Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

Tasche vuote è una trasmissione strutturata in 3 sezioni, in questa puntata:
1) Mondo del lavoro: continua l'assassinio quotidiano di lavoratrici e lavoratori, le ultime vittime del profitto. 
2) Dal governo e dal Parlamento i provvedimenti economici, sociali e sul lavoro delle ultime 2 settimane
3) Parliamo di istruzione: continua il taglio dei finanziamenti all'istruzione pubblica, scuole che cadono a pezzi, carenze di organici e salari miseri, solo ai dirigenti scolastici vengono elargiti stipendi sopra la media europea. Ne parliamo con alcuni studenti dell'Assemblea Giovanile di Roma Est in studio. Sempre con uno sguardo, oltre che alla crescita educativa, alla funzione di salario indiretto che riveste l'istruzione nell'ambito del bilancio statale.
Microfoni sempre aperti per raccogliere considerazioni, suggerimenti e critiche di ascoltatrici e ascoltatori.

Iniziativa Anguille al Bilancione: musica, arte e politica a sostegno di Radio Onda Rossa.

SOLO QUANDO FINIRÀ IL SIONISMO AVRÀ FINE IL GENOCIDIO

PER UN EMBARGO TOTALE, PER LA ROTTURA DEGLI ACCORDI CON "ISRAELE"

SABATO 10 OTTOBRE – ROMA – COLOSSEO ore 14:30

Facciamo appello a tutta la cittadinanza, alle organizzazioni e alle realtà antisioniste di Roma ad unirsi per un 10 ottobre schierati dalla parte di chi resiste.

Saremo in piazza per riaffermare che la causa palestinese non è umanitaria, ma politica. 
Saremo in piazza per riaffermare che la causa palestinese è la punta di diamante nella lotta per la liberazione globale.
Saremo in piazza anche per tutti i popoli che resistono all'imperialismo e, in particolare, per coloro che sono stati direttamente colpiti dalla furia sionista e dai suoi complici.


Il genocidio non finirà fino a quando il progetto coloniale sionista non sarà distrutto.

LA FINE DEL GENOCIDIO È LA FINE DEL SIONISMO

 

SABATO 10 OTTOBRE

CORTEO PER LE STRADE DI ROCCA DI PAPA

FINO ALLA SEDE DELL'ENTE PARCO

CONTRO IL DISBOSCAMENTO,PER LA TUTELA DEI LAGHI E LO STOP
ALL'INCENERITORE

_RITROVO ALLE ORE 10.00 AI CAMPI D'ANNIBALE_

_(piazza G. Di Vittorio)_

_EVENTO FACEBOOK: www.facebook.com/events/1400223808386833/ [1]_

Il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani convoca una
manifestazione aperta a tutti/e coloro vogliano far sentire la propria
voce a difesa del territorio dei Castelli Romani, messo in svendita
sotto tutti i punti di vista: disboscamento, prosciugamento delle falde
idriche, crisi dei laghi, cementificazione, progetti di turistificazione
impattanti e inceneritore.

L'Ente Parco Regionale dei Castelli Romani in questi anni ha, a nostro
avviso, timbrato l'intimbrabile, vidimato qualsiasi scelleratezza,
prescritto ai beneficiari delle richieste ad esso inoltrate attenuazioni
degli interventi mai verificate. Gli esiti di questi atti li vediamo
ogni giorno.

Inoltre, continua a negarci atti e dati che dovrebbero essere di
pubblico dominio, come quelli che riguardano gli studi sugli impatti
ambientali del "taglio ceduo", perseverando nel concedere nulla osta: il
95% dei boschi viene considerato tagliabile, ma si tratta di un
patrimonio ambientale, faunistico, paesaggistico, storico, culturale e a
basso impatto turistico che andrebbe conservato.

Al lago di Nemi, dove c'è stata una colata di cemento quasi in riva
per un progetto di "Sport Lineare" finanziato dalla Città Metropolitana
tramite fondi PNRR, ci era stato detto dal massimo responsabile dei
Guardiaparco che c'era un'indagine in corso e che avremmo saputo gli
esiti.

