Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

Da mercoledì 24 Gennaio, ore 12 inizia L'orda d'oro: il miglior podcast italiano sull'Asia Centrale.

Il posto dove rispondiamo alle vostre domande più pressanti sull'Asia Centrale con la sicurezza di chi sa che tanto non troverete la risposta da nessun'altra parte. Andiamo a scoprire l'attivismo di quella parte del mondo che per gli occidentali è da sempre sinonimo di caos creativo.

Venite per la disamina della relazione tra Islam e marxismo, restate per la techno.

In onda ogni due settimane su 87.9 FM.

Serata a sostegno di Scarceranda.

Sabato 13 gennaio, Lion's Way Sound System, feat. Barabbas & Ras Santo, insieme a Dubbbletrack e Radio Torre.

A partire dalle 21:30 presentazione di Scarceranda 2024.

Dalle 23:30 till late: serata Sound System con sottoscrizione libera.

L'intera serata sarà a sostegno del progetto Scarceranda, perchè di carcere non si muoia più, ma nemmeno di carcere si viva!

A Strike, Via Umberto Partini 21, Roma.

GIORNATA D'AZIONE GLOBALE PER LA PALESTINA

Il Movimento studenti palestinesi in Italia, Udap- Unione democratica arabo palestinese e Api- Associazione dei palestinesi in Italia vi invitano a partecipare alla manifestazione a

Roma, Via dei Fori Imperiali-Largo Corrado Ricci - Sabato 13 gennaio ore 15.00

Dopo 3 lunghi mesi di violenze e mortali rappresaglie, Gaza è ormai ridotta ad un cumulo di macerie.

Non è valsa la carneficina di oltre 22.835 palestinesi uccisi, tra cui 9600 bambini; né la distruzione di più di 40 strutture sanitarie, e neppure lo sfollamento di oltre 1,9 milioni di persone abbandonate alla morsa del freddo, della fame e delle malattie per far cedere internazionalmente l'incrollabile e acritico sostegno militare, finanziario, diplomatico e politico a “Israele”.

"Israele" sta mostrando l'intento che da oltre 75 anni guida la sua azione criminale: il completo annientamento del Popolo Palestinese, anche per mezzo dello sfollamento completo, attraverso espulsioni forzate, spinto dal costante principio di pulizia etnica.

In questo momento, la partecipazione dei governi europei e del governo italiano al genocidio secolare in Palestina risulta più che evidente.

Lo dimostrano non solo le intenzioni di intensificare gli accordi militari - basti pensare che negli ultimi 10 anni gli armamenti italiani venduti ad Israele hanno superato un valore di 120 milioni di euro - ma soprattutto la responsabilità dell’Italia, sotto l’egida statunitense, nell’astensione di voto dalla risoluzione ONU per il cessate il fuoco a Gaza.

Purtroppo anche la maggior parte dei media in Italia sono responsabili della complicità nel genocidio attraverso disinformazione, "invisibilizzazione", deumanizzazione del Popolo Palestinese.

Mentre 109 giornalisti a Gaza sono stati uccisi dall’esercito sionista per

aver portato allo scoperto le violenze quotidiane del loro regime.

In pochi si sono mostrati solidali: tra questi, i fratelli Houthi yemeniti.

Nonostante la miseria in cui

versano,gli Houthi si sono impegnati a bloccare ogni nave che tenti di rifornire “Israele” attraverso il Mar Rosso.

Questo atto è costato allo Yemen 10 martiri.

Ad oggi, oltre a quanto già denunciato,  l’entità sionista ha condotto una campagna di violenta repressione in Cisgiordania (sono stati uccisi almeno 332 palestinesi dopo il 7 ottobre) e nella Palestina occupata del ’48, arrestando oltre 5000 palestinesi, di cui la maggior parte minorenni ed esponenti della resistenza civile palestinese - come Khalida Jarrar, leader del FPLP e membro del consiglio legislativo palestinese,  Monther Ameera, leader dei comitati di lotta popolare - attraverso la pratica illegale della detenzione amministrativa.

Il regime israeliano, inoltre, ha violato ogni dettame internazionale: “Israele” ha bombardato stati sovrani come il Libano e la Siria,

commettendo omicidi extra-giudiziali.

Tutto questo ha senso?

La Resistenza palestinese, di fronte a tanto orrore, si moltiplica: nuove formazioni partigiane nascono, come la Brigata dei nipoti di Yassin, ed altre si rafforzano rendendo il futuro di Israele incerto e la tensione nell'area sempre più instabile e insostenibile, coinvolgendo anche i paesi confinanti; ogni singola miccia, come ad esempio l'attentato patito da chi commemorava la memoria di Soleimani in Iran, potrebbe far detonare questa polveriera che è il Medioriente, con conseguenze terribili ed inimmaginabili per ciascuno di noi.

