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21 MAGGIO 2010

 

-ORE 17.30-

Presentazione del libro "Il metrò"
di Donato Ndongo [ed. Gorèe]


Sarà presente l'autore
 

Camerun. Obama Ondo vive in un villaggio rurale nel cuore dell’Africa nera, dove emergono tutte le contraddizioni del colonialismo. Nella sua fuga verso la città, il protagonista prende coscienza dell’assenza di prospettive in un paese governato da una classe politica arrogante e corrotta, e comincia a sognare l’Europa. Lo attende una drammatica odissea per mare, fino all’incontro-scontro con la società dei «bianchi», tra alienazione e speranze. Un affresco vivo e coinvolgente dell’Africa post-coloniale e contemporanea, l’epopea personale di un uomo che è disposto a inseguire i propri sogni anche a costo della vita.


 

A seguire:

Aperitivo Equo e Solidale

 

 

 

 

OFFICINE CULTURALI INSENSINVERSO/MIMBIPA'

VIA VAIANO 7-15
[Magliana - Roma]

 

Tutto il programma, giornata per giornata su:


 

 

 

 

http://occhirossifestival.org/

 

 

 

 

 

 

 
 

SETTIMANA DI MOBILITAZIONE CITTADINA CONTRO I CIE

 
Roma, 21-29 maggio 2010

 
 

Dal 21 al 29 di maggio ci saranno per le strade di Roma diverse espressioni di protesta contro i CIE: presidi, manifestazioni, proiezioni, concerti, azioni...

La volontà è quella di portare a conoscenza della città le proteste e le lotte dei e delle migranti reclusi nei CIE, che da mesi si stanno succedendo sempre con più intensità.

La loro resistenza ci incoraggia e ci spinge alla mobilitazione.

Le rivolte si sono sempre succedute, fin dalla creazione dei CPT, oggi CIE, ad opera di un governo di centro-sinistra.

Oggi, con l'approvazione del "Pacchetto Sicurezza" e il conseguente aumento della detenzione da 2 a 6 mesi, le rivolte e gli episodi di autolesionismo sono aumentati.

L'esistenza di questi lager della democrazia è perfettamente funzionale al sistema capitalista, che vede le persone come merce e i migranti in particolare coma manodopera da sfruttare o rifiutare econdo le esigenze del mercato di produzione e di lavoro.

L'Europa Unita, ormai divenuta fortezza, si sostenta su queste leggi securitarie che giustificano la detenzione e l'espulsione di tutti coloro a cui non è stato concesso lo status di cittadino.

Questa fortezza può reggere non solo per le leggi razziste, ma anche grazie alla paura e all'atomizzazione che impone questo sistema sociale, un sistema che ci vuole divisi tra buoni e cattivi, lavoratori e studenti, comunitari ed extracomunitari, fomentando l'isolamento.

I mezzi di informazione di massa creano l'allarmismo necessario e il falso consenso per far sì che sia possibile imporci la loro sicurezza: più carceri variegate e per più tempo e più polizia e militari per le strade.

Per contrastare questa società del controllo e queste istituzioni repressive e razziste, lanciamo una settimana di mobilitazione per a chiusura dei CIE dal 21 al 29 maggio, nella quale ognuna e ognuno, individualmente o collettivamente, si possa esprimere nel modo che considera più opportuno.

La settimana verrà attraversata da un presidio sonoro davanti al Ministero dell'interno e si concluderà con un presidio sotto al CIE di Ponte Galeria, per portare la nostra lotta davanti a quelle infami mura e per far sentire ai reclusi e alle recluse che non sono soli/e nella loro resistenza.

 
 
Per la chiusura di tutti i CIE
e per dare forza ed essere solidali
con le lotte dei e delle migranti!



giovedì 27 maggio ore 16.00 a piazza dell'Esquilino
 
ASSEDIO SONO AL MINISTERO DELL'INTERNO
 

sabato 29 maggio dalle 15.00 alle 19.00
 
PRESIDIO DI SOLIDARIETA' CON I RECLUSI E LE RECLUSE DEL CIE DI PONTE GALERIA
 
(appuntamento alle ore 14.00 alla Stazione Ostiense per partire tutti e tutte insieme)
 
 
NELLA TUA CITTA' C'E' UN LAGER...
CHIUDIAMO IL CIE DI PONTE GALERIA!
CHIUDIAMO TUTTI I CIE!!!
 
 
 
 

ELENCO DELLE INIZIATIVE della settimana di mobilitazione

 

MATERIALI

 

MANIFESTO

 

FLYER

 

SPOT radiofonico

 

FOTO in formato A3 della campagna Nella tua città c'è un lager

 

BOLLETTINO bisettimanale Nella tua città c'è un lager

 

VIDEO del presidio del 13 marzo a Ponte Galeria

 
 
 
 
Noinonsiamocomplici e circolo Iqbal Masih propongono una serata di discussione su sfruttamento delle risorse e tratta delle donne in una delle zone più "calde" del pianeta, il sud della Nigeria,  dove alla gestione mafiosa del petrolio si affianca quella del traffico di giovani donne costrette alla prostituzione in Europa.

 
lunedì 17 maggio dalle 18.30
al circolo Iqbal Masih – via della Barca 24/3, Bologna
* presentazione di Delta in rivolta
(a cura del centro di documentazione Porfido di Torino)
* proiezione del video Delta Oil's Dirty Business, di Yorgos Augeropoulos
* cena benefit per Noinonsiamocomplici

 
Immagine rimossa....Coloro che governano la Nigeria hanno fatto in modo che si creasse e rafforzasse uno dei movimenti rivoluzionari più potenti e attivi del mondo. La mancanza di lavoro e di opportunità, il conseguente alto indice di povertà insieme alla decadenza socio-economica e al degrado ambientale, si sono combinati con la brutalità e la falsità del governo nigeriano favorendo un aumento senza precedenti del numero di giovani uomini e donne il cui unico scopo è quello di dare manforte a una rivoluzione contro l’estrema arroganza del subdolo Stato nigeriano. Questi giovani uomini e donne credono di meritare una vita migliore rispetto a quella esistente. E sono pronti a dare la vita per permettere alle future generazioni di arrivarci.
(Cynthia White, portavoce del Joint Revolutionary Council)

 
Scarica e diffondi la locandina

 

Domenica 16 maggio

 


H. 17 PRESIDIO SOTTO IL CIE DI CORSO BRUNELLESCHI

 


Per sostenere i reclusi senza documenti che portano avanti la loro lotta per la libertà nonostante i continui pestaggi da parte delle guardie, che evidentemente si sentono protette dal muro, fatto di cemento ma anche di bugie, che circonda il Centro.
Per ribadire la nostra solidarietà e saldare i contatti tra fuori e dentro.

 



PER UN MONDO SENZA GALERE

 Assuefatti alle città del controllo, attraversiamo i loro spazi quotidianamente, ripetitivamente, percorrendo strade identiche l'una all'altra. Viviamo in una routine ambientata nello scenario di una città sottomessa ad una pianificazione territoriale altamente sofisticata e tecnologica: strade disegnate per facilitare l’accesso alla polizia, recinzioni e videosorveglianza ovunque, segregazione degli spazi in funzione del loro utilizzo o delle classi sociali che ne usufruiscono, un’edilizia abitativa che ricalca sempre più i criteri di quella carceraria.

La strada tende a scomparire come luogo di convivenza, di protesta, di rivolta. La perdita di identità dei quartieri, svuotati della propria capacità di vivere delle relazioni umane dirette e non mediate tra i propri abitanti, plasma un territorio vuoto di persone, di idee ed immaginazione.
Allo stesso tempo la perdita di memoria storica, anche nei quartieri “popolari”, porta alla scomparsa di qualsiasi legame vivo con le trascorse esperienze di rivolta, che sopravvivono in forma di ricorrenze rituali, spesso semplicemente celebrative.

Il controllo sociale programmato diventa quindi compiutamente totalitario, nel momento in cui l’ideologia securitaria che lo sostiene arriva ad essere inculcata con successo nei singoli individui; è così che i nostri vicini, spinti e convinti a collaborare, sono pronti a trasformarsi all'occorrenza in spie. Il terrore di essere attaccati da una folla di delinquenti affamati, o di dover rinunciare a qualche briciola della tranquillità prodotta dal miraggio del benessere, spingono chi si sente incluso ad applaudire alla criminalizzazione e alla repressione degli esclusi e dei "devianti". Ed è precisamente questa propaganda sistematica della guerra tra poveri a rafforzare la crescente dinamica di fascistizzazione della società.

Intanto le città continuano a crescere: la migrazione dalle campagne, o dalle aree urbane di altre parti del pianeta, converge verso le grandi metropoli alla ricerca della cosiddetta “vita migliore”, spesso identificata in un innalzamento della propria condizione economica, che il più delle volte rimane un miraggio. L'esplosività di questa situazione è stata da tempo recepita dalle istituzioni politiche e militari dell'occidente, come testimonia il documento della NATO "Urban Operations in the year 2020", in cui si prefigurano le modalità di impiego degli eserciti in funzioni di controllo e contrasto dell'insorgenza urbana.
Questo inquietante scenario proietta sotto una luce diversa la scelta governativa di dislocare dei militari nelle strade delle nostre città, solo apparentemente "folkloristica", ma in realtà volta ad abituare la popolazione ad uno stato di emergenza permanente; la gestione delle cosiddette calamità naturali recenti, in Abruzzo come ad Haiti, ce ne forniscono un significativo esempio.
 
Sceglie di vivere nelle metropoli, senza volersi rassegnare a subirne passivamente la deriva liberticida, è una prospettiva di resistenza.
Resistere è agire direttamente, rendersi autonomi dalle decisioni imposte dalle istituzioni e responsabili delle proprie vite e dei propri territori, recuperare le strade come terreno di lotta, forzando le barriere dell'urbanismo, liberare spazi dal controllo e dal profitto per dare impulso all'autogestione; senza con ciò accontentarsi di sostituire all'isolamento imposto dall'alto un isolamento scelto autonomamente.
Sta a noi passare dalla limitata prospettiva di resistenza a quella più insidiosa, ma allo stesso tempo più stimolante, della riscossa, che abbracci l'azione sovversiva nella più ostile delle condizioni.

ore 18:30 INCONTRO/DIBATTITO: RESISTERE < DISTRUGGERE L'URBE TOTALITARIA
CON PRESENTAZIONE DELLO SCRITTO DI ANALISI SUL DOCUMENTO DELLA NATO "URBAN OPERATIONS IN THE YEAR 2020" A CURA DELLA REDAZIONE DI "NONOSTANTE MILANO"

a seguire: CENA VEGAN e CONCERTO con:
Anti You - What? - Serial Drinkers

birreria, cucina vegan, distro anarchica, demasterizzazione selvaggia,
gran bazar der raccatto, sottoscrizione libera

TORRE MAURA OCCUPATA
via delle Averle 10
BUS 105/312/556 trenino ROMA-PANTANO

Per ricordare la NAKBA, per fermare la catastrofe - Sabato, 15 maggio, ore 18-22 - Piazza dell'Immacolata (San Lorenzo)

Il 15 maggio 2010 segna il 62esimo anniversario della Nakba ("catastrofe"), la pulizia etnica della Palestina da parte delle forze sioniste, prima e durante la creazione dello Stato di Israele. Il 1948 ha visto l'espulsione dalle loro case e dalla loro terre di oltre 700.000 Palestinesi, il massacro indiscriminato di migliaia di civili e la sistematica distruzione di più di 450 villaggi palestinesi.

La pulizia etnica in Palestina non è finita, ma continua ancora oggi. Il Muro dell'Apartheid, le colonie in Cisgiordania e Gerusalemme, l'assedio di Gaza, ridotta ormai ad una prigione a cielo aperto, la demolizione delle case palestinesi, le espulsioni dalla Cisgiordania (a cui i due nuovi decreti militari israeliani 1649 e 1650 entrati in vigore il 13 Aprile 2010 danno una forte accelerazione), la detenzione di migliaia di prigionieri tra cui donne e bambini, la repressione e la negazione del diritto al ritorno dei profughi, sono tutte azioni che hanno un unico obiettivo: il completamento della conquista del territorio e della espulsione della popolazione palestinese, cancellandone l'identità.

La Rete romana di solidarietà con il popolo palestinese invita tutti quelli che hanno a cuore la Palestina e una pace giusta in Medio Oriente Sabato, 15 maggio, dalle ore 18.00 fino alle 22 a Piazza dell'Immacolata a San Lorenzo per ricordare la Nakba con musica, teatro di strada, cantastorie, testimonianze dalla Palestina e video.

Info point sulle azioni concrete per fermare le politiche coloniali di Israele: dalla campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), alla flotta in partenza entro fine Maggio per rompere l'assedio di Gaza via mare, alla raccolta firme per impdire l'entrata di Israele nell'OCSE.

Contro chi occupa. Dalla parte di chi resiste. Solidarietà attiva alla PALESTINA.

Rete romana di solidarietà con il Popolo Palestinese

reteromanapalestina@gmail.com

Sabato 15 maggio

H. 10 PRESIDIO INFORMATIVO A PORTA PALAZZO CON MOSTRA SUGLI OMICIDI DI STATO E MOSTRA SUI CIE

H. 17 PRESIDIO SOTTO IL CARCERE DELLE VALLETTE CON MUSICA E MICROFONO APERTO

Per continuare ad urlare che Marcello Lonzi, Niki Aprile Gatti, Manuel Eliantonio, Francesco Mastrogiovanni, Riccardo Rasman, Giuseppe Uva, Stefano Frapporti, Aldo Bianzino, Simone La Penna, Bledar Vukaj, Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, sono stati uccisi da
uomini in divisa con la complicità dello Stato.
Contro l'archiviazione sul caso della morte di Marcello Lonzi che si terrà il 19 maggio a Livorno.

CRITICAL DOG PASSEGGIATA CRITICA CON I NOSTRI CANI DA LGO ARGENTINA A PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO ORE 16 GIOVEDI 13 MAGGIO I 120 lavoratori del canile della Muratella denunciano a piena voce la situazione lavorativa in cui versano dall'insediamento della Giunta Alemanno: a scadenza regolare il Comune di Roma ritarda il pagamento della rata dovuta e il gestore dei canili (AVCPP), di conseguenza, ritarda, fino a tre mesi, il pagamento degli stipendi. Badare a oltre mille cani, gestire tutte le decine di emergenze che ogni giorno arrivano alla nostra attenzione è un lavoro impegnativo, continuo e totalizzante, che come lavoro, e non passione, deve essere trattato e retribuito. Pulire le gabbie, portare a spasso i cani con la pioggia o sotto il solleone, educare anche quelli con i temperamenti più difficili, cambiare le bende, sono attività che ognuno di noi ha intrapreso per passione e amore e che, con il tempo, sono diventati una professionalità. Conosciamo uno per uno tutti i cani e i gatti che sono ospitati nella struttura, quando trovano una casa li guardiamo andare via con ansia e gioia, come un genitore che vede il figlio, finalmente, partire per la sua strada indipendente, ci prendiamo cura di loro anche dopo, ci assicuriamo che siano trattati con lo stesso amore con cui noi li abbiamo trattati, per mesi o solo per giorni. Tutto questo è ora considerato non significativo. L'AVCPP ci vede come un puro costo e, da mesi, ci tratta come tali. Ad alcuni di noi non è stato rinnovato il contratto di lavoro, gli altri sono ogni giorno trattati in modo tale da rendere allettante l'idea di abbandonare questa attività. Il Comune, dal canto suo, continua a ritardare una decisione in tal senso, parla di una nuova gara, di una nuova struttura amministrativa, di accorpamenti con altri enti, ma di tutto questo non si vede l'ombra. La nostra proposta, illustrata nella conferenza stampa del 5 maggio scorso, è molto semplice: per il bene dei „nostri“ animali e per la tranquillità di chi di loro si occupa, la gestione del servizio pubblico deve rimanere bene comune di questa città, libero da speculazioni, privatizzazioni e tagli indiscriminati. Il nostro modello di gestione prevede il riconoscimento della professionalità che i lavoratori hanno acquisito in dieci anni di autoformazione e una presa di responsabilità diretta da parte del Comune di Roma, con l’internalizzazione dei 120 lavoratori che operano nelle tre strutture comunali, garantendo continuità occupazionale e, oltre tutto, un notevole risparmio economico per l‘amministrazione comunale. DIAMO APPUNTAMENTO A TUTTI E A TUTTE LE CITTADINE DI QUESTA CITTA‘, AI LORO CANI E A TUTTI COLORO CHE VOGLIONO SOSTENERE LE LOTTE DEI LAVORATOR@ DEI CANILI COMUNALI A LARGO ARGENTINA GIOVEDI 13 MAGGIO ORE 16: *CRITICAL DOG*

33 anni fa, il 12 maggio 1977 a Roma, la compagna Giorgiana Masi veniva
assassinata dalle “ squadre speciali di polizia ” che il ministro degli Interni
Kossiga aveva scatenato -insieme ai carri armati e ai divieti incostituzionali- contro il Movimento '77, che rappresentava l’unica opposizione valida al
"compromesso storico” ,l'asse tra DC e PCI per inaugurare la 
sciagurata "politica dei sacrifici”, anticipo di quello che diventerà dagli anni '90 il sistema liberista concertativo.
A Trastevere, al limitare di Ponte Garibaldi, Giorgiana Masi trovo’giovinetta
la morte( altri 2 compagni furono feriti) assassinata dal piombo di Stato, che
aveva già ucciso Francesco Lo Russo a Bologna l'11 marzo 1977.
In quella circostanza, il Movimento '77 era riuscito a rompere i divieti
muovendosi da P.za Navona ,resistendo alle ripetute cariche,
per poi attestarsi sulle barricate erette a Campo de Fiori e portandosi infine a
Trastevere per evitare i rastrellamenti.
Giorgiana Masi non fu l’unica a cadere vittima della violenza dello Stato,altri compagni pagarono con la vita, ora per mano delle forze dell’ordine ora per quelle dei fascisti.
Finora non c'è stata alcuna giustizia per quelle morti !
La memoria-verità storica inchioda e condanna : Kossiga e le sue squadre speciali per l'uccisione di Giorgiana Masi; il governo Berlusconi per l'omicidio di Carlo Giuliani e i massacri di Genova 2001; la canaglia fascista per gli agguati mortali a W.Rossi,V.Verbano,R.Scialabba,.....Dax e Renato Biagetti ; le forze dell'ordine dei diversi corpi per i crimini commessi nelle caserme, nelle celle dei tribunali e nelle carceri, ai danni di decine di giovani vite.

Vogliamo ricordare Giorgiana, tributarle la testimonianza delle attuali
battaglie - per i diritti-bisogni negati,per le libertà civili e la giusizia
sociale, contro l'oppressione delle istituzioni totali,le derive securitarie ,il razzismo e il militarismo - che trovano stimolo e orientamento
dalla memoria del Movimento '77, a cui Giorgiana partecipò attivamente.

12 maggio 2010, ore 17 , appuntamento a Ponte Garibaldi, alla lapide che ricorda il sacrificio di Giorgiana Masi.
 

 
 
Contro il Cie, la Misericordia e in solidarietà con i reclusi e le recluse
 
lunedì 10 maggio, dalle 17.00
 
presidio sotto il Cie di via Mattei (Bologna)
 
Antirazziste e antirazzisti

BLOCCA IL BLOCCO!

Venerdì 7 Maggio, 2010 ore 10:00 in Piazza SS. Apostoli con tutte le realtà antifasciste!!!

 

RADIO ONDA ROSSA NON DEVE CHIUDERE!! 

 

Iniziative in difesa di Radio Onda Rossa

-- giovedi 21 febbraio --
dalle ore 11.00 alle 18.00 sit-in con musica, parole, cerbottane davanti all'Ufficio del Ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri. Largo Di Brazza n. 86, a 50 metri da piazza SS. Apostoli

-- venerdi 1 marzo --
dalle h. 18 sit-in a Palazzo Chigi (piazza Colonna) Attacco sonoro a sua emittenza cavalier Silvio Berlusconi ed al suo prode tirapiedi Ministro Maurizio Gasparri.

-- sabato 16 marzo --
corteo cittadino con delegazioni nazionali.

Radiondarossa non deve chiudere!
VOGLIONO CHIUDERE RADIO ONDA ROSSA
Con un atto grave e irresponsabile il Ministero delle Telecomunicazioni ha comunicato a Radio Onda Rossa la volonta' di procedere alla revoca dell'autorizzazione a trasmettere sugli 87.900 della modulazione di frequenza. Il provvedimento del Ministero provochera', al di la di qualunque altra considerazione l'effettivo ed efficace oscuramento di Radio Onda Rossa. Radio Onda Rossa trasmette da venticinque anni nell'etere di Roma e provincia costituendo un esempio concreto d'informazione di base e indipendente, la storia di Radio Onda Rossa e' la storia di venticinque anni di battaglie civili, sociali e politiche. Radio Onda Rossa e' da sempre la voce di chi non ha voce ed ha confermato nel recente passato la sua vocazione, inventando e realizzando a Genova nel luglio scorso Radio Gap, straordinario esperimento d'innovazione delle forme dell'agire comunicativo.
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