Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

Dopo i concerti del venerdì...

Domenica 24 MAGGIO- Festeggiamo sotto la radio


-Dalle 13:00 pranzo sociale sotto la radio in via dei Volsci 

-Alle 15:00 laboratorio collettivo di canto a cura di Gramigna

-Dalle 17:00 "Letture della Palestina" a cura di Blu Yoashimi

-Dalle 19:00 Dj set a cura de La Cicala

 

 

 

 

Venerdì 22 maggio 

Ex Snia Viscosa - via Prenestina 173 

In concerto:

FUCKSIA

YUNG PANINARU

SAM ARCANDA

WOR

BDC

HOLA  A.K.A.  ETICA

CARENZA 503

SERNI

 

Dalle 20 cucina a cura di ROR e angolo Mojito 
 

L'appuntamento successivo è per domenica 24 sotto la radio.

In studio e con il contributo di ascoltatori e ascoltatrici che possono intervenire chiamando allo 06491750, parliamo di politica economica e sociale del governo Meloni: dal documento di finanza pubblica recentemente approvato dal parlamento al decreto sul lavoro denominato "1°Maggio"; un nome che visti i contenuti risuona come una provocazione per lavoratrici e lavoratori.

 

per intervenire 06491750 e raccontare un nostro ricordo al laurentino.

35 anni senza chiedere il permesso 

Il 1° Maggio: storia di una giornata di lotta internazionale.

Domenica 26 aprile dalle ore 10:30 dai microfoni di Radio Onda Rossa parleremo della giornata di lotta internazionale del 1 Maggio, istituita dall’Associazione Internazionale dei Lavoratori (II Internazionale) nel 1889 a partire dalle lotte negli USA per la riduzione a 8 ore della giornata lavorativa. In studio con noi altre compagne e compagni, fra gli organizzatori del corteo di quest’anno, metteranno a confronto con ascoltatrici e ascoltatori le riflessioni su questa giornata e in generale sulla declinazione odierna del conflitto capitale/lavoro e la loro dimensione internazionale. L’unità internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori è l’antidoto al nazionalismo e alle guerre? Come si aggiorna l’internazionalismo con le lotte di genere e razziali?

Su questo e altro potete ascoltarci sugli 87.9 FM, in DAB oppure in streaming www.ondarossa.info e soprattutto potete intervenire chiamando allo 06491750

Giornata dedicata alle Resistenze Digitali al centro sociale occupato autogestito IPO' di Marino:

> ore 11 : laboratorio a cura di CIRCE (https://circex.org/) "Giocare o essere giocati"

> ore 13 : pranzo sociale

> ore 14e30 : laboratorio a cura di AvAna (https://avana.forteprenestino.net/)

> ore 16 : presentazione di libri "Assalto alle piattaforme" di Kenobit e "Internet Mon Amour" di Agnese Trocchi

> ore 17e30 : gameboy live set a cura di Kenobit

La repressione come nello specifico la censura del        dissenso politico è  sempre stato uno degli strumenti con cui il        potere si è affermato nel tempo. Il movimento in Italia, come le        sue radio, ha sperimentato in prima persona le tecniche        repressive, a volte arrivando fino alla chiusura delle radio        stesse. Di certo nelle democrazie liberali, le democrazie che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni in occidente,  questa        repressione è stata meno violenta che in forme di potere più  autoritarie - principalmente grazie al potere economico di cui  le libertà occidentali hanno fin'ora goduto.
 
