Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

Presentazione dell'agenda Scarceranda 2025 con alcun compagn di Radio Onda Rossa.

A seguire, quattro chiacchiere con compagn di Latina contro l'istituzione penitenziaria, la soluzione penale, la società del controllo e della repressione...

Dove si fa: Kokoro, via Plauto, 12, 04100, Latina.

Dalle ore 19:30.

17 Gennaio ore 19, Presentazione di scarceranda  in sala da tè del forte prenestino

La presentazione sarà insieme a Pilar Curillàn Huenchunao  studentessa e portavoce dei prigionieri politici Mauche nel Carcere di Temuco, Caso Lautaro  e della CAM, la Coordinadora Arauco Malleco interverrà sulla condzine dei prigiornieri politici mapuche nelle carceri cilene e su cosa significa la resistenza mapuche e il recupero territoriale.

Giovedì 16 gennaio dalle ore 18.15
seconda puntata del ciclo di trasmissioni su Woke e Cancel culture "Non si può più dire niente".

Qui puoi riascoltare la prima puntata.

Lunedì 31 Dicembre ore 10:00 appuntamento sotto il carcere di Rebibbia (all'angolo tra via Bartolo Longo e via Raffaele Majetti) per dare solidarietà alle persone recluse.

 

“Ti basterebbe un solo sguardo per capire che queste persone non sono più umane, che senza un progetto, un lavoro, senza ricevere risposte, senza una speranza non siamo più niente. Provaci tu a non poter chiamare la tua compagna, a dover scegliere se usare la tua unica chiamata per sentire i tuoi figli o i tuoi genitori. Prova ad avere solo 10 maledetti minuti a settimana per comprimere tutto, ogni pensiero, ogni parola, ogni sentimento. Prova a non sentirti solo, impotente, perso. Basterebbe seguirci mentre arriviamo ammanettati tra la gente, ancora non giudicati, in quelle aule dove dovrebbero fare giustizia, ma ti senti colpevole anche se non lo sei, vivi la condanna prima ancora della sentenza. Trascinati coi ferri ai polsi, chiusi dentro una gabbia più piccola della cella, sbattuti e umiliati in quei sotterranei luridi di piazzale Clodio. Basterebbe assaggiare questo cibo, che fa schifo e comunque non basta mai. Basterebbe finire in questo baratro per capire che i muri e le sbarre chiudono dentro anime vive e tengono fuori l'umanità, la civiltà. Ti basterebbe vederlo, questo posto, per non poter più far finta di nulla. Ti metteresti anche tu a sbattere con noi.  Questa volta, non girarti dall'altra parte. Posa l'aperitivo, sospendi la call, metti in pausa il film. Prova a vedere oltre questo maledetto muro.”
Detenuti liberi di Regina Coeli, Facciamo rumore, Giugno 2024.

84 nel 2022; 69 nel 2023; più di 60 già alla fine dell’estate del 2024.  Questi numeri contano i suicidi nelle carceri italiane. Il problema non è la morte di chi è reclus*, quanto la normalità del carcere che spezza le vite di chiunque vi metta piede. La morte ne è la tragica conseguenza.

Il carcere che uccide è il carcere paradigma di questo tempo, come soluzione ad ogni problema. Come luogo dove nascondere poveri e migranti, dove sorvegliare e punire chi annega nelle disuguaglianze di questa società insieme a chi ha il coraggio di sfidarle.

Una società che ha bisogno del carcere si materializza nei processi di militarizzazione delle scuole come dei quartieri, nei decreti sicurezza che aumentano le pene e i reati. Il carcere come riproduzione della società, della sua forza produttiva e di tutti i suoi valori. Il carcere come paradigma si esprime anche nei CPR, nel mito della sicurezza a scapito della libertà. La libertà di circolare al di là della propria provenienza, la libertà di studiare, di lavorare, di protestare.  La libertà contro il carcere, il carcere contro l* dannat* della terra.  Dannat* che gridano giustizia e gridano vendetta: come dalla Palestina così dal mediterraneo, dai luoghi di lavoro, dello sfruttamento e dell’oppressione.

È difficile ormai individuare il momento più problematico per le persone recluse: è l’estate in cui le celle diventano dei forni o l’inverno quando sono delle ghiacciaie? Quando si entra o quando si esce e ci si ritrova in un mondo che non ti appartiene più? Per alcuni il momento più difficile è il natale. Secondo noi il carcere è difficile 365 giorni l’anno, risolutivo mai. Per noi il carcere non è mai una soluzione, è uno strumento di irrigidimento della società; è per chi trova espedienti allo sfruttamento del lavoro, per chi non paga una vita sempre più cara, per chi occupa una casa o non può più pagarne un affitto, e così in occupazione ci si ritrova. Uno strumento per educare chi ancora mantiene uno spirito critico, chi si ribella, come hanno fatto i/le detenut* di Regina Coeli negli ultimi mesi o tant* altr* reclus*.

Ma educa a cosa? Al fatto che la critica va bene purché sia ubbidiente, alla sopraffazione, al patriarcato, a quegli stessi valori che contraddistinguono la società fuori. Carcere e società non sono due dimensioni distinte quanto l’uno il proseguimento dell’altra. I meccanismi di oppressione che agiscono sulle nostre vite fuori dai luoghi di detenzione vengono perpetuati anche al loro interno.

Gli errori e le violenze che conducono alcune persone in carcere sono frutto della cultura di questa società, della marginalizzazione sociale, di quel processo che costruisce un ponte fra le periferie e il carcere, fra l’assenza di documenti e i luoghi di detenzione. Per noi essere contro il carcere significa essere contro la società che lo genera e lo difende.

Il 31 dicembre, ormai da svariati anni, andiamo sotto le mura di Rebibbia, a far sapere a chi è lì dentro che non è sol*, e a far sentire a chi vive fuori (noi) la voce di chi vive dentro. Il 31 dicembre è anche questo, un momento di lotta e condivisione, un momento di solidarietà concreta, per portare un racconto o anche solo un saluto alle persone che sono dentro. Un momento di ascolto, un momento per non essere solo testimoni alle barbarie di questo mondo, per dimostrare che vi è ancora chi resiste e lotta, fuori e dentro, per la libertà.

Raccontano che la vita è nel fomentare la guerra ma allo stesso tempo nella pace sociale, nell’ordine, nella difesa dei confini, nella legalità che difende il più forte. La vita è altrove, in chi resiste, in chi ha la capacità di immaginare un mondo diverso per sé e per qualcun altro. Come dicevano i detenuti di Regina Coeli, la vita non puoi farla prigioniera.

Compagn* verso il 31 dicembre 2024 a Rebibbia.

Dalle 18 dibattito.

Dopo la cena, alle 2130 spettacolo con Paola Francesca Iozzi e Leonardo Maltese 

 

Il sabato 21 dicembre, a partire dalle ore 22, Bass Connection Roots and Dub Night presenta alla resident family di Ghetto Pawa, Dubass feat. Sista Maria e Freddie Stork feat. Amparito MC insieme a Militant Dub Area feat. Lion's Way Sound System e More Fire a sostegno di Radio Onda Rossa. Il tutto powered by Evergreen Sound System

Sabato 21 dicembre, a partire dalle ore 22, al CSOAT Auro e Marco (Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione 268, Roma)

Dialogo sulla repressione tra lotta e resistenza.

  • Ore 17: mostra e serigrafia in live - l'inferno delle carceri israeliane ai tempi del genocidio
  • ore 18.30: dialogo aperto con Scarceranda, Alberi della rete, All eyes on Palestine
  • Ore 21: Cena sociale benefit

A seguire musica da camera con Pensieri e Oltre

Per 3 giovedì (5 dicembre, 12 dicembre, 19 dicembre) ore 18.15, 3 appuntamenti per parlare di Roma e dell'ennesimo grande evento in arrivo.

Come sempre sugli 87.9 FM

Il 30 novembre alla Casa di Quartiere in via Trani, 1 parliamo di carcere e del DDL 1660. Negli ultimi anni, grazie alle lotte portate avanti dai detenuti in tutte le prigioni d’Italia contro le condizioni disumane che sono costretti a vivere, su tutti lo sciopero della fame di Alfredo Cospito al 41 bis, si è tornato a parlare di detenzione dai bar fino alle prime pagine dei quotidiani.

Nel 2020, allo scoppio dell’emergenza Covid, il governo decise di chiudere i colloqui fra detenuti e familiari, e ci ritrovammo insieme a diverse famiglie della borgata di fronte al carcere di Rebibbia per protestare contro questa decisione, e chiedere notizia delle persone detenute. Mentre fuori chiudeva tutto e si imponevano misure di distanziamento sociale, dentro le carceri già sovraffollate e con problemi sanitari enormi, la paura e la rabbia dei detenuti cresceva di ora in ora. Fino alle rivolte che si diffusero in tutta Italia, e alla strage con la morte di 13 detenuti.

Una strage senza colpevoli secondo la procura, raccontata come pilotata dalla criminalità organizzata da giornali e politici.
Da quel 2020 non si contano i procedimenti contro secondini, il più noto quello per le torture nel carcere di Santa Maria Capua a vetere, le condanne della Cedu (corte europea dei diritti dell’uomo) nei confronti dell’Italia, le inchieste giornalistiche e i presidi sotto i penitenziari.

Nel 2024 sono già più di 60 i suicidi nelle carceri, l’indice di sovraffollamento al 120%, il tasso generale di recidiva è al 70%.
La detenzione in carcere nel migliore dei casi fallisce completamente la sua funzione, molto spessa lasca segni indelebile nella vita di chi la incontra, nella peggiore dei casi uccide.

A fronte di questa evidenza governi di ogni colore continuano ad approvare misure che aggravano le pene per i reati commessi da chi lotta per i propri diritti, dalle persone immigrate, dalle persone che nascono e vivono nei quartieri popolari. Questi tre “gruppi sociali” costituiscono la quasi totalità della popolazione che affolla le carceri.

L’ultima di queste misure, di particolare gravità, è il disegno di legge 1660, che rischia di essere approvato nelle prossime settimane.

Di tutto questo parleremo insiem a Radio onda rossa, Eddi marcucci, i disoccupati 7 novembre, C.O.R.E. (comitato contro carcere e repressione) e l’avvocato Flavio Rossi Albertini. A seguire ci sarà una cena e uno spettacolo teatrale di Ascanio Celestini.

Verso il 31 dicembre sotto al carcere di Rebibbia.

Vi aspettiamo!

Venerdi la conduzione del Ponte Radio sarà a cura di Ondarossa e in occasione della manifestazione nazionale di NUDM del 23 novembre a Roma e Palermo parleremo di autodifesa femminista presentando due libri: L'autodifesa delle donne delle storiche Simona Feci e Laura Schettini e Avrei voluto da giovane solo vivere della poeta Nadia Alba Augustoni.  

Campagna per le spese legali dei prigionieri palestinesi in Italia

https://sostieni.link/36093

Nel momento in cui Israele è sotto accusa per genocidio alla Corte Internazionale di Giustizia, in Italia è stata avanzata una richiesta di estradizione per Anan Yaeesh, un palestinese residente in Italia dal 2019. Nonostante testimonianze di torture nelle carceri israeliane, il Ministro di Grazia e Giustizia Italiano ha disposto l’arresto di Anan a fini estradizionali.

Alla vigilia della seduta della Corte d’Appello de L’Aquila, che ha respinto la richiesta di estradizione per il concreto rischio di torture, le autorità italiane hanno disposto misure cautelari ad Anan e insieme a lui a due suoi coinquilini, Ali Irar e Mansour Doghmosh, con l’accusa di associazione terroristica (270bis, in una manovra palesemente politica che riflette la collaborazione tra Italia e Israele nella repressione della resistenza palestinese.

Questo caso rappresenta l’espressione più diretta di un’ampia campagna di criminalizzazione della resistenza e del movimento di solidarietà con la Palestina, una campagna repressiva in atto da anni ed intensificatasi con l’inizio dell’ultima aggressione israeliana a Gaza. La detenzione di Anan, Ali e Mansour è un chiaro segnale di questa volontà: nel pieno dispiegarsi della violenza colonialista israeliana, un fronte di diretta repressione della resistenza palestinese si apre anche sul nostro territorio.

Chiediamo il vostro supporto per raccogliere fondi per le spese legali di questo processo e per sostenere le necessità primarie di Anan, Ali e Mansour in carcere. È di fondamentale importanza portare avanti questa battaglia politica, non solo per il loro caso, ma per arginare la campagna di repressione che ha visto l’attuale governo accanirsi, ancor più di chi negli ultimi decenni li ha preceduti, contro la lotta per l’autodeterminazione del popolo palestinese.

Libertà per Anan, Ali e Mansour!
La resistenza non si processa!
La resistenza non si arresta!

Link al crowdfunding:
https://sostieni.link/36093

Dalle 20.30 Cena sociale

Ingresso gratuito

FooDopia: Nutrire la ConoSc(i)enza
evento a sostegno di Radio Onda Rossa
Domenica 30 Giugno 2024 dalle ore 19
C.S.O.A Forte Prenestino, Via Federico del Pino 169, Roma

Ore 19 - Racconto teatrale in Musica. Mondo Pane: La piccola grande rivoluzione del grano. Rito, mito trasformazione, resistenza.  Con Francesca Camilla D'Amico e Sebastian Giovannucci. Un progetto di ricerca teatrale e musicale a cura di Bradamante Teatro (PE).
Introducono Marta Sheboop Zoli (Radio Onda Rossa) e Prof. Mauro Serafini (UniTeramo)

Ore 20:30 - Cena Regionale a base di ricette V2 (vegan/vegetariane) by Cuoch@ del Corso di Scienze e Culture Gastronomiche per la Sostenibilità, Università di Teramo.

Ore 21:30. - DJ set con Javan Search and Destroy
Ore 22:30. - Concerto con i Cyclone, storica band psycobilly da Roma

 

Lo sviluppo di una ConoSc(i)enza" individuale sul cibo, passa per lo sviluppo di strategie comunicative semplici, comprensibili e basate su fondamenti scientifici, che permettano alla popolazione di indirizzarsi verso unalimentazione finalizzata al benessere, al basso impatto ambientale e di sviluppare una consapevolezza critica in grado di filtrare le false notizie del mainstream" mediatico. 
 

#NoPrideInGenocide

Non c’è orgoglio nel genocidio.

Da mesi assistiamo all’escalation genocida contro la popolazione palestinese. Giugno è per noi persone LGBTIQA+ il mese dei Pride Ma siamo furios3 perché è sempre più pesante la contraddizione di una festa in cui balliamo accanto alle compagnie che fanno affari con Israele; alle istituzioni che supportano politicamente bombe, colonialismo e occupazione; al Coordinamento Roma Pride che in questo momento non dice una parola di solidarietà per le\i\l3 palestinesi.

Ci sono momenti in cui non si può restare in silenzio. Per questo vogliamo invitare tutte le persone che parteciperanno il 15 giugno al Roma Pride A PRENDERE PAROLA, a non restare in silenzio portando nel corteo del Pride le bandiere e i colori della Palestina, cocomeri, i cartelli in solidarietà alla Palestina e contro il genocidio!

Non permettiamo che sia un Pride egoista, vigliacco, fuori dalla storia. Prendiamo parola, non c'è orgoglio in un genocidio!

#NOPRIDEINGENOCIDE #FREEPALESTINE

#NoPrideInGenocide

Non c’è orgoglio nel genocidio.

Da mesi assistiamo all’escalation genocida contro la popolazione palestinese. Giugno è per noi persone LGBTIQA+ il mese dei Pride Ma siamo furios3 perché è sempre più pesante la contraddizione di una festa in cui balliamo accanto alle compagnie che fanno affari con Israele; alle istituzioni che supportano politicamente bombe, colonialismo e occupazione; al Coordinamento Roma Pride che in questo momento non dice una parola di solidarietà per le\i\l3 palestinesi.

Ci sono momenti in cui non si può restare in silenzio. Per questo vogliamo invitare tutte le persone che parteciperanno il 15 giugno al Roma Pride A PRENDERE PAROLA, a non restare in silenzio portando nel corteo del Pride le bandiere e i colori della Palestina, cocomeri, i cartelli in solidarietà alla Palestina e contro il genocidio!

Non permettiamo che sia un Pride egoista, vigliacco, fuori dalla storia. Prendiamo parola, non c'è orgoglio in un genocidio!

#NOPRIDEINGENOCIDE #FREEPALESTINE

Soirée de soutien pour Radio onda rossa (Italie) (IN IT SOTTO)

€ Tous les bénéfices sont destinés à ROR : entrée 3€ et repas 5€. Bar à prix populaire. VENEZ AVEC DU CASH €

Les auditrices et auditeurs bruxellois de Radio Onda Rossa, avec le Casi-Uo, Incendiarie et l’UPJB, vous invitent à une soirée de soutien pour Radio Onda Rossa. Cette année encore, la radio la plus aimée des ondes romaines (et au-delà) a besoin de notre soutien pour émettre sans parrainages ni publicités. Depuis 47 ans, Radio Onda Rossa émet en FM et, cette année, également en numérique.

Le passage au numérique entraîne des coûts élevés et, pour cette raison, depuis Bruxelles, nous avons décidé de répondre positivement à la campagne de soutien de ROR, à laquelle nous vous invitons à participer. Au programme :

18h00-19h00 ouverture des portes
19h00-19h30 présentation de la campagne
19h30-21h30 apéritif dinatoire de soutien (option végane incluse)

Musique pendant toute la soirée et si le temps est beau, nous serons dehors dans le jardin 

Nous vous donnons rendez-vous le vendredi 14 juin au 61, rue de la Victoire, à l’UPJB à partir de 18h00. 

Mais qu'est-ce que ROR ? (extrait de https://www.ondarossa.info/chi-siamo) ROR est une radio militante qui, depuis près de cinquante ans, fonctionne selon trois éléments essentiels : 1. la réappropriation de l'information par les sujets qui la produisent et sa gestion selon des lignes horizontales (non pas "microphones sur les luttes" mais "microphones ouverts des luttes, au cœur des luttes"); 2. la rupture de l'isolement des sujets sociaux et, donc, la circulation immédiate des luttes et leur connexion; 3. l'intégration de la radio dans un projet politique global qui rompt avec le circuit des émetteurs en tant que tels.

Pourquoi le signal numérique coûte-t-il cher ? Le signal DAB est moins intense que celui en FM et consomme donc moins, mais en même temps, pour nous, le nombre de répéteurs nécessaires augmenterait (au moins un pour chaque province), tandis que parallèlement nous continuerions à émettre depuis l'émetteur FM. Nous avons estimé qu'avec ces nouvelles dépenses, cette année, la radio aura besoin d'environ 37 000 euros de contribution de la part des auditrices et auditeurs. Radio Onda Rossa est une radio entièrement autogérée et indépendante qui ne reçoit pas un sou de sponsors publicitaires ou de parrains politiques, où personne ne reçoit de salaire pour le travail effectué, qui est entièrement volontaire. Radio Onda Rossa vit grâce à la contribution de nous tous, c'est pourquoi chaque participation soutiendra à 100 % la vie ordinaire de la radio et son évolution constante pour trouver toujours de nouvelles façons d'apporter dans vos radios (numériques ou analogiques) une information claire, indépendante et de terrain, donnant la parole à ceux qui n'en ont pas.
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Serata di sostegno per Radio onda rossa

€ Tutti i proventi sono destinati a ROR : ingresso 3€ e pasto 5€. Bar a prezzi popolari. VENITE CON DEL CONTANTE €

Le ascoltatrici e gli ascoltatori brussellesi di Radio Onda Rossa, insieme al Casi-Uo, Incendiarie e l’UPJB, vi invitano a una serata di sostegno per Radio Onda Rossa. Anche quest'anno, la radio più amata dell'etere romano (e non solo) ha bisogno del nostro supporto per trasmettere senza padrini né pubblicità. Da 47 anni, Radio Onda Rossa trasmette in FM e, da quest'anno, anche in digitale.

Il passaggio al digitale comporta costi elevati e, per questo motivo, da Bruxelles abbiamo deciso di rispondere positivamente alla campagna di sostegno di ROR, a cui vi invitiamo a partecipare. In programma :

18h00-19h00 apertura porte
19h00-19h30 presentazione della campagna
19h30- 21h30 apericena di sottoscrizione (opzione vegana inclusa)

Musica durante tutta la serata e se fa bello staremo belli in giardino 

Ci vediamo venerdì 14 giugno in rue de la Victoire 61 all’UPJB dalle 18h00. 

Ma cos’è ROR ? ROR è una radio militante che da quasi cinquant’anni opera seguendo tre elementi essenziali : 1. riappropriazione dell’informazione da parte dei soggetti che la producono e sua gestione per linee orizzontali (non "microfoni sulle lotte" ma "microfoni aperti delle lotte, dentro le lotte"); 2.rottura dell’isolamento dei soggetti sociali e, quindi, immediata circolazione delle lotte e loro collegamento; 3. organicità delle radio ad un progetto politico complessivo che rompe un circuito delle emittenti in quanto tali. Tratto da https://www.ondarossa.info/chi-siamo

Perché costa il segnale digitale? Il segnale DAB è meno intenso di quello in FM e, quindi, consuma di meno, ma al contempo per noi il numero di ripetitori necessari aumenterebbe (almeno uno per ogni provincia), mentre parallelamente continueremmo ad andare in onda dal trasmettitore in FM. Abbiamo stimato che con queste nuove spese quest'anno la radio avrà bisogno di circa 37.000 euro di contributo da parte di radioascoltatrici e radioascoltatori. Radio Onda Rossa è una radio completamente autogestita e indipendente che non prende una lira da sponsor pubblicitari o padrini politici, in cui nessun@ riceve uno stipendio per il lavoro svolto che è interamente volontario. Radio Onda Rossa vive grazie al contributo di tutti e tutte noi, per cui ogni partecipazione andrà a sostenere al 100% la vita ordinaria della radio e la sua costante evoluzione per trovare sempre nuove modalità di portare nelle vostre radio (digitali o analogiche che siano) un'informazione chiara, indipendente e dal basso, dando voce a chi una voce non ce l'ha.