Ma è stata l'ennesima presa in giro, nulla si è più saputo e ad oggi
non risulta nessun nulla osta del Parco in Conferenza dei Servizi per lo
"scempio" avvenuto vicino al Museo delle Navi, con costi astronomici
pagati dalla collettività.

Sulla questione delle acque dei due laghi e delle falde idriche in
generale, il Direttore ha deciso di non perseguire la via nel sostenere
la dichiarazione di "disastro ambientale" (o un altro simile
provvedimento): decine di migliaia di appartamenti per la speculazione
edilizia e ingenti prelievi di ACEA direttamente dai bacini lacustri ,
le reti-colabrodo sono le cause principali di tutto ciò.

Anzi, si viene a sapere senza che lo stesso Parco ha dato un nulla osta
per il progetto di potenziamento della condotta del pozzo
Sforza-Cesarini che preleva direttamente dal lago Albano a patto però
che ACEA, ottenga la concessione.

Tradotto: per decenni ACEA ha prelevato milioni di metri cubi di acqua
(circa 20 cm di livello ogni anno) ma non aveva e non ha pagato nessuna
concessione. Roba da non credere.

Il Parco avrebbe dovuto negare alla luce di tutto ciò qualsiasi parere
favorevole, senza dare l'ennesima prescrizione che probabilmente finirà
nel nulla, coi lavori già iniziati.

Il Parco dovrebbe fissare un limite ambientale al livello idrometrico
delle acque dei due laghi, già sotto di quasi 8 metri rispetti agli
anni '80. Così come fece l'Ente Parco di Bracciano.

Il Parco dovrebbe eseguire studi e pubblicarli , in riferimento al
catastrofico taglio ceduo effettuato anche in aree ultraprotette e che
noi chiamiamo disboscamento.

Invece continua ad approvare le richieste di taglio di fine turno, tipo
quella che ha distrutto la via Francigena in più punti, l'Ippovia
costata oltre 200.000 euro di soldi pubblici, la zona di via Rocca
Priora lo scorso anno e tutto il versante velletrano dell'Artemisio.

I sentieri questa estate si sono trasformati in vie desertificate a
causa della mancata copertura degli alberi e sembrava di camminare su
delle dune arse dal sole in cerca di qualche oasi.

Invitiamo veramente tutte e tutti a partecipare, anche per chiedere
all'Ente Parco di esprimesri fermamente contro il progetto di
inceneritore che vede la stessa ACEA tra i protagonisti negativi.

Se le alte sfere dell'Ente non vogliono tutelare il Parco, come
previsto dallo Statuto fondativo, possono trovare altre poltrone su cui
sedersi comodamente, meglio per tutti se quelle di casa loro.

Non possiamo fermarci, non vogliamo mollare di un centimetro, specie
ora che sta per ricominciare l'ennesima stagione silvana che porterà
tra i boschi decine e decine di ruspe, trattori, benne, TIR e cingolati
a completare il lavoro delle motoseghe su centinaia di migliaia di
alberi: ogni anno ne spariscono circa 200.000 solo qui ai Castelli!

Fino a quando tutto ciò non avrà fine, saremo nelle piazze, nelle
assemblee e nelle lotte che da sempre caratterizzano questo "nostro"
territorio, contro chi per le proprie speculazioni economiche è
disposto a devastarlo senza farsi troppi problemi.

*

Per una moratoria dei tagli boschivi

*

Per l'aumento dei vincoli e delle tutele con il passaggio a Parco
Nazionale

*

Per impedire che il Parco continui a dare nulla osta a progetti
impattanti

*

Per la dichiarazione di "disastro ambientale" inerente la questione
idrica dei due laghi

*

Per avere risposte e dati finora negati.

Per farci sentire, per cambiare lo stato di cose presenti prima che sia
davvero troppo tardi, ci vediamo sabato 10 ottobre alle 10.00 ai Campi
d'Annibale a Rocca di Papa, piazza G. Di Vittorio, da cui ci muoveremo
una mezz'ora dopo verso l'Ente Parco, determinati e forti delle nostre
ragioni contro chi proviene da una storia politica di negazionismo della
crisi climatica.

