Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

Dalle 20 cena Scarceranda a seguire in occasione del 25 aprile donne e resistenza il caso di Pinar Selek, video e intervento.

A Seguire la proiezione di Milleunanotte di Marco Santarelli sarà presente l'avvocata Tatiana Montella.

 

Italia, Penitenziario Dozza di Bologna. Tra speranza e rassegnazione, scorre la vita nella sezione giudiziaria del carcere bolognese. Una vita appesa a un tempo che non passa mai e a una “domandina” da scrivere. Nel linguaggio carcerario, la domandina è il termine tecnico che indica la richiesta che il detenuto deve compilare per essere autorizzato ad incontrare il suo avvocato, fare una telefonata, fare richiesta per lavorare, avere un colloquio con un familiare, chiedere di vedere il suo educatore o uno dei tanti volontari che quotidianamente operano nel penitenziario. E’ seguendo il percorso delle “domandine” che Milleunanotte entra nelle storie personali dei detenuti e nei labirinti burocratici che regolano la vita in carcere.Milleunanotte non esplora soltanto quello che succede “dentro”, ma segue anche il percorso di chi torna, anche se per qualche giorno, nel mondo, fuori dalle mura carcerarie. Sezione femminile: dopo quattro anni di reclusione per droga, la detenuta Agnes ha ottenuto dal giudice di sorveglianza un permesso di cinque giorni per tornare a casa. Comincia così il viaggio di Agnes, un viaggio di andata e ritorno, per ritrovare luoghi e affetti e tentare di riprendere il filo di una vita normale.

 

E' sempre lì, alle porte di Roma, interrato per renderlo invisibile e

vicino l'aeroporto di Fiumicino comodo per le deportazioni forzate.

E' il CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) di Ponte Galeria,

il campo d'internamento per migranti in attesa d'espulsione

dall'Europa.

 

Gabbie, recinzioni e muri sorvegliati da apparecchi tecnologici,

forze dell'ordine e militari dell'Esercito Italiano, gestiti per tre

anni dalla Cooperativa sociale Auxilium.

Muri, recinzioni e gabbie che secondo il bando di gara per

l'assegnazione del prossimo mandato, vedranno candidarsi alla gestione

gli enti che accetteranno una gara al ribasso, partendo da 30 euro

pro-capite al giorno.

 

Oggi il CIE di Ponte Galeria è in gran parte un cumulo di macerie, la

sua capienza totale di 360 posti è stata notevolmente ridotta da una

rivolta nata dalla resistenza ad una deportazione coatta verso la

Nigeria il 18 febbraio.

Oggi in quelle celle sono rinchiusi 66 uomini e 44 donne e, secondo

la legge, potrebbero rimanervi fino a 18 mesi prima di essere

deportati in paesi dove hanno scelto di non vivere.

 

Il sistema delle gare d'appalto al ribasso diminuisce il bottino che

cooperative, fondazioni, multinazionali e la Croce Rossa Italiana

hanno sempre raccolto con la gestione dei lager per migranti.

Da una media di 55 euro per ogni persona rinchiusa, si passa ad una

media di 25 euro con la quale gli enti gestori dovrebbero garantire

pasti, pulizie, servizi igienici e pagare il personale. E' chiaro che

chi ha sempre lucrato sull'esistenza di questi lager si stia facendo i

conti in tasca. E' così che a marzo chiude il CIE di Bologna, ritenuto

non conforme alla dignità umana perchè in una condizione di degrado

totale.

 

Dopo anni di silenzio, giornalisti e media compilano veri e propri

bollettini delle disgrazie altrui, denunciando con dossier fotografici

ed interviste la brutalità dei CIE.

C'è chi invoca l'esigenza di un regolamento interno valido per tutti

i centri, finora a discrezione dell'ente gestore, e la diminuzione dei

tempi di prigionia ad un massimo di 12 mesi.

Ma non è una riforma quella che vogliamo, non è un restauro.

 

L'unica tutela della dignità umana che si è espressa in tutti questi

anni, incessantemente, a volte in maniera coordinata tra reclusi e

recluse di diversi centri, si è esplicitata attraverso le numerose

evasioni, di massa e individuali, i gesti di ribellione alla

reclusione, la resistenza alle deportazioni e le rivolte che hanno

carbonizzato intere sezioni, a volte portando alla chiusura totale dei

centri stessi.

 

Anche a Ponte Galeria, molte tra le persone internate sono state

disposte a rischiare tutto per la propria libertà, distruggendo gran

parte dei sistemi di video sorveglianza ed intere sezioni.

Dopo tre anni l'Auxilium finisce il mandato di gestione e sono ancora

ignote le informazioni relative al prossimo aguzzino di turno.

Dentro, come fuori, sabotiamo la macchina delle espulsioni,

distruggiamo i lager della democrazia.

 

Domenica 21 aprile saremo davanti le mura del CIE di Ponte Galeria

per esprimere la nostra solidarietà con le persone lì rinchiuse e

ribadire che non vogliamo nessun lager, né qui né altrove.

Per andare insieme, appuntamento alle 9.00 a Stazione Ostiense per

prendere il trenino fino alla fermata Fiera di Roma.

Dalle 10, microfono aperto.

 

Compagne e compagni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA LIBERTA’ NON CADE DAL CIELO Il 15 Ottobre 2011, come a Genova nel 2001, eravamo 300.000 a gridare per le strade di Roma la nostra rabbia contro le politiche di austerità, un grido che voleva risvegliare le coscienze di una Italia ancora assopita di fronte alla crisi economica provocata dalle grandi lobby del capitalismo globale e fatta pagare in maniera pesantissima,per intero, alle classi subalterne. Questo mentre in tutta Europa e nei Paesi arabi si sviluppavano mobilitazioni e rivoluzioni. Una manifestazione che non poteva essere incastonata nelle logiche del corteo - parata più affini alla rappresentanza politica e sindacale. Le tante iniziative prodotte sin dalla partenza del corteo, infatti, hanno voluto segnalare simboli e responsabili della crisi, indicando nella riappropriazione diretta l'unica possibilità di porre le nostre vite "contro e fuori" dalle politiche di saccheggio ed austerità che stiamo subendo. Come tutti e tutte sappiamo, non si è fatto attendere l'intervento dei tutori dell'ordine, che hanno tentato di stroncare sul nascere la combattività di una manifestazione e di un possibile movimento attraverso una gestione di piazza letteralmente criminale, con caroselli di blindati lanciati a tutta velocità, utilizzo di lacrimogeni e idranti, cariche che hanno tentato di sgomberare piazza San Giovanni. La resistenza della piazza, però, è stata forte, partecipata e determinata, nutrita da una rabbia covata nella quotidianità per le condizioni di ingiustizia, sfruttamento, saccheggio dei territori che ci vengono consegnate ed imposte. Una resistenza ed una rabbia che rivendichiamo non solo come giuste, ma anche come necessarie allo sviluppo di un processo di trasformazione radicale dell'esistente che ci porti a liberare le nostre vite dallo sfruttamento e dalle gabbie del capitalismo. In quella giornata e nei mesi successivi si sono susseguiti arresti e processi, con condanne pesantissime. Oggi è arrivata a chiusura l'indagine che coinvolge 25 compagne e compagni accusati del reato di devastazione e saccheggio. Un nuovo processo sta così per cominciare. Si, perché ancora una volta, proprio come a Genova 2001 lo Stato e i suoi magistrati hanno "tirato fuori dal cilindro" questo reato per affibbiare condanne pesantissime,un monito a chiunque pensi e provi a mettere il proprio corpo e le propria esistenza in gioco, partecipando a un processo di conflitto e di cambiamento. Una drammatica beffa visto che quel giorno, come altre mille e mille volte eravamo scesi in piazza proprio contro chi devasta e saccheggia quotidianamente le nostre vite! Al di là della narrazione e delle valutazioni su quella giornata e delle sue conseguenze legali, sentiamo con forza la necessità di aprire, dentro ed oltre i recinti delle realtà di movimento, un confronto ed una discussione che non eluda il tema della repressione, ma che ci porti al contrario collettivamente a farcene carico e ad affrontarlo. L'utilizzo della fattispecie di reato di "DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO" viene sempre più di frequente utilizzata per colpire ogni forma di espressione di rabbia e conflittualità. Le lotte sociali sono ridotte così a mero problema di ordine pubblico, additate come fatto delinquenziale. Su questa base, vorremmo iniziare un ragionamento concreto, partendo da un confronto tra chi agisce le lotte sociali qui a Roma, città grande, difficile, complessa, ricca di storia, di esperienze e pratiche concrete dell'alternativa allo stato di cose presenti. Un confronto che sia in grado di superare i disperati ed isolati urli contro la repressione, che abbia la capacità di costruire un filo rosso che a partire della rivendicazione di una "libertà di movimento e di conflitto" riesca, quindi, a proiettarsi ben oltre la miseria del presente. E' in atto, infatti, un ampio processo di criminalizzazione sociale e di controllo sociale preventivo che colpisce chiunque non si piega alle leggi del mercato, marcando in forme diverse la propria alterità e/o incompatibilità. Pensiamo, ad esempio, a quei particolari laboratori della repressione che si sperimentano negli stadi, sui migranti, sul precariato delle periferie. Non solo, va posta la giusta attenzione al tentativo di interdizione delle lotte sociali attraverso l'uso di dispositivi di controllo e repressione, il bavaglio mediatico imposto alle opposizioni, il controllo poliziesco sugli attivisti, l'uso della legislazione speciale antiterrorismo. Tasselli che, se considerati nel contesto politico e sociale nel quale si ascrivono, contribuiscono a delineare uno scenario a dir poco preoccupante ed allarmante, una vera e propria svolta autoritaria e liberticida degli apparati dello stato. La  proposta  che lanciamo è quella di confrontarsi e ragionareinsieme attorno a questi temi per costruire una campagna politica comune: perché se è vero che la migliore risposta alla repressione la si dà continuando a portare av anti e a sviluppare i propri percorsi di lotta giorno dopo giorno; è altrettanto vero che, per dare spazio allo sviluppo dei conflitti stessi, è necessario denunciare con forza che problemi sociali come la casa, il lavoro, la scuola, non possano essere trattati come questioni di ordine pubblico. Che si criminalizzano studenti, lavoratori, sfrattati, disoccupati che legittimamente protestano contro i tagli a scuola, sanità, la reforma pensionistica, lo smantellamento dei residui di welfare, la precarietà delle condizioni di vita e di lavoro, le privatizzazioni, i licenziamenti, la devastazione dei territori in nome del profitto. Questo, come abbiamo detto, in una fase in cui le condizioni di vita di larghe fasce di popolazione sono letteralmente in caduta libera,rappresenta un segnale chiaro e preoccupante rispetto al presente ed al futuro che la governance capitalistica vorrebbe cucirci addosso. Appare necessario e urgente, di contro, trasformare l'ingovernabilità e la rabbia crescente, indicare la direzione di marcia collettiva verso un'altra idea di società, verso una nuova utopia possibile da immaginare e conquistare insieme. Lanciamo già da ora un  PRESIDIO PER IL 4 APRILE  prossimo,  DI FRONTE AL TRIBUNALE DI ROMA , per sostenetere i compagni e compagni che vedranno iniziare il processo contro di loro.  Proponiamo  UN’ASSEMBLEA PUBBLICA PER IL 12 APRILE  prossimo che, a partire dalla ineludibile solidarietà e complicità con gli/le compagni/e sotto processo, ABBIA LA VOLONTÀ DIINIZIARE A TESSERE UN RAGIONAMENTO COLLETTIVO ED UN PERCORSO COMUNE. Inoltre, in solidarietà con le/i compagn* di Teramo ed in particolar modo con Davide Rosci, attualmente detenuto nel carcere di Viterbo, invitiamo tutte e tutti a partecipare al  PRESIDIO SOTTO AL TRIBUNALE DI ROMA L’11 APRILE , giorno in cui si esprimerà il Tribunale del riesame. LIBERE TUTTE – LIBERI TUTTI     COMPAGNI E COMPAGNE DI ROMA  

Come ogni ultimo venerdi del mese Cena Scarceranda, contro ogni carcere, giorno dopo giorno.

Menu della serata:

 

Rigatoni senza manganelli...so piu' belli

Gnocchetti aprilucchetti

Sformatino antisecondino

Ratatuja antipattuja

Insalata libera tutti/e

 

Presentazione dell'iniziativa

 

Roma 14 aprile 2013 Carcere minorile di Casal del Marmo

 

GET FREE OR DIE TRYING
Rap in solidarietà ai reclusi e alle recluse del carcere minorile di casal del marmo

GHETTO YOUTH
JUNGLA BEAT
MR.T
DJ DEMIS
PUGNI IN TASCA
PFDB
FORI DAR CENTRO
ARSE
OCCHI VIOLA
SERPE IN SENO
KIWI
IL NANO
PHEDRA

Una società che emargina e rinchiude ha qualcosa di profondamente sbagliato.
Chi lucra sul nostro sfruttamento, non rinuncierà mai ai propri privilegi per bontà d'animo.
Spetta a noi strappargli la libertà con le unghie e con i denti, creare dei legami solidali tra esclusi, perchè delle galere rimanga solo un macabro ricordo lontano.

FERMATA AUTOBUS DEL CARCERE MINORILE DI CASAL DEL MARMO
L'iniziativa verrà registrata per creare un cd musicale da far arrivare ai ragazzi e alle ragazze recluse.

 

A seguire proiezione del film ''Vito e gli altri'' di Antonio Capuano

 

Il 14 gennaio, a Reggio Emilia, moriva Prospero Gallinari.
La sua scomparsa ha suscitato profonda impressione nella sinistra antagonista, perché la coerenza etica e la trasparenza politica della sua vicenda umana erano note a tutti, e avevano conquistato il rispetto delle vecchie e delle nuove generazioni. Ciononostante, l’imbarazzo delle classi dominanti verso questa ondata spontanea di cordoglio, si è presto mutato in aperto fastidio. Le polemiche seguite al funerale di Coviolo hanno parso confermare che in Italia non solo la riflessione sulla storia, ma nemmeno i sentimenti collettivi possono esprimersi in libertà.

Per questi motivi, abbiamo pensato di costruire una nuova occasione di ricordo per Prospero
Gallinari. Abbiamo pensato che presentare il suo libro, ascoltare le sue parole, ragionare sulla
sua vita, possa costituire non solo un contributo alla memoria delle classi subalterne, ma anche, e semplicemente, un atto politico di libertà.
Chiediamo a tutti di sostenere questa iniziativa. Si tratta di dire basta all’appetito insaziabile
della storia dei vincitori. E di riconsegnare a ciascuno di noi l’autonomia dei giudizi, contro i
ricatti che comprimono i ricordi e le speranze, inquinando le immagini e i pensieri.
Pasquale Abatangelo, Renato Arreni, Paolo Cassetta, Geraldina Colotti, Natalia Ligas, Maurizio Locusta, Remo Pancelli, Bruno Seghetti
 
ROMA – 27 MARZO – CINEMA PALAZZO – ORE 17,00
IL RICORDO E LA MEMORIA
Presentazione del libro di Prospero Gallinari
Un contadino nella metropoli
 
letture, proiezione di inediti, ricordi e riflessioni
Parteciperanno: Marco Clementi, Erri De Luca, Valerio Evangelisti, Sante Notarnicola.

 

Mercoledì 20 marzo 2013 ore 18.30 in diretta dalla Credenza di Bussoleno

Radio Blackout 105.250 fm e Movimento No Tav presentano:

 

LA VALLE IN RADIO

Il Movimento No Tav si racconta ai microfoni di Radio Blackout.

Una trasmissione radiofonica dalla Valsusa ribelle a soli tre giorni dalla grande manifestazione del 23 marzo

 

Interverranno alcuni tra i protagonisti della lotta No Tav:

Doriana Tassotti (comitato susa mompantero)

Gabriella Tittonel (cattolici per la vita della valle)

Guido Fissore (consigliere comunale e comitato Villarfocchiardo)

Maurizio Piccione (comitato Vaie e Spinta dal bass)

Daniele Forte (Etinomia)

Sandro Plano (comunità montana)

Lele Rizzo (comitato di lotta popolare) 

Mario Cavargna (Pro Natura)

 

...e tanti/e altri/e!

 

Potrete ascoltarci nell'etere torinese sui 105.250 fm, in streaming su radioblackout.org

Per l'occasione, inoltre, il segnale di Radio Blackout verrà diffuso anche a Roma e nell'alto Lazio da Radio Ondarossa (87.9 fm - ondarossa.info) e in Lombardia e nord est da Radio Onda d'Urto (radiondadurto.org).

 

Mercoledì 20 marzo l'assemblea di Sociologia della Sapienza di Roma, all'interno del percorso di riappropriazione Degage Casa X Tutti, organizza un incontro con la Verdi 15 occupata di Torino, la libreria autogestita Ex Cuem di Milano, il Cua di Bologna e la Mensa Occupata di Napoli. Appuntamento alla facoltà di Fisica di Roma dalle 17.00. A seguire apericena!
 
Immagine rimossa.
Uno studentato occupato, una libreria universitaria che dopo il fallimento riprende vita, una mensa autogestita: fioriscono in tutto il territorio nazionale esperienze di riappropriazione diretta da parte di giovani e studenti. Abbiamo concepito questo incontro con l’intento di confrontare queste esperienze, capire insieme cos’è che funziona e cosa no, ma soprattutto per conoscerci e sperimentarci. Siamo convinti infatti che tutte queste situazioni abbiano un portato immediatamente conflittuale ed esplosivo e che riescano ad inserirsi in modo efficace nelle contraddizioni che la nostra generazione vive quotidianamente.
Vogliono farci credere che il nostro futuro è già scritto nella sua negazione e la nostra vita è già delineata e scandita: la scommessa è proprio quella di dimostrare che nulla è già determinato e che insieme possiamo scrivere la nostra storia, per questo motivo oramai da mesi abbiamo intrapreso un percorso di riappropriazione nominato “degage” che ci ha portato a fare numerose azioni finora ma che è in continua crescita, maturazione ed allargamento. Vogliamo anche dimostrare che l’alternativa esiste solo nella lotta, non esistono facili ricette o soluzioni individuali per sfuggire alla devastazione delle nostre vite: soltanto insieme mettendoci in gioco, rischiando, provando e sbagliando possiamo costruire e sviluppare un potere ed un sapere che metta in crisi il destino già scritto del nostro paese e della nostra generazione.
Pensiamo anche che il motore delle nostre lotte debba essere la capacità di sognare e di desiderare: nel mondo dell’immaginazione tutto è possibile e dobbiamo lavorare affinché i sogni non rimangano illusioni ma diventino percorsi di lotta. Crediamo che la tendenza debba essere quella di riappropriarci di tutto quello che ci spetta, non definendo però così un limite a ciò che possiamo riprendere od ottenere: pensiamo infatti che tutti i nostri desideri si trasformino immediatamente in necessità nel momento in cui si fanno interpreti di un desiderio collettivo. Per questo motivo abbiamo voluto intitolare questa due giorni “riprendersi tutto”, perché pensiamo che sia legittimo riappropriarsi di tutto quello che non abbiamo, non rispettando i tradizionali canoni che secondo il sentire comune impongono ad un giovane di desiderare ma non troppo, volere ma non troppo, facendo diventare la logica dei sacrifici le catene della nostra generazione. Siamo convinti che insieme possiamo liberarci da queste catene, occupando uno studentato per abbattere i costi dell’affitto e liberando così tempi di vita, o autogestendo una mensa o una libreria, costruendo percorsi organizzativi che rendano immediatamente migliori le vite di chi li anima e che si mostrino come modelli chiari e soprattutto riproducibili. Vogliamo invitare alla discussione tutti i soggetti e le realtà che animano quotidianamente percorsi di riappropriazione, chiedendo ad ognuno di portare il contributo della propria esperienza per affinare tecniche e costruire prospettive.

 

16 MARZO 2013: CORTEO NAZIONALE ANTIFASCISTA E ANTICAPITALISTA NEL DECENNALE DELL'ASSASSINIO DI DAX - tre giorni a Milano 16 marzo 2003: la notte nera di Milano. I fascisti accoltellano a morte Davide Cesare, detto Dax. Subito dopo la polizia ed i carabinieri picchiano a sangue gli amici ed i compagni accorsi all'ospedale San Paolo per avere sue notizie. Squadrismo fascista e brutalità poliziesca. Lame e manganelli. Marzo 2013: nel decimo anniversario dell'assassinio di Dax, ucciso perché militante antifascista, Milano si prepara a ricordare i fatti della notte nera e a opporsi ad ogni tentativo di rigurgito fascista, con una tre giorni di controinformazione, lotta, musica e sport popolare. 15 Marzo, giornata internazionale: dibattito e confronto fra esperienze di diversi paesi, perchè la solidarietà è un'arma contro chi ci governa e reprime. Interverranno Antifascist Network of South Athens, Jabalia Youth Activity Center Gaza, Marcha Patriottica Colombia, Antifascisti Russi. 16 MARZO, CORTEO NAZIONALE: le lotte sociali attraverseranno Milano per ricordare Dax, contro la repressione, e per affermare il valore dell'antifascismo e dell'anticapitalismo come filo conduttore contro un modello di sviluppo economico neoliberista . Per questo si darà visibilità alla lotta per la casa, alla lotta studentesca, allo sport popolare. 17 Marzo, sport popolare: giornata di attività sportive, interamente promosse, gestite e praticate dal basso. Perché è importate riappropriarsi e concepire lo sport come pratica sociale sempre aperta e percorribile da chiunque ne abbia la volontà. Contro il fascismo, da sempre schierato a difesa degli interessi delle classi dominanti. Contro il capitalismo, responsabile dello sfruttamento e dell'oppressione che attanaglia il pianeta. Un modello in crisi endemica da abbattere dalla fondamenta, per costruire un'alternativa basata su giustizia sociale, solidarietà e rispetto di tutti gli esseri viventi. 16 MARZO 2013: DAX VIVE NELLE LOTTE DEL PRESENTE. NELLA MILITANZA ANTIFASCISTA E ANTICAPITALISTA. UNITI SI VINCE! INFOPULLMAN da ROMA SOLO PER GIORNATA CORTEO: 3333666713 - COSTO 30€ DA ROMA

Di nuovo, quest’anno, per l’8 marzo 24 ore di trasmissioni radiofoniche di femministe e lesbiche organizzate dal Martedì autogestito da femministe e lesbiche

Ecco il programma:

 

H 00.00 – 01.00 – APERTURA lancio della 24 ore con tutte le MFLA e una compagna di Radio Vallekas di Madrid. Contributo di Nosotras en el mundo, la rete di trasmissioni di donne di lingua spagnola

H 01.00 – 06.00 – CI PIACE LA NOTTE – note e parole notturne: spazio di musica, letture e conduzione che ci traghetta fino all’alba.
Con collegamenti con lesbiche e femministe di altri fusi orari: dal Canada (verso le 2) e da New Delhi (verso le 3).

H 06.00 – 08.00 – BREAKFAST – spazio del buongiorno!

