotte ponevano quindi due grandi obiettivi al centro della propria azione: 1) una sanità pubblica, partecipata e accessibile a ognuna e ognuno a prescindere dalle proprie condizioni sociali, economiche, culturali e giuridiche; 2) una promozione della salute volta a costruire un ambiente sociale e territoriale sano e accogliente.
La riforma del 1978 era un primo passo.
Assistiamo da decenni al suo smantellamento e, paradossalmente, il dopo Covid vede accelerare i processi di privatizzazione e messa a profitto della salute.
Proviamo a confrontarci su questi processi e le possibilità di costruire percorsi di lotta.

Partenza 730 da Largo Preneste 

Sabato 10 gennaio.

Quasi come una tradizione, Lion's Way Sound System inizia l'anno con una serata a sostegno di Scarceranda e Radio Onda Rossa montando il loro impianto nella yard dello Strike.

Si comincia dalle ore 20:00 con la cena a cura della redazione di Radio Onda Rossa per poi proseguire con la presentazione dell'edizione 2026 di Scarceranda.

Dalle ore 22:00, Lion's Way Sound System full powa con la compagnia al microfono di Ras Santo. Alle selezioni: The Healing e Ital Skank.

Entrata a sottoscrizione libera a sostegno del proggetto Scarceranda.

 

Strike S.P.A.

Via Umberto Partini 21, Roma

Il 31 dicembre, ormai da svariati anni, andiamo sotto le mura di Rebibbia, a far sapere a chi è lì dentro che non è sol*, e a far sentire a chi vive fuori (noi) la voce di chi vive dentro. Il 31 dicembre è anche questo, un momento di lotta e condivisione, un momento di solidarietà concreta, per portare un racconto o anche solo un saluto alle persone che sono dentro. Un momento di ascolto, un momento per non essere solo testimoni alle barbarie di questo mondo, per dimostrare che vi è ancora chi resiste e lotta, fuori e dentro, per la libertà.
Raccontano che la vita è nel fomentare la guerra ma allo stesso tempo nella pace sociale, nell’ordine, nella difesa dei confini, nella legalità che difende il più forte. La vita è altrove, in chi resiste, in chi ha la capacità di immaginare un mondo diverso per sé e per qualcun altro. Come dicevano i detenuti di Regina Coeli, la vita non puoi farla prigioniera.

Compagn* verso il 31 dicembre 2025 a Rebibbia.

“Perchè nessun errore, nessun danno può trovare soluzione nella cattività, nell’umiliazione, nell’abbrutimento dell’essere umano. In carcere si muore e basta. Muore il bello che c’è in noi. Muore la voglia di vivere. Muoiono le relazioni. Muore il nostro presente e il nostro futuro. Muoiono i nostri corpi.
Per questo vi chiediamo aiuto. Aiutateci a far aprire gli occhi a chi è fuori. A rendere trasparenti questi muri.
Non vogliamo spegnerci qui dentro!”
Detenuti liberi di Regina Coeli, Maggio 2025.


Per maggiori informazioni e per restare aggiornat* sulle iniziative del Dicembre Anticarcerario visita il sito di Onda Rossa o sintonizzati sugli 87.9 FM.

Presentazione di Scarceranda a Zei, a Lecce.

 

Domenica 21 dalle ore 17 iniziativa contro il carcere e la repressione a Lo Spazio, via prato giardino 13 a Bracciano. Si comincia con la proiezione del corto “Day break” di Yaser Yari per poi proseguire con il dibattito sulla militarizzazione della società e la repressione del dissenso. Ne parliamo con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e con Radio Onda Rossa, che presenterà la nuova Scarceranda del 2026.

Scarceranda, l'agenda contro il carcere giorno dopo giorno , è un progetto che dal 1999 garantisce, per ogni copia venduta fuori dal carcere, l'invio di una copia ad una persona detenuta che ne fa richiesta, o di cui ci viene segnalato il nominativo. Come ogni anno, l'agenda si accompagna al quaderno - quest'anno il numero 20 - al costo totale di 12,00€ 

A seguire organizziamo un aperitivo/cena per raccogliere fondi per le attività di GASP, che riprenderanno da gennaio con il corso di italiano per migranti.