Come siamo stati in piazza ad Albano nel partecipato corteo contro
l'inceneritore di sabato scorso, domani (martedì 29 settembre)
contesteremo ACEA e le altre multinazionali riunite nel Forum che si
svolgerà all'EUR (manifestazione ore 16.00 dalla Metro B – EUR Fermi)
mentre sabato 3 ottobre ancora nelle strade di Roma, dalle 10.00 a
piazza della Repubblica, nuovo corteo contro l'ecomostro di S.Palomba.

Andiamo "a domicilio" a far presente che le scelte politiche e
aziendali sullo sfruttamento dei Castelli Romani non sono per nulla
gradite.

_Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani._

Tasche vuote è una trasmissione strutturata in 3 sezioni, in questa prima puntata:
1) Vertenze: chiuso il birrificio Birra del Borgo a Borgorose (RI), una vicenda emblematica. La voce dei lavoratori in lotta
2) Dal governo e dal Parlamento i provvedimenti economici, sociali e sul lavoro delle ultime settimane
3) Parliamo di sanità: aumenti delle tariffe, definanziamento del SSN, privatizzazione. Un attacco al salario indiretto
Microfoni sempre aperti per raccogliere considerazioni, suggerimenti e critiche di ascoltatrici e ascoltatori.

Andrà in onda ogni due settimane 

Il 25 Settembre saremo in piazza contro le sanzioni Usa ad Autistici/Inventati, Francesca Albanese, Palestine Action.

Nel mirino

Il collettivo Autistici/Inventati ha fornito per 25 anni una infrastruttura digitale a movimenti e attivistə, alternativa alle grandi piattaforme commerciali, con grande attenzione alla privacy delle utenti. È stata una realtà dichiaratamente antifascista, antirazzista, antisessista e antimilitarista.

Il 26 agosto 2026 gli Stati Uniti d’America, nella loro crociata anti-antifa, sanzionano il collettivo Autistici/Inventati inserendolo nella lista degli Specially Designated Global Terrorist (SDGT), sostenendo che avrebbe fornito supporto tecnologico al terrorismo e a organizzazioni già soggette a sanzioni. 

Il precedente è pericoloso: la logica del “sostegno materiale” al terrorismo viene estesa fino al livello dell’infrastruttura, cioè non a chi agisce ma a chi fornisce il mezzo con cui chiunque potrebbe agire.

Le sanzioni economiche imposte dagli USA a seguito della designazione come terroristi globale e messe in pratica da intermediari italiani ed europei, in maniera completamente illegale e senza possibilità di difesa, lo hanno costretto alla chiusura.

Ciò che la designazione mette in moto è la capacità di escludere un’entità dal mercato globale dei servizi attraverso il comportamento degli intermediari che si conformano al diktat degli USA, piuttosto che tramite coercizione diretta.

E' per questo che Banca Etica ha sospeso il conto all'associazione, per lo stesso motivo il P.I.R., un ente statunitense che gestisce i domini di internet ".org" ha reso irraggiungibile il dominio autistici.org

Lo strumento delle sanzioni colpisce chiunque manifesti il proprio dissenso dal capitalismo selvaggio incarnato dagli USA: prima una fantomatica organizzazione "Antifa", poi Francesca Albanese e i giudici della Corte penale internazionale, poi Palestine Action, poi Autistici/Inventati.

E' un meccanismo che va fermato!!!

Per questo il  25 settembre, in questa data simbolica di ultimatum imposto dalle sanzioni a chi non vuole sottomettersi, scenderemo in piazza a Roma e a Firenze.  