H 8.00 – 9.30 – RASSEGNA STAMPA con mfla e zeroviolenzadonne

H 9.30 – 10.00 – PRESENTAZIONE DELLA GIORNATA RADIOFONICA E DEL PALINSESTO

H 10.00 – 11.00 – I LIBRI DI DONNE CHE CI HANNO PIÙ ENTUSIASMATE NEL 2012 – a cura di Tuba

H 11.00 – 12.00 – IN COLLEGAMENTO CON IL COLLETTIVO FEMMINISTA MeDea in diretta da Radio black out di Torino:

  1. - presentazione del dossier “Fare le italiane” su donne e fascismo
    - maxi processo No Tav

H 12.00 – 13.00 – LIBERE DI AGIRE E CAPACI DI REAGIRE: le nostre lotte contro la violenza degli uomini sulle donne, dai presidi sotto il Tribunale dell’Aquila alla manifestazione Difendiamoci dai difensori di Bologna.

H 13.00 – 13.30 – IL 22 RESISTE E SI ORGANIZZA – la lotta contro lo sgombero dello spazio liberato di femministe e lesbiche di via dei Volsci 22 e il laboratorio creativo

H 13.30 – 15.30 – DONNE E LESBICHE PRENDONO I MICROFONI:

  1. - MARGHERITA – a cura delle compagne di Radio cane, web radio di Milano
    - Trasmissione a cura delle compagne di Radio di massa, web radio di Napoli
    - HACIA EL SUR EN EL ALTANTICO. Se non sei femminista, che aspetti? – podcast di femminismo pop con musica e iniziative politiche e culturali di donne da Valladolid – Spagna
    - ROSA O AZZURRO? VIAGGIO NELLA LETTERATURA NON GENDER PER BAMBINI E BAMBINE IRRIDUCIBILI – a cura di Beate lesbiche, trasmissione di Pianeta Viola, su Radio Onda d’Urto

H 15.30 – 16.00 – IO SONO LEI – I generi sessuali nella letteratura per l’infanzia. Gioco di spunti e liberi collegamenti sul tema della costruzione dell’identità di genere, a cura di Leila e di Sara di Scosse

H 16.00 – 19.00 – DONNE SENZA CONFINI, NÉ FRONTIERE – spazio di approfondimento dell’mfla e del collettivo femminista MeDea di Torino:
- in diretta da Radio onda rossa:

  1. - intro sulle alleanze trasnazionali tra femministe
    - collegamento telefonico con una compagna dall’Egitto sulle lotte delle donne contro gli stupri di stato e sulla situazione delle donne sotto i Fratelli musulmani

- in diretta da Radio black out:

  1. - intervista ad attiviste kurde
    - collegamento telefonico con le donne palestinesi del Fronte popolare di Gaza
    - intervista ad una compagna greca, in Italia per la Campagna di solidarietà con le donne greche per il diritto alla salute, lanciata dalla rete Donne nella crisi

- in diretta da Radio onda rossa:

  1. - con le 2511 di Milano, dove sono i tunisini dispersi dopo l’arrivo in Italia?
    - donne rom e carcere
    - No Cie – con donna nigeriana

H 19.00 – 19.30 – L’ASSEMBLEA DELLE DONNE DEI CASTELLI in studio

H 19.30 – 20.30 – L’OTTO TUTTO L’ANNO – Spazio dedicato alle mobilitazioni dell’8 marzo.
Collegamenti da Palermo (mfpr), Barcellona (giornate femministe autonome), Madrid, New Delhi, Vienna

H 20.30 – 21.00 – LE COMPAGNE DEL CENTRO DONNA L.I.S.A in studio

H 21.15 – 22.00 – IL MIO 8 MARZO PIÙ SIGNIFICATIVO? a cura del Coordinamento Lesbiche Romane

H 22.00 – 22.30 – AUTOPRODUZIONI FEMMINISTE:

  1. - presentazione di Frammenti di autocoscienza del collettivo femminista separatista Benazir di Verona
    - presentazione di S/catenate opuscolo su donne, lavoro e non-lavoro del MFPR

H 22.30 – 23.00 – POESIE COMICHE LESBICHE di/con Elena Rossi e Angela Soldani

H 23.00 – 24.00 – ULTIMA ORA IN COMPAGNIA DELL’MFLA – saluti al Kesbilé e alle donne del Laurentino in festa