Non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci alla spirale di violenza che l'accondiscendenza occidentale sta avallando.

Per questo sabato 13 gennaio, in risposta alla chiamata globale all’azione per la Palestina, sarà necessario riappropriarsi delle strade e delle piazze in raccordo e  continuità con le comunità internazionali che sono inequivocabilmente a fianco del Popolo Palestinese

CHIEDIAMO:

-La cessazione immediata del genocidio indiscriminato in atto a Gaza e in Palestina;

-Di spezzare l'assedio imposto a Gaza, consentendo l’ingresso immediato degli aiuti umanitari e sanitari;

-Il rispetto delle risoluzioni ONU per il diritto all’autodeterminazione e il diritto al ritorno per i profughi palestinesi;

-La liberazione di tutti i detenuti palestinesi nelle carceri sioniste;

- Ai media di porre fine alla narrativa totalmente appiattita sulla dialettica sionista;

-Al Governo italiano, di sanzionare il progetto criminale sionista, cioè di interrompere le relazioni politiche, economiche e militari che intrattiene con l'entità “d'Israele”, le sue aziende e le multinazionali che fanno affari con l'apartheid e sulla pelle dei Palestinesi.

Non potrà esserci pace senza la liberazione dall’occupazione sionista!

Intifada fino alla Vittoria!

GIOVEDÌ 11 GENNAIO ORE 18

FACOLTÀ DI LETTERE-ROMA 3

via Ostiense 236

Proiezione di UNA STORIA PROLETARIA

Una storia proletaria è un ritratto di Salvatore Ricciardi, Salvo per amic* e compagn*, un militante comunista che ha attraversato la lunga fase di ribellione collettiva che ha segnato per quasi 30 anni la storia italiana: dagli scontri di Porta S.Paolo a Roma nel 1960, alle lotte studentesche e operaie degli anni '60 e '70, dall’esperienza della lotta armata ai lunghi anni di carcere, in una rinnovata e mai interrotta militanza, nelle piazze, nei movimenti, nei luoghi di lavoro, dai microfoni di una radio.

Ritornando nelle strade e nei quartieri che l’hanno visto protagonista e dove si è formato politicamente, Salvatore ricostruisce la sua esperienza umana e politica, contraddistinta dalla coerenza, che, come diceva lui, è la sola morale proletaria.

 

Presidio intorno alle mura del carcere di Rebibbia, banchetto con la nuova agenda Scarceranda.


Appuntamento ore 10 all'angolo fra via B. Longo e via R. Majetti.

Decreto “Rave”, decreto “Cutro”, decreto “Caivano”, pacchetto sicurezza. E poi ancora inasprimento delle misure contro chi protesta  per l’ambiente o occupa le case, nuovi centri di permanenza e rimpatrio (CPR) in ogni regione, il tanto discusso memorandum Italia-Albania. Nell’ultimo anno il governo Meloni ha sfruttato i casi mediatici per accelerare il suo programma elettorale fatto di restrizione dei diritti e (presunto) controllo delle frontiere. A colpi di decreti legge, subito effettivi e di grande impatto sull’opinione pubblica, la compagine di governo ha iniziato una neanche troppo lenta erosione delle libertà individuali e collettive in nome di un non meglio precisati slogan come “la pacchia è finita”.

Nel frattempo, i dati sulla detenzione in Italia ci parlano di un aumento costante della popolazione carceraria, in condizioni sempre peggiori. Nel 2023 il tassi di affollamento medio in Italia è del 120% con picchi del 151% in Lombardia e del 145% in Puglia (Dati rapporto Antigone 2023), mentre 63 si sono tolte la vita (dati Ristretti Orizzonti 2023). Tra loro due persone in sciopero della fame, che denunciavano la propria condizione e ritenevano di essere vittime di condanne ingiuste. Nonostante la situazione già disumana, si moltiplicano i luoghi di detenzione, vengono aperti nuovi CPR e nel frattempo a Milano i magistrati chiudono il centro di via Corelli perchè “è un lager, meglio morire”.

Esiste un collegamento tra tutte le misure securitarie dell’ultimo anno? Quali ricadute sulle migrazioni, i quartieri popolari delle città, chi protesta e si attiva per cambiare il presente? Qual è la situazione reale nelle carceri italiane oltre le narrazioni mediatiche?