Negli ultimi anni in cui la  guerra è tornata a bussare        alle porte dell'Europa e a devastare le popolazioni dell'Asia        sud-occidentale, stiamo assistendo ad un acuirsi della        repressione nei confronti del dissenso politico, e più in        generale a un logoramento delle libertà democratiche in favore        di democrazie più autoritarie. All'interno di questo contesto si        colloca l'avanzamento della repressione, si pensi alla più        recente censura nei confronti dell'informazione, anche di        un'informazione non necessariamente posizionata come le nostre        radio e quindi -        con le coordinate di qualche anno fa - meno esposta. Questo attacco non rappresenta una novità in sé,        bensì uno scarto in avanti in un processo di torsione del        diritto - uno Stato di diritto che ha sempre più ombre di Stato        di guerra. Si pensi durante la mobilitazione per la Palestina quante difficoltà hanno dovuto        superare i movimenti per poter parlare di genocidio; all'insofferenza del potere anche nei confronti di        giornalist* più mainstream, e all'esplicita        sorveglianza da parte dei servizi segreti        di giornalisti come quelli di fanpage. O ancora, all'attacco che gli ultimi decreti sicurezza hanno        portato avanti nei confronti di migranti, detenut*, periferie        urbane e dissenso politico
 
Come radio di movimento ci vogliamo prendere uno spazio        per parlare della censura del dissenso politico all'interno di        questo contesto,        inquadrandola quindi come fenomeno ampio, che colpisce movimenti        ma che ancora prima di essere un fenomeno di repressione, è        cartina di tornasole dell'attuale clima politico e forse anche        strumento per analizzare la fase.
 
Ognuna delle nostre radio ha una storia di censura da        raccontare, e crediamo che uno dei modi migliori per reagire a        questo attacco sia la condivisione e la solidarietà. Per questo        andremo in onda con una staffetta radiofonica il 19 aprile 

Segnaliamo quest'iniziativa contro il 41bis. Alleghiamo il comunicato. 
 


Quelle carceri sono delle prigioni di guerra. Fuori Alfredo dal 41bis

La vita di Alfredo Cospito passa di nuovo per le mani del Ministro della Giustizia, quindi del governo, poiché nei primi giorni di maggio scadono i primi 4 anni in regime di 41bis. Da quel momento in poi, il termine vedrà la sua cadenza ogni 2 anni. La storia di Alfredo oggi è conosciuta da ampi settori della società che hanno preso consapevolezza della violenza del 41bis grazie allo sciopero della fame di oltre 180 giorni, che Alfredo ha portato avanti a cavallo tra il 2022 e il 2023, e alla forte mobilitazione nazionale e internazionale in sua solidarietà. Attualmente le condizioni detentive di Alfredo sono peggiorate: non può ricevere alcun tipo di libro (anche quelli privi di contenuti politici), la censura sulle lettere è aumentata e non può ottenere nemmeno la farina per il pane. Questo ulteriore accanimento è un’evidente rappresaglia in seguito alla sentenza contro il Sottosegretario alla Giustizia, Delmastro, condannato per rivelazioni di segreti d’ufficio. Il Sottosegretario alla Giustizia aveva trasmesso a Donzelli, responsabile del partito di governo, dei documenti del DAP riguardanti conversazioni che Alfredo aveva avuto con altri detenuti della sua sezione durante l’ora d’aria.
La solidarietà con Alfredo non è mai stata solo una lotta per Alfredo. Come più volte si è detto, un anarchico in 41bis oggi è un avvertimento per tutt, poichè questa ulteriore estensione di quel regime carcerario costituisce una delle punte più avanzate dell’attuale fase reazionaria. L’accanimento contro di lui, infatti, ha come principale spiegazione la volontà di chiudere la partita con ogni forma di dissenso, da quelle radicali a quelle consentite. 
Lo stato permanente di preparazione alla guerra, in cui siamo immers da quattro anni a questa parte, è il risultato di un adeguamento dell’agenda e della propaganda dello Stato. Autoritarismo, tagli alla spesa pubblica, militarizzazione della società, guerra ai poveri, patriarcato, leggi razziste, detenzione amministrativa (CPR), ma soprattutto, la feroce celebrazione di tutto ciò, rappresentano l’impalcatura economica e culturale a cui stanno abituando la popolazione. I poveri sono individui in eccesso da confinare fuori il consesso sociale. Le persone dissidenti sono nemic da combattere, il conflitto sociale terrorismo. L’imperativo è legge e ordine, o prigione.
Ed è per questo che è appropriato considerare le carceri come delle vere e proprie prigioni e le persone detenute vere e proprie prigioniere di una guerra che, pur non avendo ancora fatto esplodere bombe in questo angolo di mondo, impone la necessità preventiva di serrare i ranghi per scoraggiare e disincentivare non solo il conflitto sociale ma ogni forma di opposizione. 
Quelle carceri sono delle prigioni per Anan, condannato a 5 anni e 6 mesi in quanto palestinese che ha preso parte alla resistenza contro l’occupazione israeliana; sono delle prigioni per Tarek Dridi, condannato per reato di resistenza all’interno della manifestazione del 5 ottobre 2024; sono delle prigioni per Ahmad Salem, in regime di Alta Sicurezza solamente per aver visionato dei video rintracciabili da chiunque sul web ma ritenuti dagli inquirenti prove della preparazione all’uso di ordigni per il compimento di atti con finalità di terrorismo. 
Per Alfredo, per l’abolizione del 41bis, per tutte le persone prigioniere, per la diserzione da ogni guerra, per lo smantellamento dell’apparato militare e dell’ideologia militarista e patriarcale, per tutte le persone colpite dalla repressione per aver agito in solidarietà con la Palestina.
Facciamo appello a coloro che tre anni fa hanno preso una posizione, a quella parte di società che in questi anni è scesa in strada per la Palestina, e che di fronte alle ingiustizie non è solita tacere. 

Il 10 aprile assemblea pubblica Piazza Nuccitelli, H 18.00.

L' 11 aprile presidio Largo Arenula H 16.00.

Il 18 aprile manifestazione a Piazza dell'Immacolata h 18.00

 . 

 Fuori Alfredo dal 41bis 

Quelle carceri sono delle prigioni di guerra.

Libertà per tutti e tutte

Compagnx contro le galere

Serata di finanziamento alla Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer E.M. A.C.

Diamo il benvenuto alla Brigada Callejera al L38 squat venerdì 27 alle 19.00

Come parlarsi, come capirsi, come risolvere un conflitto. Come costruire relazioni sane, basate su rispetto e consenso e su un equa distribuzione del lavoro di cura.

Come si ama oggi e come ci si potrebbe amare domani? Perchè parlare di amore e di relazioni è oggi un atto importante da un punto di vista politico e sociale?

Per tentare di riscrivere e ridefinire in modo collettivo il linguaggio delle relazioni esplorando gli stereotipi che ci tengono legatə a vecchi modelli relazionali e tentando di esperire nuovi modi di amarsi e stare insieme, fuori da schemi precostituiti.

Una conversazione collettiva per ri_fare l'amore, giovedì 26 Marzo dalle 19.00 a Casa Khan, via Acqua Bullicante, 28, Roma.

L'associazione @zoe_zoneoltreevidenze con Giulia Galzigni e Ivana Marrone di Associazione Vanvera vi aspettano: ascolteremo alcuni stralci del podcast @il_cuore_scoperto e traendo spunto anche dal libro, cercheremo di creare un cerchio di parola, con un confronto libero da pregiudizi.

Per info e prenotazione scrivete a info@zoehub.it.

Aperitivo a sottoscrizione a seguire.

#associazionevanvera

#ilcuorescoperto #relazioniconsapevoli

Dalle 18 alle 24 in sala da tè del CSOA Forte Prenestino, un ascolto condiviso benefit ondarossa

Opening: BDC (live)

Closing: Indispensa (djset)

presidio davanti al carcere minorile di casal del marmo

microfono aperto per freestyle e saluti solidali

In studio compagn@ di diversi movimenti dei territori romani e dei Castelli interverranno sui processi speculativi che stanno trasformando Roma e la nostra regione. Il consumo di suolo e la sua messa a profitto, anche alla luce del recente disegno di legge costituzionale su Roma Capitale in discussione in Parlamento, rivelano i processi di finanziarizzazione dei nostri luoghi di vita.