Diffondi, partecipa e sostieni le realtà in movimento sul tuo territorio! Ci vediamo domenica 21 a Lo spazio dalle 17

SABATO 20 DICEMBRE 2025
Non è un mercato di Natale
@CSOA eXSnia 

Artigianato resistente - pranzo solidale per la palestina - Miele del Lago - Diretta di Radio Ondarossa dal piazzale - presentazione Scarceranda 2026 - Calendario per i Rojava
Musica e Vin Brulé 

Programma:

Ore 11 
Laboratori artigianali per bambin3

Ore 12.30
Pranzo Sociale benefit Gazzella Onlus (Gaza)

Ore 14,30 Tombolata

Ore 16,30
Presentazione di Scarceranda 2026

Ore 18,00 - 20 
AperiROR 

Sostieni chi resiste non finanziare il capitalismo
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 Dalle h 18:30 presentazione dell'agenda 2026 con collegamento da Radio Onda Rossa e dibattito.

Stravento non è solo un bar, è prima di tutto uno spazio culturale, un presidio di prossimità nel quartiere San Berillo di Catania. 
Ospitare la presentazione dell'Agenda Scarceranda 2026 diventa parte dell'impegno quotidiano di questo posto: amplificare ciò che viene marginalizzato, aprire connessioni dove ci sono muri, fare della cultura uno strumento di liberazione collettiva.

Domenica 7 dicembre 2025.

Tronchese – contro le sbarre, da entrambi i lati.

Due presentazioni, due live, tante altre cose. 

Al Turba di Perugia, appena sotto la fermata del minimetrò M. Alta, lungo la ciclabile, nell’anfratto più umido e buio di via del Fosso (coordinate 43.104774, 12.369114).

Scarceranda 2026 (alle 17h00)

Dal 1999 l’agenda contro il carcere, giorno dopo giorno. Scarceranda viene donata alle persone prigioniere che ne facciano richiesta o segnalate a Radio Onda Rossa, che provvede alla spedizione postale in carcere. Questo è possibile grazie al sostegno di chi, liberx, “acquista” Scarceranda: per ogni copia comprata fuori, una viene mandata dentro.

Potete contribuire alle edizioni future di Scarceranda con i vostri disegni e scritti: saggi, racconti, poesie, ricette culinarie (l’agenda ospita le Ricette evasive: di facile preparazione servendosi del fornelletto, pensate soprattutto per chi è prigionierx, riutilizzando parte del vitto fornito dall’amministrazione penitenziaria).

Se volete far giungere la Scarceranda in carcere a una persona specifica, potete comunicare a Radio Onda Rossa il nominativo dellx prigionierx e l’indirizzo, avendo premura di indicare la città, il carcere e possibilmente anche la sezione.

Perché di carcere non si muoia più, ma neanche di carcere si viva.

 

Mai farsi arrestare di venerdì (alle 19h00)

Un libro che sin dal titolo è un ottimo suggerimento, ma non solo. Mai farsi arrestare di venerdì. Memoir di un’esperienza carceraria con poesie d’amore verso la fine del mondo, di Sara Caterina Tzarina Casiccia, Eris edizioni.

Questo testo parla di carcere, di misure repressive, di corpi femminili e corpi che non sono liberi di muoversi, ma anche di lotta, di voglia di usare un linguaggio diverso per raccontare tutte queste esperienze perché a volte certe parole sono fredde e non riescono a rappresentare il proprio vissuto. È così che la saggistica si mescola con la poesia. Un modo per condividere il senso di solitudine, il sentirsi intrappolate, la sensazione di esilio che si vive quando non si è libere di spostarsi perché libere non lo si è completamente. Questo è soprattutto un racconto autobiografico, tra prosa, poesia e saggistica. Un memoir che parte da un’esperienza personale in carcere, in Spagna, non per far conoscere solo la propria storia, ma soprattutto quella delle altre persone che l’autrice ha incontrato tra le mura della prigione. Allo stesso tempo questa è una riflessione su che cos’è il carcere e cosa vuol dire starci dentro, riflessioni politiche, ma soprattutto umane ed empatiche.