Venerdì 29 dicembre h.18:30 Tavola rotonda con:

Radio Ondarossa - Presentazione Scarceranda 2024
Comitato Core
Clinica legale immigrazione Roma Tre
Antigone Lazio
Riapriamo Villa Tiburtina

H.20:30 cena sociale

H.22 Reading teatrale con Leonardo Maltese e Paola Francesca Iozzi

A seguire dj set Dost


Iniziativa a sostegno di Radio Ondarossa

Mercoledì 20 alle ore 18

presentazione di Scarceranda alla Libreria Antigone, libreria lgbtqia+, via dei Piceni 1

con la partecipazione di Leila Daianis dell'associazione Libellula

Aperitivo a sostegno di Radio Ondarossa e presentazione della nuova Scarceranda 2024.

chiacchierata partendo dal contributo "Attraverso il tempo: spunti sulla repressione sessuale nelle carceri italiane".

Ad L38Squat, via Giuliotti, Sesto ponte, L38, Roma.

Redazionale in diretta Domenica 17 Dicembre dalle 10:30 alle 12:30

Chiama e partecipa allo 06491750

email: ondarossa@ondarossa.info

Il Dub a sostegno del DAB di Radio Ondarossa

Prima del concerto, alle 18, ci sarà un dibattito: "La radio ai tempi del DAB"!

A Seguire:

Il Dub a sostegno del DAB di Radio Ondarossa

Open act: I Neurologici

Head liner della serata:
Mellow Mood meets Paolo Baldini DubFiles -Mañana Dub live

"Manana Dub live" ovvero il Dub-show di Paolo e dei gemelli, incentrato sull'album Manana dei Mellow Mood.
After show:
MOREFIRE feat Mash up Babylon

Powered by
REAL ROCK HI-FI SOUND SYSTEM

Inizio concerti ore 23:00
 

cosa cambia nella comunicazione radiofonica con l'arrivo del DAB? quale possibilità di presa di parola per i movimenti sociali con questo passaggio?

DAB è una parola che non molte persone conoscono. Eppure, l'arrivo di questa tecnologia lascerà delle conseguenze importanti nella possibilità dei movimenti sociali di riappropriarsi della capacità di comunicare.

Come redattrici e redattori di Radio Ondarossa abbiamo sempre creduto che la Radio non fosse cosa privata, ma patrimonio dei movimenti sociali di questa città.

È con questo spirito che lanciamo un momento di restituzione e di confronto. Vogliamo raccontare cosa sta succedendo e perché; come la radio si sta muovendo, quali passi avanti stiamo cercando di fare; quali i rischi e quali i cambiamenti che la radio sta intraprendendo.

Ci vediamo Venerdì 17 Novembre alle 18.00 al CSOA Forte Prenestino.

A seguire : Il Dub a sostegno del DAB di Radio Ondarossa

Ascolta la registrazione.

 

 

Domenica 12 Novembre, dalle 9 alle 21, dodici ore di staffetta radiofonica in solidarietà al popolo palestinese.

Parteciperanno ondadurto, quar, ondarossa, zeta-am, wombat, ciroma, blackout, eustachio, città pescara.

La registrazione sarà disponibile qui.

Venerdì 10 Novembre, a Strike, suoneranno Ambassador21, duo Industrial / digital hardcore bielorusso attivo da anni nella scena.

Aprirà la serata un djset a cura di Dj Elettrodo (curatore di Disorder e Prove tecniche di trasmissione) e In noctibus panis.

L'ingresso è a sottoscrizione libera, che andrà tutta a sostegno di Radio Ondarossa, per mantenerla libera e senza pubblicità nell'etere romano.

 

Venerdì 10 novembre ore 22 - Strike, via Umberto Partini, Roma.

LA PAROLA SULLE NOSTRE VITE SPETTA A NOI

IL GRIDO DELLE PERIFERIE PRENDE FORZA IN STRADA


"Più armi, più armi, più armi"
Alla guerra a due passi da casa ogni bandiera di partito risponde così.
Il costo della vita altissimo, la sanità a pezzi tanto da farci sentire spacciati davanti ad un malanno che colpisce noi o i nostri cari e i bonus come ricetta ad ogni bisogno mancante non dovrebbero darci altra prospettiva che vivere pensando al giorno successivo.
Per costringerci a lavorare con salari sempre più bassi vogliono farci interiorizzare che è stronzo il fannullone sul divano, non chi sta seduto comodo sulle poltrone in parlamento o i ricchi tra ristoranti e yacht.

"Degrado sei, degrado rimarrai"
È così che vediamo l'intervento dei media, dei politici e della polizia quando infiammano i talk show, le maxi retate e le campagne d'odio nei confronti di chi vive nei quartieri popolari: un monito rivolto a tuttx noi per invitarci ad abbassare la testa, a stare come stiamo.
Parlano di riqualificazione ma intendono una ghiotta speculazione per i loro soci palazzinari, millantano l'innovazione ecologica ma vogliono costruire un inceneritore accanto a casa nostra per intossicarci l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo.

Con lo sfondo della violenza della guerra su popolazioni intere, con la politica che definisce "un gioco tra ragazzi" o protegge con un "credo a mio figlio" uno stupro, con l'edilizia pubblica orientata sul costruire nuove carceri, non una casa per tuttx, crescono generazioni intere con l'idea molto chiara che la sopraffazione ha sempre la meglio.

Eppure a noi, che abbiamo occupato stabili interi prendendoci cura del quartiere e delle persone che lo abitano, piace sognare.

Sognamo ad occhi aperti perché coscienti delle contraddizioni che viviamo ma con la voglia di costruire sempre più bellezza.

E' con questo spirito che insieme alle persone che abitano a Quarticciolo, Rebibbia, Ostia, Spinaceto, Torpignattara e a quelle che in città abbiamo conosciuto nelle battaglie sociali, abbiamo pensato ad un pomeriggio vivo e partecipato nel quartiere Laurentino 38.
Con la musica e con le parole vogliamo raggiungere chi abita con noi il quartiere e vuole riscatto perché rifiuta l'immagine cupa e negativa che vogliono incollarci addosso.

Chiediamo a tuttx di unirsi a noi, anche da altri quartieri popolari, venerdì 27 ottobre - alle 18.30 - a partire dal primo ponte del quartiere Laurentino 38 (via Ignazio Silone altezza via gian pietro lucini) percorreremo le strade con la musica che ci fa battere il cuore.

 

------------------------

APRIAMO LA STREET PARADE
"IL GRIDO DELLE PERIFERIE PRENDE FORZA IN STRADA”
CON UN CARRO CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE


Saremo in testa alla street parade e non vogliamo che siano altri a parlare al posto nostro.
Ogni giorno i quartieri popolari vengono dipinti come “terra di nessuno”, facile teatro di violenze contro le donne e la gente che li abita come complice silenziosa.

L'Italia femminicida utilizza i mezzi d'informazione per cristallizzare la violenza. Ogni giorno veniamo bombardatx dalle notizie mediatiche con i particolari scavati nella vita delle donne uccise da mariti, fidanzati, amici cugini e zii senza che venga mai rivolta un'accusa alle fondamenta di una società basata sulla sopraffazione.

La politica difende il potere patriarcale e strumentalizza gli episodi di violenza maschile sulle donne per campagne securitarie che hanno lo scopo di terrorizzarci, disciplinarci e spingerci a restare chiuse in casa. La risposta politica ai più eclatanti episodi di violenza sono blitz di polizia nei quartieri popolari, i militari nelle stazioni e un innalzamento delle pene e tutto ciò niente ha a che fare con il contrasto alla violenza sulle donne. Le tante politiche di populismo penale fatte sulla nostra pelle non hanno mai prodotto alcun risultato: i dati pubblicamente noti che riguardano la violenza maschile sulle donne sono invariati. Mai viene nominata l'importanza delle reti di solidarietà e sorellanza, mai ci si riferisce al lavoro dei centri antiviolenza, mai si parla della necessità di educare contro gli stereotipi di genere che collocano le donne sotto il controllo degli uomini.

Viviamo nelle occupazioni di case, sbarriamo i portoni per portare solidarietà a chi è sotto sfratto, ma sappiamo bene che spesso le mura domestiche sono tutt’altro che luoghi sicuri per noi perchè è proprio in famiglia che avviene il maggior numero di violenze.

Chi parla al posto nostro non sa che alcune volte è stato proprio il senso di appartenenza e la conoscenza reciproca in quartiere a permettere a molte di noi di cavarsela, impedendo che la violenza restasse un fatto privato.

Se il primo passo è riconoscere la violenza che su di noi viene agita, il secondo è avere la possibilità di fuggirne. Sappiamo quanto è complicato riuscirci quando non hai una indipendenza economica o una rete di relazioni su cui poter contare.

Questo è per noi un motivo in più per scendere in strada e darci forza insieme, perché nessuna venga lasciata sola coi propri guai. Lo facciamo con la musica che piace a noi, con lo spirito alto di chi non je la darà mai vinta.

Venerdì 27 ottobre - ore 18.30
Partenza dal primo ponte del quartiere Laurentino 38
(via Ignazio Silone altezza via Gian Pietro Lucini)

 

Sabato 21 Ottobre alle 14:00 davanti alla Basilica di San Piero a grado per un corteo antimilitarista, pacifista, ambientalista composto da lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, intere famiglie che contro guerra, armi e industria fossile proveranno a fermare l’escalation bellica.

Dalle 10:30 workshop per la realizzazione di contenuti audio e podcast con Audacity a cura di Radio Ondarossa

Dalle 16:00 assemblea pubblica verso l'apertura della frequenza di Radio Ondarossa a Terni