  • Contro le sanzioni a chi pratica dissenso

  • Per portare internet fuori dal controllo USA

  • Affinché l'UE si attivi (utilizzando il Blocking Statute) per bloccare le sanzioni USA 

  • Per far si che Banca Etica mantenga aperto il conto corrente di Autistici / inventati e lo apra a Francesca Albanese

Appuntamento a Roma, piazza ss apostoli ore 17

 

Informazioni dettagliate su nelmirino.tracciabi.li

BASTA VELENO NEI NOSTRI POLMONI
 
Martedì 22 settembre ore 16
Manifestazione davanti alla sede del IX municipio (via Ignazio Silone, 100)
Abbiamo passato un'estate intera intossicati dall'incendio di una discarica abusiva senza alcuna soluzione per la nostra salute. Centinaia di famiglie hanno resistito con le finestre chiuse e senza energia elettrica per un guasto prolungato. UN INFERNO.
Gualtieri (Comune di Roma), Rocca (Regione Lazio) e ACEA hanno aperto il cantiere per l'inceneritore a 5 MINUTI in linea d'aria dal Laurentino 38 – nel municipio IX – e non vogliono fermarsi davanti a nulla, nonostante le numerose proteste di chi popola tutto il nostro quadrante di Roma e i Castelli Romani.
L'inceneritore (che i politici chiamano termovalorizzatore per addolcire la nostra condanna a morte) significa MILIONI DI METRI CUBI L’ANNO DI FUMI A 200°C, CONDITI DA VELENI VARI E 400 MILA TONNELLATE DI CO2.
Sabato 26 settembre è prevista una grande manifestazione ad Albano ma dobbiamo farci sentire anche in periferia, nel quartiere dove Titti Di Salvo e la sua giunta festeggiano la costruzione dell'inceneritore mentre hanno dimostrato totale incompetenza nel difenderci dai fumi tossici di questa estate.
BASTA NEGLIGENZE E SILENZI SULLE DISCARICHE E I ROGHI TOSSICI
L'INCENERITORE A SANTA PALOMBA NON VA COSTRUITO
Coordinamento No Inceneritore di Albano e Roma
Coordinamento popolare Laurentino 38

Un approfondimento sul decreto legge 162/2026 in merito ad accise, bollo auto e altro. Microfoni aperti per raccogliere umori e considerazioni di ascoltatrici e ascoltatori

Il 26 Agosto, il segretario di stato USA Marco Rubio accusa il collettivo Autistici/Inventati di fornire infrastruttura a gruppi "terroristi", e lo inserisce nelle liste OFAC. Dieci giorni dopo, il collettivo annuncia la sua chiusura.

La portata di questa mossa è enorme, e non si limita ad essere un attacco all'Internet aperta e alla libertà di informazione. Data la completa arbitrarietà della designazione di terrorista, nel mirino potrebbe finire chiunque: il meccanismo delle sanzioni - raro in Italia, usatissimo fuori dall'occidente - è quintessenzialmente capitalista: non ha bisogno di condanne penali per impedire il dissenso.

Per fare sì che questo dissenso continui a vivere senza essere relegato alla clandestinità o all'irrilevanza, è necessario contrastare concretamente le sanzioni.

A livello nazionale, sta partendo la campagna "Nel Mirino", che desidera anzitutto ottenere il mantenimento del conto corrente presso Banca Etica di A/I e l'apertura di quello di Francesca Albanese. Queste esperienze dimostrano che negare la possibilità di accedere al sistema bancario rende difficile, se non impossibile, il proseguimento di ogni attività.

Pensiamo che su questo si debba e si possa muovere una mobilitazione larga e trasversale, dato che il meccanismo OFAC è una spada di Damocle che pende su ogni genere di realtà conflittuale. Per questo, la campagna "Nel Mirino" ha indicato la data del 25 Settembre — data simbolica perché è il termine ultimo per l'entrata in vigore delle sanzioni contro A/I — come giornata di mobilitazione territoriale in tutta Italia. L'obiettivo di questa giornata sarà in primo luogo quello di continuare la pressione su Banca Etica: se, come afferma nel suo comunicato, le sanzioni sono ingiuste, allora non deve rendersene complice. Pretendiamo passi concreti.

Per questo, come AvANa - Avvisi ai naviganti, indiciamo un'assemblea pubblica al CSOA Forte Prenestino per Mercoledì 16 Settembre alle 19, in cui approfondire i temi e gli obiettivi della campagna e decidere collettivamente come declinare la giornata di mobilitazione qui a Roma.

mercoledì 16 set, 19:00-22:00
CSOA Forte Prenestino
via Federico delpino, Roma
 
 
 

Portiamo cibo e bibite da mettere in condivisione. Non c'è nulla in vendita.


Portiamo posate, piatti e bicchieri per evitare rifiuti di plastica

20 anni di Rabbia e Amore

20 anni per Realizzare Sogni

20 anni per Resistere

20 anni contro ogni fascismo

𝟮𝟳 𝗔𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 • 𝗙𝗼𝗰𝗲𝗻𝗲

𝟯_𝟰 𝗦𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 • 𝗔𝗰𝗿𝗼𝗯𝗮𝘅

𝟱 𝗦𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 • 𝗖𝗼𝗿𝘁𝗲𝗼 + 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗦𝗰𝗵𝘂𝘀𝘁𝗲𝗿

♡ Venti di Renato. Una comunitá che da quel giorno si muove per essere tempesta e soffiare via ogni forma fascismo. Perché non accada mai piú! Perché abbiamo scelto di stare dalla parte giusta della storia. Quella della Vita e della Libertá per tuttə. Renoize sarà ancora una volta Festival Antifà, il posto dove esserci tuttə. Un ventennale che non sará una celebrazione, ma costruzione, il passo sicuro di un cammino collettivo...Con Renato nel ♡

Dal salario alla rappresentanza, CGIL-CISL-UIL con il padronato e il governo contro lavoratrici e lavoratori

Musica , interventi, teatro e cena a Buffet, 

Dalle 19: 

Claudio Maffei, Sandro Chessa e Stefano Pavan si esibiranno in un set acustico,

Collettivo teatro Macchia Rossa presenta: Qui c'era la nostra casa, i bambini di Gaza raccontano. 

INDACO, gruppo storico della world music italiana 

Ingresso a sottoscrizione

Riempiranno le tue case e quelle dei tuoi ministri,
occuperanno tutto il terreno del paese e divoreranno tutto il raccolto,
cosa che la tua generazione non vide mai
né tantomeno quelle precedenti

Le cavallette hanno una caratteristica davvero eccezionale. Si tratta di un animale schivo, che conduce la propria esistenza in modo solitario. Tuttavia, in determinate condizioni cambia la propria natura. Il contatto ripetuto con altri esemplari della stessa specie innesca un processo di trasformazione: il corpo degli insetti muta visibilmente, così come il loro atteggiamento, che si fa collettivo e, al contempo, distruttivo. Le cavallette così riunite si trasformano in grandi sciami di locuste: un sol corpo poderoso che si muove famelico alla ricerca spasmodica di cibo. In modo del tutto imprevedibile, anche dopo decenni di assenza, le locuste sono in grado di porre una sfida inaudita all'essere umano e alle sue proprietà, compiendo qualcosa che per la schiva cavalletta sembrava impensabile.

LOCUSTE vuole richiamare questo rapporto tra farsi collettività, potere trasformativo della vicinanza corporea e mentale e distruzione gioiosa; la forza, l'imprevedibilità e la pericolosità dello stare insieme a stretto contatto.

L'indagine sarà guidata dalla performance Critter del collettivo OUT OF LINE. Uno “spazio di apprendimento interspecie” in cui la trasformazione delle cavallette è intesa come movimento senza guida che “genera sistemi di orientamento non gerarchici, fondati non sulla stabilità ma sull'adattamento permanente".

Il rapporto tra corpi, collettività e trasformazione è anche al centro della riflessione e delle pratiche del collettivo di Riduzione del rischio dal basso, che proporrà delle letture e un banchetto per l’intera durata dell’evento.

Infine, questo legame sarà esplorato dalla musica. Le redazioni di Indispensa e di Rotation proporranno dei live e djsets che, muovendosi tra techno, dub e downtempo, accompagneranno i corpi danzanti fino a chiusura.

LOCUSTE è un evento benefit per Radio Onda Rossa. Il ricavato dall’ingresso a sottoscrizione libera andrà quindi a sostegno delle casse di ROR.

Salento: tre giorni contro la mercificazione dei territori

Tre parole per provare a tracciare ed intrecciare un’idea di internazionalismo che, per diventare concreta, necessita di dare significato a ciò che siamo, entro e attraverso i luoghi che abitiamo. Animate da questa tensione stiamo organizzando un campeggio di 3 giorni, in Salento, confine meridionale della fortezza europea, nel tentativo di agevolare questa prospettiva attraverso incontri e dibattiti. Perché pensiamo che lottare contro la colonizzazione e la rapina capitalista debba necessariamente comportare l’osservazione dei luoghi come a degli organismi complessi, composti di elementi umani e non umani che viaggiano nello spazio e nel tempo, resistendo o piegandosi alla pressione esercitata dall’esterno. Esattamente come fanno i nostri corpi.
Abbiamo visto lo stravolgimento del territorio in cui viviamo sotto la violenza della ragione dello Stato e del mercato: ridotto a discarica di rifiuti della grande industria europea, spopolato dal ricatto occupazionale, stravolto dalle infrastrutture energetiche e militari e oggi venduto sul banco del turismo. Che questa sia storia antica e non solo nostra, non ci induce a consolata rassegnazione ma ci incoraggia a cercare complicità attraverso e oltre quel limes abitato da altre come noi. 
Sappiamo che il colonialismo, la repressione e lo sfruttamento possono realizzarsi in forme e intensità molto diverse, fino ad arrivare al genocidio e all’ecocidio, ma sappiamo anche che c’è molto che ci accomuna, perché la frontiera, che è fatta per separare, è pur sempre il luogo in cui si può anche stare di fronte, in una postura dialogica.
Radicamento e disposizione alla mobilità hanno permesso di sviluppare una capacità di condivisione che vorremmo sperimentare attraverso la realtà concreta dell’incontro. 
Durante i tre giorni andranno a susseguirsi interventi e dibattiti, presentazioni ed escursioni alla scoperta del territorio circostante.
Parleremo e ci confronteremo su pratiche di lotta ma anche di sussistenza e di resistenza, su forme di organizzazione e modi di intendere il nostro essere nel presente. 
Presenteremo una rivista antimilitarista redatta in Italia, che guarda da una prospettiva internazionalista alle pratiche di insubordinazione, disfattismo e sabotaggio della macchina bellica. In continuità con questo tema discuteremo di spazio mediterraneo come spazio di guerra con particolare riferimento alle rotte migratorie e alla città di Taranto come avamposto del controllo militare. 
Parleremo della terra e del lavoro che la lega agli uomini e alle donne nel passato e nel presente dei territori che viviamo: la resistenza dei contadini attraverso la rivolta contro l’usurpazione e l’esproprio dei mezzi di sussistenza; la condizione del lavoro agricolo oggi, sotto il ricatto dell’industria per la grande distribuzione. 
Parleremo di turismo come industria di estrazione di profitto, mettendo a confronto le diverse realtà dei nostri territori, discutendo sulle prospettive che riusciamo a rappresentare. 
Si parlerà di frontiera come luogo di possibilità: cerniera che mette le comunità una di fronte all’altra, nell’organizzazione di “ecoregioni”come quella occitana premoderna in cui le Alpi occidentali furono fertile luogo di incrocio. Ancora, frontiera come luogo da attraversare, luogo di sospensione e di pericolo, in cui fondamentale è la solidarietà e l’organizzazione: ne parleremo con un compagno attivo sul confine tra Polonia e Bielorussia. 
E poi ancora di frontiera come spazio di comunicazione e organizzazione fra margini, tema di discussione che sarà introdotto dalla presentazione del lavoro collettivo di “Les peuples veulent”, un piccolo libro illuminante che, in qualche modo, ha dato ispirazione e impresso una forte energia all’organizzazione di questo incontro.

La tre giorni sarà ospite all’interno di un campeggio attrezzato, a circa 5 chilometri dal mar Jonio, completamente autogestita e autofinanziata. 
Avremo dunque necessità di sapere quanto prima il numero delle persone partecipanti. 
A tal fine scriveteci all’indirizzo:  maisiaturista@riseup.net