Porque no estamos todas, faltan las presas – perché non ci siamo tutte, mancano le prigioniere.

 

Doppio concerto, perché galere e CPR non ne vogliamo più

ATSL – Attempt to Somebody’s Life (Firenze): presentano la loro nuova opera CYRENE. Non un semplice disco, ma un atto d’accusa e ribellione: un concept album imperniato, traccia dopo traccia, sulla denuncia dei crimini commessi contro i migranti nei lager libici.

Nueva Isla Kilombo (Perugia): spazio di resistenza e guerriglia sonora. Piccole sommosse rumorose e liberatrici.

A intervallare silenzio e rumore, cena benefit Radio Onda Rossa e ludopatia solidale con La Smorfiosa – tombola sovversiva autoprodotta.

Per tutta la durata dell’iniziativa, sarà possibile scrivere/disegnare contributi per Scarceranda 2027 in un ambiente tranquillo e fornito di materiale (se però vuoi portarne da casa torna sempre utile). Nello spazio è inoltre presente un angolo con buste, carta da lettere e un indirizzario il più possibile aggiornato per scrivere allx prigionierx.

Venerdì 5 Dicembre ore 18 all'occupazione di via del Leone, a Firenze, presentazione della Scarceranda 2026.

E' uscita la nuova Scarceranda 2026!

Per averne una copia, puoi:

  • venire nella sede di Radio Onda Rossa, a via dei Volsci, 56, a Roma
  • scrivere una e-mail a scarceranda@ondarossa.info
  • andare in una delle librerie e infoshop di movimento che fanno da Punto di distribuzione
  • venire ai banchetti di Radio Onda Rossa durante le iniziative di movimento

 

Puoi segnalarci il nominativo di una persona detenuta a cui inviare una copia di Scarceranda. Per farlo, scrivici una e-mail

Visita il sito dedicato, per maggiori info: Scarceranda 2026

Perché di carcere non si muoia più, ma neanche di carcere si viva.

Tuttx liberx!

Ponte a chi?

Domenica 23/11 dalle 10 sugli 87.9 in FM apriamo i microfoni su uno dei temi centrali nel dibattito pubblico odierno: lo Stretto e il Ponte.
 
Negli ultimi giorni la Corte dei Conti ha riposto un ulteriore freno all’iter del progetto: la Sezione centrale di controllo di legittimità non ha ammesso al visto il “terzo atto aggiuntivo” della convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la concessionaria Stretto di Messina S.p.A., bloccando di fatto la registrazione del decreto n. 190 del 1 agosto 2025. Questa decisione segue quella della fine di ottobre, quando la Corte aveva già negato il visto di legittimità alla delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) che approvava il progetto esecutivo e le risorse destinate all’opera.

Mentre Salvini e la maggioranza sono alle prese con le beghe legali su un progetto già fallito più volte negli ultimi 30 anni, sul territorio i movimenti si riorganizzano contro grandi e piccole opere. Una lotta che unisce non solo le due sponde dello Stretto ma che indirettamente guarda al resto del Paese. Il Ponte è la cartina da tornasole di un tema ben più ampio, che attraversa lo stivale da Nord a Sud: quello delle grandi opere come costo-opportunità. Ogni euro destinato anche solo all'ideazione di un’infrastruttura così complessa viene sottratto ad alternative possibili: mobilità locale, messa in sicurezza del territorio, scuola, sanità, infrastrutture già esistenti. E' un meccanismo che si autoalimenta: più l’opera è enorme, più diventa irrimediabile, anche quando dubbi tecnici, scientifici o economici crescono. Nel frattempo, territori più e meno fragili restano senza finanziamenti. Si crea così il paradosso: la promessa di sviluppo futuro finisce per uccidere il presente.

La discussione comincia qui. Ci sentiamo domenica in FM, in DAB e in streaming!

 

Qui un audio di voci dal corteo del 9 agosto scorso: